Delibera sul Piano d’Azione Regionale sulla Disabilità

 

A cura di

16 settembre 2011

DGR n° IX/983 del 15 dicembre 2010 – Determinazione in ordine al Piano d’Azione Regionale per le politiche in favore delle persone con disabilità e alla relativa relazione tecnica

 

LINEE FONDAMENTALI

Gli Stati Parti alla presente Convenzione riconoscono il diritto di tutte le persone con disabilità a vivere nella società, con la stessa libertà di scelta delle altre persone, e adottano misure efficaci ed adeguate al fine di facilitare il pieno godimento da parte delle persone con disabilità di tale diritto e la loro piena integrazione e partecipazione nella società. (art. 19 Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità)

 

FINALITA’

Il Piano d’Azione Regionale per le politiche in favore delle persone con disabilità (PAR) ha come finalità la realizzazione di una politica unitaria nel settore della disabilità nella direzione di tre obiettivi strategici:

  • garantire risposte lungo tutto l’arco della vita
  • garantire reale accessibilità, fruibilità e mobilità
  • costruire una rete integrata di servizi.

 

PRINCIPI E OBIETTIVI

Il PAR punta a garantire piena dignità di esistenza a tutti i suoi cittadini promuovendo un ambiente favorevole, alla cui realizzazione concorrono molteplici fattori: l'educazione, il lavoro, il mondo dell'impresa, il terzo settore, gli enti e le istituzioni locali, il settore dei trasporti come quello del tempo libero.

Non solo diritti, quindi, ma attenzione a ogni aspetto che può portare ad un innalzamento della qualità della vita eliminando ostacoli e limitazioni, materiali e immateriali, e offrendo nuove opportunità.

Un ripensamento dell’esistente che punta a realizzare un ambiente sempre più capace di sostenere concretamente la volontà delle persone con disabilità di perseguire la propria piena realizzazione personale e integrazione sociale.

Il Piano d’Azione Regionale (PAR) per le politiche in favore delle persone con disabilità, approvato dalla Giunta di Regione Lombardia con d.g.r. n. IX/983 del 15 dicembre 2010, inaugura un approccio nuovo e trasversale ad un tema centrale del welfare.

Si tratta di un documento strategico la cui visione di ampio respiro è destinata a segnare un profondo cambiamento culturale nel modo di affrontare la disabilità. Ogni sua parte concorre ad affermare un concetto chiave: il riconoscimento della dignità dell’esistenza di ogni essere umano deve essere il punto di partenza e di riferimento di una società che difende il valore dell’uguaglianza e si impegna affinché la malattia e la disabilità non diventino motivo di discriminazione sociale e di emarginazione.

Anche il concetto di sussidiarietà trova piena espressione nel PAR che punta a mettere la persona nelle condizioni ideali per esprimere tutta la propria ricchezza attraverso la cura e l’assistenza di un altro essere umano che vive la difficile condizione della disabilità.

Il PAR afferma con forza nuovi principi ma si pone anche come uno strumento operativo integrato, che mette in relazione i diversi settori della società e chiama tutte le Direzioni Generali di Regione Lombardia ad un approccio unitario e condiviso. L’obiettivo principale è ideare e migliorare le politiche per la disabilità, mettendo a frutto le esperienze virtuose già presenti sul territorio e garantendo la continuità di risposta per la persona, resa protagonista del sistema in tutte le fasi della vita.

Attraverso un collegamento funzionale tra i diversi attori e l’individuazione di ruoli e responsabilità specifiche, il PAR consente di superare la frammentazione degli interventi a favore della disabilità permettendo allo stesso tempo di razionalizzare e ottimizzare le risorse impiegate per la realizzazione di una politica unitaria.

 

IL GRUPPO DI APPROFONDIMENTO TECNICO (GAT)

Il PAR è il risultato di uno sforzo volto alla conoscenza dei diversi e complessi aspetti del tema attraverso il rigoroso e attento metodo messo a punto dal Gruppo di Approfondimento Tecnico per il coordinamento e l’integrazione delle politiche regionali a favore delle persone con disabilità (GAT). Grazie al lavoro del GAT istituito da Regione Lombardia, sono stati infatti definiti principi, strategie e indicazioni per rispondere in modo concreto ed efficace ai bisogni e ai diritti del cittadino con disabilità. Al suo interno sono state coinvolte le diverse Direzioni Generali di Regione Lombardia nell’ottica di ripensare in chiave unitaria le proprie specificità operative sulla disabilità.

Il GAT continua a lavorare per la definizione delle modalità di integrazione dei diversi livelli dell’azione politica ponendosi come interlocutore privilegiato per gli attori territoriali.

 

IL METODO

Il Piano d’Azione Regionale afferma con forza un principio che chiama l’intera comunità a rivedere la propria percezione rispetto all’argomento: la disabilità non è una condizione che appartiene solo ad un gruppo minoritario all’interno della società, ma rappresenta una condizione che tutti possono sperimentare nell’arco della propria esistenza.  

Nella nuova logica, la persona con disabiltà diventa il motore centrale del cambiamento. La persona stessa è il primo soggetto chiamato a riscattare la propria condizione di difficoltà e sofferenza. Nessuno, neanche lo Stato o la Regione, possono sostituirsi a questa responsabilità. Il coinvolgimento diretto e attivo della persona e della sua famiglia nel processo di costruzione della risposta al bisogno è garanzia di successo dell’intervento, in quanto chiama tutti gli attori a condividere la responsabilità.

Questo implica che le nuove politiche non prevedano solo il mero riconoscimento di diritti alla persona con disabilità attraverso l’erogazione di una serie di prestazioni, ma riconoscano piena legittimità alla sua necessità di soddisfare i bisogni che derivano dal suo contesto di vita e dalla sua voglia di partecipazione attiva all’interno della società.

Il metodo di lavoro per la messa a punto del PAR emana direttamente dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità (Legge 3 marzo 2009, n. 18) volta a garantire una quotidianità che promuova, protegga e assicuri il pieno ed eguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità. La dignità di chi vive la disabilità deve essere rispettata in diversi ambiti:

  • l’inserimento lavorativo
  • la de-istituzionalizzazione e vita indipendente
  • il tema innovativo della doppia discriminazione
  • il tema dell’integrazione scolastica
  • il turismo accessibile
  • la garanzia concreta e reale di una continuità di risposte per la persona con disabilità e per la sua famiglia.

La forza del metodo identificato dal PAR risiede nell’integrazione e nella sinergia delle politiche a favore della disabilità. Una programmazione che vive su due aspetti chiave:

  • l’integrazione operativa delle DDGG coinvolte nelle diverse aree di intervento
  • il coinvolgimento reciproco per la realizzazione delle azioni previste.

Grazie a questo innovativo metodo – peraltro trasferibile a qualsiasi ambito di intervento politico - le azioni a favore delle persone con disabilità non sono più espressione di una singola Direzione Generale ma di Regione Lombardia nel suo complesso. Su un tema centrale si propone una politica unitaria che supera, integrandole, le singole competenze.

Un’altra chiave di volta per portare a compimento il cambiamento nella concezione della disabilità è l’utilizzo della ICF (International Classification of Functioining, Disability and Health) come linguaggio comune a tutti gli operatori della rete.

 

AZIONI

Garantire risposte lungo tutto l’arco della vita

Il nuovo approccio permette di accompagnare la famiglia e la persona con disabilità in tutti i passaggi da una fase all’altra della vita, attraverso un sostegno materiale, ma anche rispondendo a bisogni di orientamento e accoglienza. Trova quindi nuovo slancio il concetto di “presa in carico” della persona con disabilità, che non può essere ridotta alla mera erogazione di una serie di prestazioni, ma deve trovare compimento nell’unitarietà e continuità della risposta. La chiave per intervenire efficacemente sta nella collaborazione tra i diversi attori coinvolti.

Sostegno alla famiglia nell’accoglienza e nella cura

La fase di scoperta della malattia rappresenta il momento in cui la famiglia ha più bisogno di essere supportata nel processo di comprensione della diagnosi specialistica e di accoglienza del nuovo nato con disabilità.

Gli interventi pensati dal PAR dovranno favorire la rete dei servizi presenti sul territorio per sviluppare, da un lato, la crescita della cura della vita, dall’altro un aiuto per le famiglie alla presa in carico del bambino con disabilità.

Sostegno alle persone con disabilità nel loro progetto di vita

La continuità nella risposta trova compimento grazie all’attenzione costante alla persona e ad ogni specifica fase del suo sviluppo, caratterizzata da problematiche e bisogni peculiari, che richiedono interventi mirati per essere adeguatamente affrontati e gestiti. Altro elemento da considerare: molte condizioni di disabilità si manifestano nell’infanzia e perdurano per l’intero arco della vita.

Accompagnamento della persona e della sua famiglia. I centri per la famiglia organizzazioni, mansioni e loro distribuzione territoriale il Case manager

Nella nuova logica del PAR, la frammentazione negli interventi che coinvolgono i diversi attori viene superata grazie alla messa a sistema dei Centri per la famiglia e alla creazione del Case manager. Una nuova figura chiamata a farsi carico della persona con disabilità e della sua famiglia nel complesso dei loro bisogni, accompagnandoli nella fruizione dei servizi e nell’attuazione dei piani di inserimento.

Percorsi sanitari accessibili e fruibili

Le persone con disabilità presentano in genere anche altre patologie che le portano a rivolgersi alle strutture sanitarie con una frequenza superiore alla media. Le loro condizioni necessitano di un’attenzione e un carico assistenziale maggiori, in particolare per le persone con disabilità intellettive e relazionali. Gli interventi saranno volti a garantire un maggiore livello di accessibilità e fruibilità dei servizi sanitari attraverso la realizzazione e promozione di strumenti organizzativi dedicati.

Istruzione e formazione

Il nuovo sistema di educazione lombardo si basa sull’accreditamento e sulla valutazione degli operatori da un lato e sulla libertà di scelta per studenti e famiglie dall’altro.

All’interno di questo quadro d’azione si punta a un supporto personalizzato dei bambini e ragazzi con disabilità, attraverso misure che siano in grado di intercettare i bisogni dello studente favorendo l’inserimento e la permanenza all’interno delle scuole primarie, secondarie inferiori e superiori e in tutti i percorsi di istruzione e formazione professionale.

Università

La formazione universitaria rappresenta uno dei passaggi fondamentali per la piena realizzazione della crescita culturale e per la formazione personale della persona con disabilità, che va messo nelle condizioni di poter esercitare la propria piena libertà di scelta in questo ambito.

Lavoro

Il mercato del lavoro in Lombardia, riformato di recente, rivolge particolare attenzione al miglioramento dei livelli occupazionali e di tutela lavorativa delle fasce più deboli e a rischio di esclusione socio-lavorativa.

Per garantire e facilitare l’ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro delle persone con disabilità, si vuole favorire il consolidamento della rete dei servizi per il lavoro pubblici e privati. Si prevedono interventi volti a promuovere una più consapevole cultura dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità all’interno delle organizzazioni pubbliche e private, profit e non profit.

Garantire reale accessibilità, fruibilità e mobilità

L’accessibilità è un tema complesso che il PAR affronta con un approccio trasversale in grado di considerare sia gli aspetti infrastrutturali che quelli legati alla vivibilità e qualità del tempo libero. Una struttura accessibile, infatti, non vuol dire che risulti fruibile e vivibile dalle persone con disabilità. Occorre mettere la persona con disabilità nelle condizioni di vivere la casa, gli spazi pubblici, il tempo libero autonomamente e in condizioni di uguaglianza. Questo ambito esprime a pieno la volontà espressa dal PAR di andare incontro ai bisogni più profondi della persona con disabilità, che va messo nelle condizioni di realizzare liberamente tutte le sue aspirazioni senza alcuna limitazione alla propria libertà di scelta. L’Expo 2015 sarà un importante banco di prova per testare la validità di questi interventi in quanto vuole proporsi come un evento pienamente accessibile.

Si prevedono interventi specifici nei seguenti ambiti:

Spazi abitativi privati

Mobilità

Tempo libero e turismo

Expo 2015

Sviluppare una rete integrata di servizi

La presa in carico della persona con disabilità e della sua famiglia deve assumere una forte componente educativa, finalizzata a rispondere in modo personalizzato ai bisogni incontrati e deve mettere la persona in grado di fare delle scelte consapevoli rispetto al proprio progetto di vita, promuovendo l’auto-realizzazione e il superamento dello stato di esclusione sociale.

La strategia per dare voce al progetto di vita della persona e realizzare efficaci politiche di intervento fondate sul lavoro in rete è il «care management», attraverso il quale è possibile integrare le risorse e gestire i servizi in modo da identificare e affrontare i bisogni individuali nel loro insieme, adeguando il servizio alle persone (invece di adattare le persone ai servizi esistenti) e incoraggiando la partecipazione attiva delle stesse.


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