Indicazioni relative alle Unità d’offerta Socio-Sanitarie

In tema di accreditamento

Liberalizzazione accreditamenti
Al fine del potenziare l’offerta e di garantire ai cittadini una maggiore libertà di scelta di servizi, si ritiene opportuno procedere alla liberalizzazione dell’accreditamento, spostando il livello programmatorio sulla contrattazione, anche attraverso l’utilizzo del budget.
A decorrere dal 1 gennaio 2011 potranno essere accreditate tutte le unità d’offerta in possesso dei requisiti previsti.
La programmazione di volumi, risorse e budget viene invece collocata nell’ambito della contrattazione delle strutture, in base alle regole di negoziazione

Nuove regole per la negoziazione
Servizi budgettizzati

  • Servizi diurni e domiciliari per anziani e disabili (cdi, cdd, adi, voucher sociosanitario)
  • servizi riabilitativi, residenziali e semiresidenziali per le dipendenze
  • Rsa, Rsd, Css e hospice

I budget a livello di Asl vengono definiti provvisoriamente per l’anno 2011 in misura pari al 100% dei rispettivi budget per l’anno 2010.
Il budget spettante in via provvisoria alle singole unità d’offerta socio sanitarie per il 2011 è determinato in misura non superiore al 98% della remunerazione relativa al 2010.

  •  vengono budgettizati anche consultori familiari privati, S.M.I.; voucher e contributi per familiari cargiver

I budget provvisori anche in questo caso sono al 100% del precedente anno ma il budget assegnabile ai singoli erogatori non è soggetto a limiti.
Le unità accreditabili con istanze presentate entro il 31 dicembre 2010, se in possesso dei requisiti, saranno messe a contratto.
Per le unità d’offerta già a contratto nel 2010 il budget 2011 verrà rideterminato in seguito all’incremento dei volumi messi a contratto. Per le unità d’offerta messe a contratto nel 2011 il budget verrà determinato prendendo a riferimento la tariffa giornaliera e saturazione medie di asl per anno 2010.
I budget aziendali potranno essere rideterminati in relazione alla verifica degli andamenti di spesa trimestrali.
Seguiranno ulteriori indicazioni su:

  • la determinazioni per budget definitivi assegnabili alle singole U.O.  per il  2011
  • la remunerazione della qualità aggiunta per servizi domiciliari e diurni per anziani e disabili
  • la contrattazione e remunerazione di nuove unità

Revisione tariffe Rsa
Da gennaio 2011 decorre nuovo sistema di tariffazione giornaliera per RSA:

Nuova classe tariffaria Classi SOSIA accorpate Tariffa giornaliera
A 1,2 49,00
B 3,4,5,6 39,00
C 7,8 29,00

 

Indirizzi per la programmazione

Sussidiarietà, partenariato e cooperazione interistituzionale

  • passaggio da cittadino-cliente a cittadino co-protagonista, insieme all’istituzione, di un cambiamento del modo di gestire la cosa pubblica
  • trasformazione dei tavoli di consultazione in tavoli di programmazione e progettazione informata e condivisa che assumeranno la denominazione di tavoli di partecipazione dei soggetti del terzo settore e degli erogatori accreditati
  • monitoraggio dello stato di organizzazione e funzionamento dei tavoli locali
  • revisione o nuova approvazione di regolamenti per il funzionamento dei tavoli
  • effettiva costituzione dell’ufficio di supporto alla conferenza dei sindaci e all’assemblea di distretto, senza oneri aggiuntivi per l’Asl

 Direzione Sociale

  • tutte le funzioni e attività appartenenti al sistema sociosanitario e sociale vanno ricondotte alla Direzione Sociale, al Dipartimento Assi e al Dipartimento Dipendenze, non potendo più ammettere dipendenze funzionali o gerarchiche da altri dipartimenti o direzioni aziendali, con la sola esclusione delle funzioni di vigilanza e controllo
  • focalizzazione dell’azione della direzione sociale alla relazione con il territorio
  • semplificazione e trasparenza del percorso di accesso alla rete dei servizi
  • integrazione degli interventi della rete sociosanitaria e sociale
  • coordinamento degli interventi in materia di conciliazione, famiglia e  lavoro

 Collaborazione con il terzo settore

  • approvazione di un protocollo operativo di applicazione delle linee guida regionali
  • definizione di un programma di attività che identifichi tutti gli ambiti di collaborazione con terzo settore
  • avvio di collaborazioni su UPT, ufficio di protezione giuridica e in tutti gli ambiti in cui si realizzi una funzione di supporto e consulenza alla famiglia

 Gestione dei servizi

  • ricognizione entro il 30 marzo di tutte unità sociosanitarie a gestione diretta
  • presentazione di un programma di cessione delle unità d’offerta individuate entro il 30 giugno

 

Gli interventi sociosanitari a sostegno della famiglia

Consultori
Rinnovamento dei consultori affinché diventino centri per la famiglia in grado di assicurare la presa in carico globale di tutte le problematiche che attengono alla famiglia.
Oltre alle prestazioni già erogate,  consultori dovranno fornire

  1. ascolto, sostegno, orientamento e supporto psicopedagogico alle famiglie nell’assolvimento dei propri compiti educativi
  2. presa in carico delle problematiche delle famiglie con figli minori con particolare riferimento alla loro tutela, in collaborazione con gli enti preposti
  3. valutazione, accompagnamento e preparazione delle famiglie all’affidamento e all’adozione
  4. prevenzione, valutazione psicodiagnostica e presa in carico di minori vittime di violenza, maltrattamenti e abusi in ordine agli interventi sanitari e sociosanitari
  5. prevenzione interruzioni volontarie di gravidanza e sostegno della nascita e puerperio.

Gli obiettivi per il 2011 prevedono:

  • il rafforzamento della rete attraverso la stesura di protocolli operativi di collaborazione con tutte le unità d’offerta presenti
  • la formazione ai consultori accreditati privati orientata alle nuove competenze e funzioni
  • la riconduzione ai consultori delle competenze di valutazione e preparazione delle famiglie al percorso adottivo e di affido
  • la sperimentazione nel secondo semestre di almeno 2 consultori famigliari

 Dipendenze
Gli obiettivi per il 2011 prevedono:

  • portare a completamento la costituzione del Dipartimento gestionale delle dipendenze anche con la composizione degli Organi del Dipartimento previsti;
  • predisposizione del Piano locale per la prevenzione delle dipendenze, comprendente le priorità per il biennio, le tipologie di intervento, le azioni da attuare ecc
  • attuare i Programmi Preventivi Regionali con particolare riferimento all’ambito scolastico

Non autosufficienza
Gli obiettivi per il 2011 prevedono:

  • potenziamento dell’informazione attraverso la promozione di punti informativi visibili e accessibili per le famiglie anche all’interno delle Aziende Ospedaliere e delle strutture private accreditate sanitarie e socio sanitarie;
  • promozione della mutualità familiare tra famiglie che vivono situazioni analoghe nell’assistenza a persone affette da demenza, in particolare da Alzheimer, assistite a domicilio o in strutture residenziali;
  • definizione di protocolli di dimissione protetta e di trasferimento tra le diverse unità d’offerta a garanzia della continuità  dell’assistenza;
  • promozione della rete territoriale della semi-residenzialità
  • diversificazione dell’offerta in risposta ai bisogni complessi (Stati vegetativi, SLA, ecc.) del proprio territorio;
  • formazione continua e l’aggiornamento degli operatori

Disabilità
Gli obiettivi per il 2011 prevedono:

  • attivazione della funzione di regia interistituzionale dei processi di presa in carico che coinvolga i Comuni, le Province, le Istituzioni scolastiche, le realtà del Terzo Settore attive nella gestione dei servizi e le Associazioni di rappresentanza delle persone con disabilità e delle loro famiglie;
  • sviluppo del ruolo svolto dai consultori nell’ascolto, orientamento, supporto e sostegno alle persone con disabilità e alle loro famiglie;
  • elaborazione del piano di intervento locale coerente con le linee regionali definite con il Piano d’Azione Regionale per le politiche per le persone con disabilità ;
  • sottoscrizione di almeno un protocollo d’azione interistituzionale, a livello distrettuale, che preveda l’adozione del linguaggio dell’ICF da parte della rete dei servizi, la sperimentazione di percorsi semplificati per razionalizzare e riorganizzare i diversi punti di accesso presenti sul territorio e attività formative e di comunicazione;
  • attivazione di strumenti per il coordinamento delle azioni comunali a sostegno dei progetti di vita indipendente promossi dalle persone con disabilità e dalle loro famiglie

ADI

Gli obiettivi per il 2011 prevedono:

  • stipula di protocolli per le dimissioni protette dei pazienti al domicilio
  • sottoscrizione di almeno un protocollo d’azione interistituzionale tra ASL e Ambito territoriale, teso a superare la frammentazione della rete d’offerta dei servizi domiciliari, volto a garantire la qualità dell’assistenza ed una razionalizzazione delle risorse;
  • adeguamento dei sistemi organizzativi/gestionali nell’erogazione e controllo delle prestazioni domiciliari alle linee programmatiche regionali che saranno emanate;
  • incentivazione, anche attraverso un sistema premiante, delle progettualità riguardanti elementi qualificanti di erogazione dell’ADI (ad esempio: ampliamento degli orari di erogazione del servizio, maggiore personalizzazione delle risposte alla persona, ecc.);

sostegno alla famiglia nel «lavoro di assistenza» al domicilio di persone con problematiche assistenziali complesse, anche attraverso il potenziamento dell’offerta di ricoveri di sollievo

Residenzialità nella fase di lungoassistenza

Azioni previste a carico delle ASL per l’anno 2011:

  • prosecuzione dell’applicazione delle Linee regionali per l’assistenza alle persone in stato vegetativo ai sensi delle dd.g.r. n. 6220/2007 e n. 10160/2009;
  • prosecuzione dell’applicazione delle indicazioni regionali relative all’assistenza delle persone affette da malattie del motoneurone, in particolare da SLA, ai sensi delle dd.g.r. n. 7915/2008 e n. 10160/2009;
  • stipula di protocolli con le Strutture ospedaliere e di riabilitazione, pubbliche e private, per la dimissione programmata delle persone in stato vegetativo e affette da malattie del motoneurone, in particolare da SLA, all’interno dei quali la ASL deve garantire il ruolo di coordinamento del percorso assistenziale a sostegno delle famiglie

Allegati