Una petizione per il reintegro dei fondi per il sociale

L’esperienza dei Forum del Terzo Settore del cremonese

A cura di Marina Bettoni

27 aprile 2012

In queste settimane iniziano sul territorio regionale mobilitazioni a favore del finanziamento al welfare. Riportiamo una delle prime esperienze in atto.

 

Il 17 aprile scorso i Forum Provinciale del Terzo Settore ed i Forum territoriali di Cremona e Crema hanno ritenuto fondamentale indire un’assemblea congiunta per portare a conoscenza delle associazioni del territorio il percorso fatto fino ad oggi a proposito di welfare locale. Nell’occasione è stata presentata una Petizione alla Regione Lombardia che ha come obiettivo la revisione dei tagli al fondo sociale nazionale e regionale e l’azzeramento del fondo per la non autosufficienza. Un obiettivo altrettanto importante dell’iniziativa è informare tutti i cittadini delle gravissime conseguenze che la riduzione del 70% del fondo sociale assegnato ai comuni e il mancato finanziamento dei fondi per anziani e disabili non autosufficienti avrà sulla già difficile condizione di vita di tante famiglie, molte delle quali già colpite dalla crisi, dalla mancanza di lavoro, da pensioni sempre meno adeguate.

 

Alla Petizione promossa da CGIL CISL UIL Segreterie Provinciali Confederali di Cremona, CGIL CISL UIL Segreterie Provinciali dei Pensionati, Forum Provinciale del Terzo Settore, Forum Terzo Settore di Cremona e del Cremonese, Forum Terzo Settore di Crema e del Cremona, hanno aderito anche l’Assemblea dei Sindaci di Cremona, Assemblea dei Sindaci di Crema, l’Assemblea dei Sindaci di Casalmaggiore e alcune associazioni come ACLI, AUSER Scuola di Pace Università Popolare, Caritas, AUSER provinciale, ARCI, UISP, Ass. Paolo Morbi ANFFASS, Centro Tutela Diritti Del Malato, Gruppo Incontro, Amici di Emmaus, DOPO DI NOI INSIEME, Donne Senza Frontiere, Unione Immigrati.

 

I sottoscrittori della Petizione hanno espresso una grande preoccupazione per le ripercussioni che i tagli nazionali e regionali ai Fondi Sociali ed al Fondo per la non autosufficienza avranno sulla quantità e qualità di servizi ed interventi sociali messi a disposizione delle persone del territorio.

 

A seguito dei tagli l’ASL di Cremona ha previsto, infatti, nel proprio Documento di Programmazione, di passare da un finanziamento sul socio-assistenziale dai 8.770.000 € del 2011 a 6.100.000 € per il 2012; i Distretti di Cremona, Crema e Casalmaggiore riceveranno per il 2012 dal Fondo Nazionale Politiche Sociali rispettivamente 321.663 €, 329.279 €, 80.124 €, cioè circa il 70% in meno del 2011.

 

Viene evidenziato che, nonostante l’impegno di moltissimi comuni a mantenere la quota capitaria e a dare priorità alla spesa sociale, si andrà incontro a un drastico ridimensionamento di servizi e interventi fondamentali per minori, anziani e disabili e a un insostenibile aumento delle quote a carico delle famiglie, in questo momento già messe a dura prova dalla crisi occupazionale e dalla pressione fiscale nazionale, regionale e locale.

 

Quello che viene richiesto alla Regione Lombardia è di reperire nel proprio bilancio – anche in relazione all’aumento dell’addizionale IRPEF regionale – le risorse adeguate per il reintegro del Fondo Sociale Nazionale e Regionale per riportarlo alla quota 2011. L’entità delle risorse necessarie non influirebbe in maniera particolarmente pesante sul bilancio regionale mentre risulterebbe fondamentale per consentire agli Enti Locali, ed in particolare ai piccoli comuni, numerosissimi in questo territorio, di far fronte alla domanda di sostegno delle persone e delle famiglie.

 

I promotori della Petizione condividono la necessità di una riorganizzazione del sistema di welfare regionale in modo tale da rispondere al mutato quadro demografico e sociale. Una ulteriore richiesta viene fatta in direzione di percorsi e programmi che non siano calati dall’alto ma siano, al contrario, saldamente legati al contesto locale, tenendo conto dei modelli e delle competenze maturati nei territori anche attraverso la collaborazione con il Terzo Settore e le Organizzazioni Sindacali. Anche grazie ai Tavoli dei Piani di Zona è possibile sviluppare questa prospettiva in quanto luoghi in cui trova spazio di espressione il passaggio “dall’offerta alla domanda”  in ambito sociale, grazie a soluzioni adeguate e condivise, purché supportate dalle risorse necessarie.

 

Viene rimarcato, infine, come i fondi servano fondamentalmente per mantenere la “dignità delle persone rilevando come, nel bilancio della Regione più popolosa ed economicamente rilevante del paese, che oltretutto ha recentemente introdotto un significativo aumento dell’addizionale IRPEF, non si trovino risorse pari a meno dell’1% del bilancio stesso per garantire servizi e interventi che possono modificare alla radice la qualità della vita di tante famiglie in difficoltà.

Salva la pagina come PDF



Lascia un commento