Il punto sul fattore famiglia lombardo

A cura di Stefania Stea

23 luglio 2012

Una guida ai contributi pubblicati in tema di riforma dell’Isee e introduzione del FFL.

 

A febbraio, dopo quasi un anno dalla presentazione del progetto di legge, il Consiglio Regionale Lombardo ha approvato il Fattore Famiglia, attraverso la Legge Regionale n.2 del 24 febbraio 2012 – Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 12 marzo 2008, n.3 (Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario).

Il testo normativo è stato approvato da Regione Lombardia in concomitanza con il processo, avviato a livello nazionale, di revisione dell’Isee, previsto dall’articolo 5 della  Legge 22 dicembre 2011, n. 214 (cd. Manovra Salva Italia).

Il dibattito nelle settimane subito dopo l’approvazione del testo di Legge è stato acceso: per fare chiarezza sui diversi punti di vista espressi, e sulla reale posta in gioco, abbiamo raccolto i pareri di alcuni testimoni privilegiati, e riteniamo utile, a questo punto, mettere a sintesi quanto emerso.

Su un punto vi è sicuramente accordo: la Regione è intervenuta su una materia, quella inerente gli strumenti per valutare la situazione economica delle famiglie, rispetto alla quale c’era necessità di fare chiarezza e di riempire alcuni vuoti legislativi, seppur non vi è completo accordo sul fatto che questo compito spettasse pienamente al legislatore regionale.

Sul tema LS ha interpellato direttamente l'Assessore regionale Giulio Boscagli, attraverso una video intervista che ha consentito di mettere a fuoco obiettivi e orientamenti del legislatore regionale nel riformare l'attuale sistema di misurazione della situazione economica delle famiglie.

 

Le opinioni giuridiche

Per focalizzare le questioni giuridiche più “controverse”, abbiamo raccolto il parere di due esperti del tema: l’avvocato Luca Degani ed il giurista Massimiliano Gioncada.

Tra i diversi punti di vista giuridici che abbiamo raccolto, emergono alcuni elementi di contatto: appare particolarmente critica, sotto un profilo applicativo e di legittimità normativa, la scelta di optare per un diverso trattamento degli anziani e dei disabili prendendo in considerazione in un caso (gli anziani) il reddito del nucleo e in un caso (i disabili) il reddito del singolo, considerando anche l’orientamento delle più recenti sentenze del Tar. Questa scelta, è condivisibile sotto il profilo della ristrettezza delle risorse, ma si scontra con la competenza esclusiva dello Stato in tema di ordinamento civile, e quindi per ciò che riguarda i civilmente obbligati.

 

Il punto di vista degli utenti e delle loro famiglie

Per puntualizzare le questioni che maggiormente preoccupano gli utenti e le famiglie nell’applicazione della legge sul Fattore Famiglia, abbiamo raccolto il parere di Francesco Belletti (presidente forum associazioni familiari) e di Emilio Rota (presidente Anfass).

Uno dei rischi più sentiti è che il fattore famiglia si traduca in un aumento della richiesta di contribuzione economica da parte delle famiglie, e quindi in una progressiva erosione di quelli che sono i servizi ad oggi erogati in un regime di gratuità per gli utenti.

Anfass e Forum delle Associazioni delle Famiglie hanno essenzialmente espresso pareri molto vicini su due questioni cruciali: il computo dei redditi esenti per valutare la situazione economica degli asstistiti e la distinzione della situazione degli anziani da quella dei disabili.

Su quest’ultimo punto vi è una differenza di vedute rispetto alla posizione dei giuristi, difatti sia il presidente delll’Anfass che del Forum delle Associazioni Familiari sembrano aver accolto favorevolmente la scelta di considerare in maniera differente le due situazioni.

Rispetto al computo delle provvidenze economiche di natura risarcitoria, vi è una certa contrarietà in entrambi i pareri espressi.

In merito a ciò è interessante la posizione di Francesco Belletti: secondo il presidente del Forum inserire nel reddito imponibile contributi economici previdenziali o assistenziali si tradurrebbe in un’’autotassazione’ da parte dello Stato tassasse, che va a valutare come reddito dei benefici economici che ha erogato direttamente, altra cosa è, come evidenzia Emilio Rota, utilizzare percentualmente queste risorse per compartecipare alla spesa.

 

Il punto di vista dei Comuni

Per raccogliere il punto di vista dei Comuni, abbiamo intervistato Giacomo Bazzoni, Presidente della Commissione Affari Sociali e Welfare dell’Anci Lombardia

In generale l’introduzione di alcuni elementi di chiarificazione, contenuti nella norma, viene accolta favorevolmente, anche in ragione dei numerosi ricorsi che hanno interessato i Comuni negli ultimi anni, proprio sulla spinosa questione “reddito del singolo/reddito familiare”. L’opinione è che tenere distinte queste situazioni possa generare confusione nell’applicazione e nell’introduzione di regolamenti comunali. Rispetto a ciò la posizione dell’Anci sembra una ‘terza via’: considerare nello stesso modo Anziani Non Autosufficienti e disabili, ma valutando per entrambi la situazione del nucleo. Grande preoccupazione sul tema delle risorse, rispetto al quale vi è grande slancio nel chiedere l’istituzione a livello regionale del Fondo per la non autosufficienza.

 

Tab. 1 – Sintesi delle opinioni espresse su alcune questioni ‘calde’

 

Giuristi

Utenti/famiglie

Comuni

Computo redditi esenti (provvidente economiche)

Contrarietà

Contrarietà

Parere favorevole

(obiettivo: considerare in maniera equa situazioni economiche differenti, a parità di condizione di NA)

Distinzione Anziani NA/disabili

Contrarietà

Parere favorevole

Contrarietà

Nucleo o singolo?

Singolo (difficoltà ‘oggettiva’ nel coinvolgimento dei civilmente obbligati)

Singolo per il disabile, eventualmente nucleo per l’anziano

Nucleo per anziani e disabili

Sperimentazione

Necessità di avviarla anche sulle prestazioni socio-sanitarie

Necessità di avviarla anche sulle prestazioni socio-sanitarie (sulle quali si è ‘arenata’ l’esperienza Parma)

Necessità di avviarla anche sulle prestazioni socio-sanitarie

 

Ls è impegnata a seguire l'evoluzione delle sperimentazioni, ad oggi annunciate per 15 comuni lombardi ma non ancora concretamente avviate.

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