Fattore famiglia lombardo: il punto di vista dei Comuni

Intervista a Giacomo Bazzoni - Presidente della Commissione Affari Sociali e Welfare dell’Anci Lombardia

A cura di Stefania Stea

25 aprile 2012

Continua l’approfondimento sulla l.r.2/2012 in tema di fattore famiglia. Concludiamo la rassegna di opinioni raccogliendo la prospettiva dell’organo di rappresentanza dei comuni lombardi.

 

Le maggiori criticità del Fattore Famiglia

Una delle maggiori criticità riguarda la previsione di considerare il reddito del solo assistito con riferimento ai disabili gravi, nel caso di accesso ad unità d'offerta residenziali o semiresidenziali.

In questo senso l’Anci ha più volte espresso la propria posizione, dichiarando la necessità, anche con riferimento ai disabili, di identificare criteri per la compartecipazione ai costi dei servizi, che includano la situazione reddituale e patrimoniale del nucleo familiare.

Il nostro obiettivo non è quello di penalizzare i disabili, ma di garantire una maggiore equità tra nuclei familiari nella stessa condizione rispetto all’onere di cura di un familiare disabile, ma con disponibilità economiche differenti.

Accanto a questo ragionamento di “principio” si aggiunge la questione legata alle disponibilità economiche dei Comuni, che vanno riducendosi sempre più, e che dunque si troverebbero fortemente penalizzati da un’assunzione di questo tipo. Questo di fatto comporterebbe una minore compartecipazione da parte degli utenti anche nei casi in cui i nuclei avrebbero le disponibilità per garantire un maggiore onere delle rette.

 

 

La distinzione tra anziani e disabili

Credo che la scelta di separare questi due target potrebbe generare delle confusioni in merito ai comportamenti da assumere sulla regolazione della compartecipazione a livello comunale. La nostra linea è quella di considerare per entrambe queste situazioni il reddito della famiglia.

 

 

L’impatto nel rapporto tra Enti Locali e cittadini

In generale l’introduzione di elementi di chiarificazione introdotti sia da normative a livello regionale che da normative a livello nazionale, possano avere un impatto positivo in questo senso, anche in ragione dei numerosi ricorsi che hanno interessato i Comuni negli ultimi anni, proprio sulla spinosa questione “reddito del singolo/reddito familiare”.

 

 

La relazione tra il processo di riforma intrapreso a livello regionale e quello che si sta portando avanti a livello nazionale, sull’Isee

Innanzitutto, in questo senso, si rende necessaria una doverosa precisazione: a prescindere dalla revisione dell’Isee nazionale, una legge a livello regionale non può sostituire una norma nazionale, può “integrarla” e comunque sempre in una logica migliorativa. Certo sarebbe da chiedersi “migliorativa” per chi?

In ogni caso, riteniamo che verosimilmente slitterà il decreto attuativo sull’Isee nazionale (previsto per fine maggio, e che verrà, probabilmente adottato entro giungo) e di conseguenza slitterà anche il regolamento attuativo relativo al Fattore Famiglia.

 

 

Gli scenari in ordine alla sperimentazione del Fattore Famiglia Lombardo

In primo luogo si sta svolgendo, prima di avviare la sperimentazione, un attento lavoro di istruttoria tecnica, che l’Anci, naturalmente sta seguendo con grande attenzione. Ad oggi si sta ancora lavorando a livello tecnico sui criteri, quindi non si prevede di partire con la sperimentazione almeno nell’immediato.

Sul versante dell’“oggetto” della sperimentazione, sicuramente avrebbe senso avviarla in via prioritaria sulle prestazioni socio-sanitarie, in relazione alle quali si ravvisano le questioni più critiche e maggiormente spinose.

Un nodo rilevante resta per noi la questione finanziaria ed in particolare la necessità, da parte di Regione Lombardia, di istituire il Fondo per la Non autosufficienza e di operare un trasferimento di risorse sanitarie anche ai servizi territoriali connessi al long term care. Personalmente sostengo fortemente il Patto della Salute: perché esso non ha subito le riduzioni drastiche, che invece hanno interessato i fondi più specificatamente sociali.

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