Delibera n° IX/2055 del 28/07/2011

Determinazioni in ordine all’attuazione di interventi integrati a favore della famiglia

A cura di

17 novembre 2011

La Delibera offre un quadro degli obiettivi e delle linee di azione che Regione Lombardia ha individuato come prioritarie per intervenire a favore delle famiglie.
Vengono qui presentati, inoltre, i criteri di riparto del Fondo Sociale Regionale e i termini di presentazione di progetti a favore della famiglia e della conciliaizone.

SCOPO DELLA DGR:

  • Trattare in un unico provvedimento tutti gli interventi a favore delle famiglie definendone le priorità così da consentire un utilizzo ottimale delle risorse;
  • Definire gli interventi per incentivare e sviluppare politiche regionali volte a favorire la Famiglia e la Conciliazione identificando priorità, target e obiettivi degli interventi, identificando gli interventi in corso e quelli da avviare;
  • Predisporre un unico bando relativo alla promozione di progetti volti a favorire la Famiglia e la Conciliazione che individui le modalità attuative per l’accessibilità, l’allocazione delle risorse e la premialità progettuale.
  • Definire le modalità di assegnazione e i criteri di riparto tra gli ambiti del Fondo Sociale Regionale
  • Procedere alla sperimentazione di un nuovo sistema correttivo dell’Isee in alcuni Comuni che saranno definiti in accordo con ANCI Lombardia

LE RISORSE

Per le iniziative contenute nella DGR si prevedono queste voci di spesa:

 

Iniziative

UPB e capitoli di bilancio

Risorse disponibili

Iniziative innovative da parte di associazioni e di organizzazioni di privato sociale, finalizzate a combattere il fenomeno della dispersione scolastica e a predisporre ed organizzare, per ogni famiglia che lo richieda, un piano personalizzato di sostegno psicologico, socio-assistenziale e sanitario, utilizzando le risorse di enti pubblici e di privato sociale, di volontariato, nonché le reti informali di solidarietà; ( L.R. 23/99 art. 4 commi 2 lettera g) e 9 lettera d);

Promuovere l’associazionismo familiare attraverso l’attivazione di iniziative atte a favorire il mutuo aiuto nel lavoro domestico e di cura familiare anche mediante l’organizzazione di banche del tempo (L.R. 01/2008 art.36 comma 1 lettera a)

UPB 2.1.0.2.91 capitolo 5109

6.000.000,00

Sperimentazione di progetti innovativi in materia di welfare aziendale e interaziendale

UPB 2.1.0.2.91 capitolo 7619

5.000.000,00

Fondo Sociale Regionale

UPB 2.1.0.2.87 capitolo 5943

70.000.000, 00 di cui 40.000.000,00 già disponibili

Sperimentazione di un nuovo sistema di regole per determinarle la compartecipazione alla spesa sociale e sanitaria delle famiglie

UPB 2.1.0.2.91 capitolo 5109

1.500.000,00

 

OBIETTIVI E LINEE DI INTERVENTO A FAVORE DELLE FAMIGLIE LOMBARDE (allegato a)

Gli obiettivi prioritari:

  • l’abbandono della logica dell’offerta verso un sistema incentrato sulla domanda delle famiglie, attraverso l’introduzione di un modello evolutivo di gestione dei servizi sociali e sociosanitari fondato su:
    • libertà di scelta del cittadino
    • libertà di iniziativa e competizione tra erogatori di servizi
    • responsabilizzazione di tutti gli attori del sistema di welfare
  • protezione delle persone e delle famiglie più fragili: in particolare famiglie numerose, con disabili e anziani non autosufficienti, con disagi conclamati
  • rafforzamento della comunicazione e integrazione della rete
  • promozione di modalità uniformi di accesso ai servizi e alle unità di offerta sociale e sociosanitarie
  • sostegno delle progettualità innovative e della mutualità tra famiglie
  • sviluppo di un modello di welfare comunitario partecipato, innovativo e sostenibile con la partecipazione di risorse di diversi soggetti
  • integrazione delle risorse regionali e autonome comunali

GLI AMBITI DI INTERVENTO PRIORITARI:

  1. revisione delle modalità di determinazione della compartecipazione dell’utente

In questo senso si intende intervenire introducendo un sistema di classificazione e valutazione del bisogno e  modificando le modalità di accesso e compartecipazione ai servizi tenendo conto anche dei carichi di cura familiare.

Il modello proposto potrà essere applicato quindi sia per misurare la capacità reddituale delle famiglie per definire i criteri di accesso ai servizi e come parametro per la quantificazione della compartecipazione degli utenti  e verrà sperimentato in alcuni Comuni per verificare l’applicabilità e la sostenibilità.

  1. Lavoro di cura familiare: interventi sulla disabilità e la non autosufficienza

Regione Lombardia si impegna in particolare a ricercare soluzioni adeguate per affrontare in maniera sinergica e integrata il tema della non autosufficienza e della cronicità:

  • Rafforzando i servizi territoriali per la cronicità e l’assistenza territoriale
  • Realizzando nuove unità di offerta per le cure intermedie e di low care
  • Rafforzando l’intervento del terzo settore e del volontariato
  1. Conciliazione famiglia e lavoro

Per promuovere la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, e in particolare tra famiglia e lavoro, si intende:

  • Estendere le iniziative già in corso: bando per start up di impresa, programma di sostegno delle reti per la conciliazione, accordi territoriali, insediamento del comitato strategico, dote conciliazione
  • Promuovere e sviluppare nuove iniziative per favorire l’accessibilità ai servizi, tutelare la maternità, supportare l’inserimento abitativo delle famiglie bisognose
  • Intervenire sul sistema impresa per favorire l’estensione di buone pratiche per la conciliazione già attuate da alcune aziende anche alle Piccole Medie Imprese  attraverso un intervento pubblico che faciliti la creazione di reti di impresa offrendo servizi di formazione e consulenza e premiando le buone pratiche.
  • Sviluppare alcune azioni di sistema volte a favorire e diffondere le pratiche di conciliazione già individuate in precedenti atti e documenti regionali (family mainstreaming, governance multilivello reti di conciliazione, comunicazione e sensibilizzazione)
  • Intervenire attraverso azioni specifiche che riguardano in particolare:
    • Il sostegno della famiglia nei compiti di cura
    • Politiche dei tempi
    • Promozione della responsabilità familiare di impresa
    • Sviluppo di servizi di conciliazione presso Palazzo Lombardia

In questa direzione la DGR con l’allegato  B sezione 2 ha messo a bando 5.000.000,00 di euro destinati a PMI per la sperimentazione di progetti innovativi in materia di welfare aziendale e interaziendale (bando chiuso il 15 ottobre 2011).

  1. Valorizzazione e promozione delle reti associative familiari e del terzo settore

Per valorizzare l’intervento delle reti associative familiari e del terzo settore si intende

  • Semplificare, potenziare e razionalizzare i moduli di raccordo tra terzo settore e PA (obiettivo rispetto al quale sono già state stese delle Linee Guida in collaborazione con la DG Sanità e Industria)
  • Prevedere strumenti che consentano maggiore autonomia al terzo settore rispetto alla propria progettualità sociale 
  • Promuovere un modello di governance multilivello e la creazione di una rete composta da una pluralità di attori pubblici e privati posti a diversi livelli territoriali e di governo che si relazionino attraverso relazioni concertative e non gerarchiche
  • Coinvolgere maggiormente le realtà meno istituzionalizzate del volontariato e dell’associazionismo

Nella direzione di valorizzazione dell’associazionismo familiare la DGR con  l’allegato  B sezione 1  ha messo a bando 6.000.000,00 di euro ripartiti tra le ASL per assegnare ad associazioni, soggetti del volontariato e del terzo settore un cofinanziamento per la realizzazione di interventi volti a rafforzare le competenze educative genitoriali, la creazione di reti di mutuo aiuto, la tutela della maternità e la promozione della natalità. 

CRITERI DI RIPARTO E MODALITA' DI UTILIZZO DEL FONDO SOCIALE REGIONALE 2011 (allegato d)

La DGR definisce il riparto tra gli ambiti distrettuali delle risorse regionali per le attività socio assistenziali (v. documenti allegati) che per il 2011 si è costruito, come da indicazioni di ANCI Lombardia, per il 50% su base storica e per il 50% su base capitaria.

Vengono ribadite, inoltre, le indicazioni regionali per l’utilizzo del FSR:

  • Per titoli sociali, sviluppo di servizi, finanziamento progetti derivanti da leggi di settore, funzionamento Ufficio di Piano;
  • Per sostegno alle Unità di Offerta, servizi/interventi già attivi e finalizzati a sostenere i bisogni delle famiglie e a ridurre le rette degli utenti.

Le  aree di intervento prioritarie dalla Regione sono individuate in particolare negli interventi rivolti alle persone non autosufficienti e/o con disabilità, anche in attuazione del Piano regionale per le persone con disabilità, e in particolare:

  • la residenzialità leggera di tipo comunitario, la semiresidenzialità  e  l’assistenza domiciliare
  • servizi che realizzano concretamente Piani di Azione individualizzati integrati raccordandosi con le azioni messe in campo in attuazione della DGR 1746 del 18 maggio 2011.

Secondariamente a questi le risorse del FSR potranno essere utilizzate a sostegno delle altre Unità di Offerta nell’area minori e anziani.

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