Di che cosa si tratta

Si tratta di un programma sperimentale di erogazione di prestiti economici per il sostegno delle politiche abitative che si colloca all’interno degli interventi di gestione associata del Piano di zona del Distretto Sociale Est Milano, a cui aderiscono i Comuni di Pioltello, Rodano, Segrate, Vimodrone.
Attivo dal 2008, a seguito di una convenzione stipulata tra il Comune di Pioltello, ente capofila del Distretto e la Cooperativa Mag2 Finance, è stato avviato tramite l’istituzione di un Fondo economico “a rotazione”, fondo costituito con € 30.000 di risorse pubbliche provenienti dal Fondo Nazionale Politiche Sociali, di pertinenza del Distretto Sociale, fondo che può essere esteso, attraverso l’adesione al progetto, anche a risorse private quali le realtà economiche-produttive del territorio e  le organizzazioni del privato sociale, aventi sede o operanti sul territorio.
I principali obiettivi che lo sostengono sono:

  • consolidare l’erogazione di prestiti economici per il sostegno di politiche territoriali mediante un modello di finanza etica, in collaborazione con le reti attive locali;
  • promuovere e sostenere processi di collaborazione e partecipazione tra gli attori del sistema;
  • sviluppare nuove competenze e relazioni che rafforzino la fiducia, il senso di appartenenza e il senso di comunità;
  • facilitare i processi di responsabilizzazione collettiva.

I destinatari della misura

Ci si è proposti di individuare una formula di intervento in grado di raggiungere e sostenere quella fascia di popolazione non propriamente indigente ma comunque in una condizione di particolare fragilità dal punto di vista abitativo.
Le priorità di accesso all’intervento, vengono considerate attraverso i seguenti criteri:

  1. Condizione di fragilità sociale (costruita attraverso un’apposita scheda di valutazione);
  2. Forme di collaborazione e interventi di supporto già in corso attraverso i  Servizi Sociali comunali  di riferimento, le organizzazioni interessate o altri enti, organizzazioni o privati cittadini;
  3. Imminenza dell’applicazione di un provvedimento di sfratto esecutivo e/o ritiro del mutuo concesso;
  4. Individuazione già effettuata di un possibile alloggio da affittare o di documentazione attestante la necessità imminente del contributo per far fronte al pagamento di spese abitative (fatture per utenze domestiche scadute, spese condominiali ecc.);
  5. Obiettivi e tempi del progetto di sostegno;
  6. Entità del finanziamento  proposto per il prestito;
  7. Proposte in merito alla modalità ed ai tempi di restituzione del prestito (rateizzazioni: importi e tempi);
  8. Tipologia di finanziamento richiesto (coerente con il bisogno riferito);
  9. Tasso di rischio nel recupero del prestito.

I pre-requisiti necessari per poter accedere alla misura sono:

  1. Residenza nel Distretto;
  2. Categoria catastale di appartenenza dell’abitazione di proprietà e dell’eventuale quota di comproprietà non  inclusa nelle seguenti categorie: A1, A7, A8, A9 e relative pertinenze;
  3. ISEE del nucleo familiare inferiore o uguale a € 16.000

Come si realizza

Per la gestione del progetto è stato costituito a livello distrettuale un “Gruppo di Coordinamento” di composizione mista (Ufficio di Piano, rappresentanti comunali ed eventualmente, soggetti del terzo e quarto settore coinvolti) che, oltre a definire le procedure operative, svolge funzioni di:

  • raccolta delle richieste di intervento dal territorio e dai servizi, di analisi dei requisiti e di eventuale approvazione/diniego motivati dei benefici;
  • predisposizione graduatoria delle richieste;
  • monitoraggio e verifica dell’andamento degli interventi e dei tempi di restituzione dei prestiti concessi.

Si predispone così una valutazione sia di tipo sociale che di tipo economico.
Nel caso di soggetti potenzialmente a rischio di restituzione, ma per i quali nel complesso il servizio sociale riconosce nel futuro una possibilità di stabilizzazione della loro condizione, a prevalere è la valutazione sociale per cui il contributo viene comunque erogato.
Le spese ammissibili all’erogazione del prestito sono le spese per l’avvio di contratti di locazione (cauzione e/o anticipo mensilità); spese per il sostegno di rate di rientro del mutuo prima casa; spese per utenze domestiche arretrate e/o conguagli; spese condominiali; spese per la copertura di eventuali morosità nel pagamento del/dei canone/i d’affitto e quelle per piccole manutenzioni  con priorità per gli  interventi a carattere igienico-sanitario.
Per i singoli progetti e relativi prestiti, gli importi massimi stabiliti sono di:

  • € 4.000   per avvio nuove locazioni, e piccoli lavori di manutenzione ordinaria;
  • € 3.000   per copertura rate mutuo prima casa;
  • € 2.000   per spese condominiali e/o a copertura di canoni arretrati di locazione;
  • € 1.000   per spese utenze domestiche arretrate e/o conguagli.

In casi di condizioni di particolare gravità, ritenute tali sia dal servizio proponente che dal gruppo di coordinamento, gli importi massimi possono ulteriormente essere aumentati del 25%.
Il beneficiario è tenuto a rimborsare il valore del finanziamento concesso, mediante rate mensili costanti, l’inizio e la scadenza del piano di ammortamento sono concordati tra Mag2, beneficiario e Gruppo di Coordinamento. La durata massima del piano di ammortamento non potrà eccedere i tre anni, il beneficiario può estinguere anticipatamente il finanziamento senza alcun onere aggiuntivo.
In base a quanto erogato e alla capacità economica delle persone si studia la rata di rientro, normalmente in un range compreso tra € 80 e  € 150 mensili.
Allo scopo di sostenere ed orientare l’assegnatario del prestito, sia dal punto di vista del supporto finalizzato al superamento della fase di difficoltà della famiglia, sia in relazione all’aspetto dell’assunzione di responsabilità per la restituzione del credito, è prevista inoltre la possibilità da parte delle famiglie di usufruire della figura di un “tutor del finanziamento”, figura che deve sottoscrivere la disponibilità ad essere coinvolta nelle fasi di realizzazione del progetto fino al raggiungimento degli obiettivi sociali e la restituzione integrale del credito concesso.

Risultati e considerazioni che nascono dall’esperienza

Nell’arco dei due anni e mezzo di implementazione della misura, hanno potuto beneficiare del microcredito 20 nuclei familiari.
Non si può dire che questo strumento abbia raggiunto una tipologia di famiglie in particolare, la casistica è varia. Trattasi comunque di famiglie non povere in senso assoluto ma collocabili in quella fascia di fragilità che si sta continuamente ampliando, anche a causa della crisi economica.
La percezione del servizio è che attraverso questa forma di credito si sia riusciti a raggiungere una quota di famiglie che non hanno in precedenza avuto accesso ai servizi sociali per un timore di essere stigmatizzati come poveri. Il trovarsi infatti nella condizione di poter usufruire di un contributo economico ma di avere il dovere di restituirlo si è riscontrato come l’elemento che ha incentivato questa categoria di famiglie nel farne richiesta.
Investendo maggiormente sul rapporto di fiducia con i soggetti beneficiari e attraverso un meccanismo di responsabilizzazione, il Distretto Sociale Est Milano è riuscito con successo a strutturare i percorsi di inserimento abitativo previsti.
A partire dai € 30.000 con i quali è stato istituito il fondo, sono stati finora erogati € 35.000 di contributi (grazie al recupero dei crediti concessi, il fondo si è continuato a rigenerare). Alla luce delle condizioni attuali, è stato calcolato che il fondo necessita di essere ripristinato una volta ogni quattro anni e non una volta all’anno come nel caso di contributi erogati a fondo perduto, consentendo così dei margini di  razionalizzazione per l’ente pubblico.
Ritenendo oramai superata la fase più sperimentale, la scelta maturata dal Distretto è quella di dare continuità a questa esperienza, con l’obiettivo per il prossimo triennio del Piano di zona di utilizzare il micro-credito in una versione più diversificata nella gestione dei servizi sociali.
In piena fase programmatoria, vista la scadenza al 31 marzo 2012 della presentazione dei nuovi Piani di zona, si stanno così delineando le seguenti linee di miglioramento:

  • Estendere il microcredito dalla risoluzione esclusiva di problematiche abitative anche all’erogazione di contributi economici per la fascia di famiglie indigenti e per il “reddito di inserimento sociale”, servizio presente nel Distretto ispirato alle sperimentazioni portate avanti negli anni passati relative al reddito minimo di inserimento. L’ipotesi è quella di innestare il microcredito nell’ambito di ulteriori progetti personalizzati, ad esempio di tipo formativo finalizzati ad un inserimento lavorativo ma anche su situazioni di fragilità finalizzate ad un accompagnamento ai servizi: nel momento in cui i soggetti che ne avranno beneficiato raggiungeranno una situazione di stabilità, verrà richiesto loro di restituire il credito di modo che i servizi possano utilizzare quelle stesse risorse per raggiungere altri potenziali beneficiari.
  • Creare maggiori opportunità di scambio e collaborazione con le associazioni di volontariato e del Terzo Settore, nell’aspettativa che possano svolgere un ruolo rilevante nella promozione/ divulgazione del servizio e di collaborazione per l’individuazione dei casi per i quali si possa attivare il prestito ma anche prevedendo una loro funzione di tutoring che sostenga la relazione tra soggetto beneficiario ed ente pubblico.
  • Integrare il fondo a disposizione attraverso il coinvolgimento del tessuto produttivo del territorio in una logica di rete e facendo leva sulla responsabilità sociale di impresa, alla ricerca di connessioni anche nell’ambito delle politiche di conciliazione, in linea con le recenti disposizioni emanate da Regione Lombardia.

 


[1] Per i soggetti, sia anziani che disabili, per cui le autorità competenti abbiano accertato e riconosciuto lo stato di gravità, come previsto dall’articolo 3 comma 3 della Legge104/92, l’ISEE verrà calcolato in base alle norme previste dal D.Lgs 109 del 31.03.1998 e successivo D.Lgs 130/2000.