La manovra finanziaria per il 2012: effetti sulla rete regionale dei servizi

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17 gennaio 2012

A seguito dell’approvazione del Bilancio 2012 si precisa lo scenario del finanziamento alla rete dei servizi per il nuovo anno.

 

Nell’ultimo bimestre l’attività regionale si è concentrata sulla messa a punto delle strategie per il 2012. In particolare la manovra economica (bilancio preventivo e finanziaria regionale) e la delibera sul funzionamento del SSN (Dgr 2633/2011) hanno definito i livelli di finanziamento delle politiche sociali e sociosanitarie per l’anno appena iniziato.

Vediamo quali risorse saranno disponibili per la rete dei servizi regionali , a cominciare dal finanziamento dei servizi sociosanitari.

Questo comparto conoscerà un aumento delle disponibilità di circa il 3% rispetto agli stanziamenti iniziali del bilancio 2011 (1.623 contro 1.574,4 milioni di eur). Proseguirà quindi l’espansione delle risorse per l’Assi, sebbene l’incremento sarà inferiore a quello annunciato lo scorso anno, quando il bilancio preventivo aveva individuato un livello di spesa sociosanitaria maggiore del 5% rispetto al consuntivo 2010.

Nella manovra per il 2011 la Regione aveva effettuato uno sforzo per reperire risorse per l’assistenza sociosanitaria ai  non autosufficienti, attingendo oltre che dal Fondo Sanitario Regionale, anche da altre disponibilità proprie regionali (circa 24,4 milioni)[1]. Questa redistribuzione di risorse proprie regionali a favore del sociosanitario non sembra essersi ripetuta nel 2012, quando l’integrazione regionale è stata azzerata, lasciando il Fondo Sanitario come unica fonte di finanziamento del budget Assi per la non autosufficienza.

Va comunque riconosciuto che nella più recente manovra lo spazio di crescita assegnato ai servizi sociosanitari – ricordiamo pari a circa il 3% – è superiore all’espansione del budget complessivo per la sanità (le risorse disponibili per la sanità per il 2012 dalla Dgr 2633/2011 sono complessivamente l’1,5% in più di quelle preventivate dalla delibera iniziale delle regole per il 2011).

Il finanziamento della rete sociale territoriale è invece nettamente in controtendenza rispetto a quella sociosanitaria (si veda la Fig. 1). Il bilancio di previsione per il 2012 determina un drastico taglio al Fondo Sociale Regionale, il canale con cui la Regione finanzia il mantenimento e lo sviluppo dei servizi socio-assistenziali destinati ad anziani, disabili e minori. Questa fonte alimenta il budget degli ambiti distrettuali e ha come scopo il sostegno delle unità di offerta-servizi già funzionanti sul territorio, allo scopo di ridurre le rette e sostenere i bisogni delle famiglie.

Proseguendo la tendenza con cui negli ultimi anni questo canale è stato progressivamente impoverito, nel 2012 la Regione ha previsto uno finanziamento di soli 40 milioni al Fondo Sociale Regionale, rispetto ad un investimento effettivo del 2011 di 70 milioni. Si ripropone quindi il taglio che era stato inizialmente definito in sede di manovra per il 2011 e sul quale in corso d’anno la Regione aveva fatto un passo indietro, reintegrando lo stanziamento dai 40 milioni iniziali a 70 milioni (Dgr 2055/2011).

Pur riconoscendo il clima di austerità che ha contrassegnato la manovra finanziaria del 2012, con la Regione che ha dovuto far fronte a tagli dei trasferimenti statali e a tetti del Patto di Stabilità Interno sempre più stringenti, il prezzo che pagheranno le politiche sociali regionali sembra andare oltre il sacrificio affrontato dall’ente.

Se infatti è vero che la capacità generale di spesa della Regione si è ridotta del 25% nell’ultimo triennio[2], il Fondo Sociale Regionale ha subito una decurtazione del 54%, passando dagli 87,7 milioni del 2009 ai 40 del 2012. Se ne deduce che i tagli operati a questo canale hanno ampiamente superato le riduzioni adottate negli altri programmi regionali di spesa (non si è quindi trattato di tagli lineari).

La contrazione del Fondo Sociale comporterà una pesante stretta ai budget dei Piani di Zona, già duramente colpiti dal tracollo dei principali canali di finanziamento nazionali (Tab. 1). Il 2012 sarà l’ anno in cui di fatto i territori sperimenteranno la scomparsa del Fondo nazionale per la non autosufficienza (nel 2011 gli ambiti hanno ancora potuto spendere la quota di competenza del 2010) e il drastico dimezzamento del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali  del 2011 (Fnps). Proprio in questi giorni la Regione ha disposto l’utilizzo dei 25,2 milioni del Fnps ricevuta dallo Stato per il 2011 (Dgr 2866/2011), definendo la quota che alimenterà il budget effettivo dei Pdz del 2012: rispetto alle disponibilità regionali, soltanto 20 milioni saranno trasferiti agli ambiti, mentre 5 milioni saranno utilizzati dalla Dg Famiglia per iniziative di natura sociosanitaria di lotta alla droga  e per progetti regionali per famiglie in difficoltà, per non autosufficienti-disabili, finanziamento dei sistemi informativi e amministrativi. Si rinnoverà la prassi di trattenere una fetta di risorse (circa il 20%) che saranno gestite direttamente dalla Regione. Nella catastrofica situazione finanziaria degli ambiti del 2012 la trattenuta regionale si farà particolarmente sentire e rappresenterà un ulteriore rafforzamento del ruolo della Regione nell’allocazione delle risorse per il sociale, a discapito della capacità di spesa degli ambiti.


[1] Il Bilancio preventivo 2011 indicava 24,4 milioni, mentre la delibera delle regole (Dgr 937/2010) riportava una cifra a carico del bilancio regionale di 27 milioni.

 

 

[2] Come riportato in una nota della Regione del 21 dicembre (“Via libera alla manovra di bilancio per l’anno 2012” http://www.consiglio.regione.lombardia.it/web/lombardiaquotidiano/archivio-articoli/-/asset_publisher/RQ2f/content/id/148780)

 

 

 

 

 

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