Come è cambiato il budget a disposizione per questo triennio di programmazione zonale?
Si precisa che i dati economici di seguito riportati sono relativi ai due ambiti, gestiti dall’azienda Offertasociale, costituita dai 29 comuni dei 2 Ambiti del vimercatese (22 comuni) e trezzese (7 comuni), gestisce i Piani di zona di entrambi ambiti, assicurando una governance complessiva sul quel territorio che, storicamente, ne ha determinato la ragione e suffragato l’esistenza, incrementandone il valore.
Si è di fatto implementato un sistema di Piani di zona “federato”, ben adattato a perseguire quanto indicato dai Sindaci di entrambi i Distretti.
Il FNPS nel 2010 ha rappresentato l’ 8% della spesa sociale territoriale dei 29 comuni (€ 2.335.810 su € 28.538.204).
La spesa gestita in modo associato tramite l’azienda Offertasociale nel 2010 è stata pari al 38 %.
Fonti di finanziamento per i servizi a gestione associata (le somme indicate si riferiscono all’anno di utilizzo):
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2009 |
2010 |
2011 |
2012 |
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FNPS |
1.662.218 |
776.537 |
884.463 |
437.489 |
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Fondo non autosufficienza |
- |
831.575 |
920.353 |
- |
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Fondi da altre DGR |
764.199 |
270.034 |
- |
- |
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FSR |
1.867.647 |
1.875.740 |
1.545.841 |
933.800 valore stimato sulla base del 50% del FSR 2010 |
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Nidi |
- |
36.570 |
833.733 |
- |
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Comuni – trasferimenti per la gestione associata dei servizi |
6.643.314 |
7.218.493 |
7.378.296 |
7.768.996 |
Dove peseranno i tagli
Una quota del FNPS era stata destinata al finanziamento di servizi, alcuni avviati con la L. 285, gestiti tramite l’azienda speciale e cofinanziati dai comuni: progetto affido, unità operativa Penale minorile – per la presa in carico di minorenni soggetti a provvedimenti giudiziari, Percorsi di crescita -rivolto a minori problematici all’uscita del percorso scolastico, progetto Vivaio – rivolto a disabili adolescenti all’uscita del percorso scolastico, progetto Palcoscenico dei ragazzi – rivolto a sostenere uno storico intervento presente nel territorio di teatro di ragazzi nelle scuole.
Altra quota del FNPS aveva consentito di avviare interventi innovativi per il nostro territorio quali: STARS – sportelli informativi e per l’integrazione di cittadini stranieri, Spazio neutro – per consentire il diritto di visita di minori con genitori e parenti, Telecottage – progetto di laboratorio di lavoro informatico per persone con gravi disabilità, Informadisabili – sportello informativo per disabili e loro famiglie, Tempo prolungato – rivolto agli utenti dei CDD come intervento di sollievo alle famiglie, Overland – interventi di prevenzione area giovanile e dipendenze, progetto Carcere – a favore del reinserimento sociale e lavorativo di ex detenuti.
Infine una quota del FNPS aveva sostenuto interventi co-progettati e co-finanziati con il Terzo Settore nell’area del social housing, della psichiatria, dei minori a rischio, della teleassistenza.
Con il Fondo non autosufficienza, oltre alla erogazione di titoli sociali, si era potenziato il servizio di assistenza domiciliare, finanziando l’estensione oraria e settimanale degli interventi.
La riduzione del FNPS (ma anche la contestuale riduzione del Fondo sociale regionale e dei fondi provinciali che avevano cofinanziato altri progetti) ha comportato una lunga fase di valutazione e di analisi non solo di priorità di bisogni ma anche di riorganizzazione di servizi con i conseguenti impatti e revisioni delle collaborazioni professionali e dei contratti di erogazione dei servizi; dovendo circoscrivere il perimetro degli interventi a quelli ritenuti “più essenziali”, le aree maggiormente penalizzate sono quelle riconducibili ad interventi di prevenzione e per la promozione del benessere della comunità.
Va evidenziato infine come la lunga fase di incertezza sulle modalità e entità dei finanziamenti abbia creato un clima ansiogeno a tutti i livelli, decisionali ed operativi.
Cosa e come si è tagliato
Rispetto ai servizi non si è adottata una logica di tagli lineari ma si sono operate scelte, per cui i Comuni hanno deciso di mantenere alcuni servizi, ritenuti prioritari, con un “ricarico” del finanziamento comunale all’interno comunque del mandato di mantenere a saldo 0 la somma complessiva dei trasferimenti comunali all’azienda per i servizi a gestione associata a quota solidale (tra cui quelli rientranti nel “perimetro” del Piano di zona) per l’anno 2012 rispetto all’anno precedente.
Sono stati confermati i seguenti interventi, a cui prioritariamente sono state destinate le risorse FNPS:
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Assistenza educativa domiciliare minori e minori disabili |
incremento 13% costi comunali |
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Penale minorile |
incremento 27% costi comunali |
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Affidi Mowgli |
incremento 36% costi comunali |
Altri interventi, finanziati esclusivamente con risorse FNPS, sono stati riorganizzati operando riduzioni in termini di orari di presenza operatori e di accesso dell’utenza:
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Informadisabili |
ridotto del 19% |
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Progetto Vivaio (area disabili giovani) |
ridotto del 52% |
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Progetto STARS – area immigrazione |
ridotto del 20% |
Il servizio Spazio Neutro è stato “tariffato” per cui i Comuni decidono quanto “acquistare”; questa sarà la prospettiva probabilmente anche della teleassistenza.
È stato ridotto il trasferimento al Terzo Settore per gli interventi di social housing.
Sono stati “sospese” le erogazioni dei titoli sociali per anziani, disabili, adulti in difficoltà, psichiatria, famiglie numerose, finanziati essenzialmente con il fondo non autosufficienza o fondi da DGR specifiche.
Sono stati “sospesi” i seguenti servizi, in attesa di conoscere le indicazioni regionali per la partecipazione ai finanziamenti tramite i bandi:
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Tanti mondi una comunità (area immigrazione ) |
sospeso |
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Percorsi di crescita (area minori) |
sospeso |
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Telecottage (disabili gravi) |
sospeso |
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Overland ( prevenzione dipendenze) |
sospeso |
Si evidenziano infine:
- la riduzione del 14% degli interventi provinciali di educazione alla comunicazione nell’area della disabilità sensoriale,
- la riduzione del Fondo sociale regionale ( previsione del 50% del FSR anno 2010) con inevitabili ripercussioni sui bilanci comunali.
Governo del processo
I comuni associati sono coinvolti intensamente nel sistema della governance, e vi presidiano tutti i livelli: quello istituzionale (Assemblea degli amministratori), preposto alle decisioni; quello dirigenziale (Conferenza dei responsabili di Settore), che ha la finalità di garantire un legame più stretto tra i comuni e l’azienda speciale; quello di estensione della partecipazione delle parti sociali del territorio (Tavoli tematici e di sistema); quello di sintesi e di progetto (Ufficio di piano) per il raccordo programmatico con i Comuni e gli altri soggetti territoriali del welfare; quello operativo (Commissioni tecniche delle assistenti sociali) con la funzione di “sensore qualificato” del bisogno e luogo specifico della competenza professionale.
Gli organismi citati sono stati coinvolti, nel rispetto dei diversi ruoli e competenze, in questa delicata e difficile fase di riorganizzazione e di programmazione.
Su cosa punta il nuovo piano di zona? Quali strategie sono state messe in campo?
- Riordino organizzativo e gestionale sulla base delle risorse disponibili;
- Obiettivo di regolamentare in modo omogeneo a livello territoriale l’accesso ai servizi e la compartecipazione alla spesa da parte degli utenti;
- Definizione dei servizi che territorialmente si ritengono essenziali a cui destinare le risorse;
- Ricerca di fondi ulteriori che consentano di estendere il perimetro dei servizi da ritenere “essenziali”;
- Lavoro di rete organizzato in modo trasversale in funzione delle diverse competenze finalizzate ad elaborazioni progettuali in grado di intercettare risorse.