Il processo

La dgr da conto del percorso di consultazione condotto da luglio a ottobre 2012.

Sono stati realizzati 70 incontri e raccolti 93 contributi di commento e reazione alla proposta, in parte analizzati e pubblicati in un precedente articolo di LS.

 

Con le Direzioni Generali della Regione 20 incontri
Con le ASL 12 incontri
Con i territori 15 incontri
Con  alcuni interlocutori del TS organizzato (Forum Famiglie, Acli, Caritas, Associazioni famiglie affidatarie…) 12 incontri
Con i tavoli istituzionali (Erogatori, Terzo settore, Sindacati..) 8 incontri

 

Si ribadisce il senso dell’operazione: arrivare alla condivisione di un documento  programmatico che “dia vita ad un modello di welfare all’avanguardia”, ovvero capace di

  • riconoscere e valorizzare le esperienze e le caratteristiche locali
  • responsabilizzare ogni livello istituzionale
  • realizzare un sistema sussidiario
  • fondato sulla corretta valutazione dei bisogni

 

La consultazione  ha consentito di arricchire e articolare la prima proposta portata nei territori, basata sostanzialmente su alcune dichiarazioni di principio e indirizzi generali di riforma. L’esito del percorso è l’elaborazione di un nuovo documento che sarà oggetto di ulteriori passaggi di consultazione e condivisione.

La dgr  sottolinea come la proposa di patto e il percorso proposto abbiano trovato generalmente una positiva accoglienza.  Tuttavia, a seguito della dgr e in modo congiunto, ANCI Lombardia, Forum Terzo Settore e Sindacati hanno chiesto di posticipare l’avvio del nuovo confronto al termine dell’imminente fase elettorale e, congiuntamente, che l’adozione di ulteriori atti amministrativi sia rinviata alla conclusione del processo di riforma (si veda l’allegato).

 

I contenuti

La dgr riporta in sintesi alcuni punti del documento generato dalle consultazioni, qui ne sintetizziamo i concetti principali.

Il nuovo welfare dovrà essere basato su:

 

Appropriatezza della risposta al bisogno mediante

  • valutazione unitaria, multidimensionale e integrata
  • articolazione e differenziazione dell’offerta
  • selezione e orientamento della domanda in capo alle istituzioni
  • libertà di scelta della persona
  • presa in carico, appropriatezza e continuità della cura, sempre in capo alle istituzioni

Centralità della famiglia

  • riconoscimento alla famiglia di un ruolo cardine nella cura
  • valorizzazione delle forme associative
  • organizzazione dei servizi  in modo da offrire sostegno al compito di cura delle famiglie
  • importanza delle politiche di conciliazione vita-lavoro

Valutazione equa

  • dell’accesso, basata sulla valutazione del fabbisogno
  • della compartecipazione al costo, basata sulle capacità economiche della persona e della sua famiglia

Accesso, orientamento e informazione

  • mediante l’identificazione di luoghi unitari e qualificati
  • al fine di garantire una libera scelta, consapevole e responsabile

Integrazione tra politiche

  • in particolare si citano casa, lavoro, trasporti, giovani, conciliazione

Integrazione delle risorse

  • per evitare la frammentazione,  ridurre gli sprechi e per una presa in carico della persona effettivamente integrata
  • identificazione di strumenti per migliorare la gestione e la razionalizzare la spesa

Revisione governance territoriale

  • valorizzazione del ruolo dei Comuni e precisazione del rapporto con le ASL
  • definizione  chiara e univoca delle specifiche competenze degli attori del sistema
  • indirizzo alla gestione associata dei servizi
  • razionalizzazione dei servizi, superando situazioni oggi economicamente non sostenibili

Sussidiarietà 

  • miglioramento della rappresentanza e della qualificazione di tutte le formazioni sociali
  • riconoscimento del ruolo del terzo settore come partner e non più solo come gestore di servizi
  • centralità del terzo settore per il superamento di modelli burocratici, basati solo sul trasferimento delle risorse
  • valorizzazione delle esperienze consolidate (es. mutuo aiuto, ruolo operazione nell’inserimento lavorativo , associazionismo familiare…)

Coesione sociale

  • promozione del senso di appartenenza dei cittadini al proprio territorio
  • miglioramento della collaborazione tra istituzioni
  • sostegno alla capacità di fare sistema
  • importanza della responsabilità sociale di impresa, dell’imprenditorialità sociale e del terzo settore, per promuovere e realizzare coesione.