Il problema

La tenuta delle famiglie costituirà anche nei prossimi anni un pilastro insostituibile di qualunque modello di welfare e, a maggior ragione se il modello lombardo proseguirà nel percorso (virtuoso) di un welfare plurale, con crescente interazione ed integrazione tra intervento e risorse pubbliche, private profit, private non profit, di auto e mutuo aiuto formale ed informale, valorizzando le reti locali (alleanze locali). Per questo “il problema” è anche “la risorsa”: riuscire a promuovere, sostenere e proteggere la risorsa famiglia nella sua coesione interna e nella sua “responsabilità sociale”, nel suo continuare ad essere risorsa di solidarietà, di cura, di cittadinanza attiva.
In particolare sono tre le direttrici strategiche:

  • a) sostegno alla tenuta relazionale della coppia e della coppia genitoriale;
  • b) sostegno alle capacità di cura per i propri membri fragili;
  • c) sostegno alla conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa.

Dati/evidenze quali-quantitativi che descrivono il problema

I dati sono già disponibili e ampiamente argomentati a livello socio-demografico ed economico, ma esigono dettaglio e spazi qui non possibili.  Allo stato attuale, i trend evidenziano una progressiva fragilità che però non è necessariamente irreversibile, se contrastata da appropriate azioni (politiche, amministrative, culturali).  Si suggerisce qui di mappare con regolarità alcuni indicatori sulle tre direttrici strategiche:

  1. stabilità/tenuta delle relazioni di coppia e genitoriali: separazioni, divorzi, matrimoni, nascite, numero di figli (particolare attenzione alle fragilità genitoriali e ai dati dei servizi socio-sanitari e scolastici), capacità di accoglienza familiare;
  2. cura per persone fragili: dati su invecchiamento, disabilità, servizi di care familiare, diffusione della domiciliarità, dati epidemiologici sulla salute della popolazione anziana;
  3. conciliazione famiglia lavoro: dati su occupazione giovanile e femminile, dati sulle traiettorie professionali in caso di maternità, mappa delle buone pratiche aziendali, dei servizi, dell’auto-organizzazione di reti familiari.

La proposta

Prevedere un progetto strategico pluriennale di sostegno alla famiglia, con obiettivi specifici e finanziamenti mirati, capace di perseguire miglioramenti e/o impedire deterioramento dello “stato di salute delle famiglie” rispetto alle tre direttrici strategiche prima evidenziate.
A titolo esemplificativo:

  1. tenuta delle relazioni: investire in prevenzione della rottura dei legami coniugali, con percorsi formativi, interventi di family crisis management e di mediazione (coinvolgendo il sistema consultoriale). Promuovere servizi di accompagnamento alle famiglie per la tutela dei minori;
  2. relazioni di cura: promuovere un grande investimento di azioni socio-sanitarie e assistenziali sulla domiciliarità a base familiare, con progetto di cura individualizzati in partnership con famiglie e reti di famiglie, valorizzando gli strumenti di “libertà di scelta” (voucher, soggetti no profit, reti formali e informali di utenti e di famiglie);
  3. conciliazione famiglia-lavoro:  sostenere azioni di sostegno e di concertazione (anche decentrata) alle famiglie, alle imprese, alle pubbliche amministrazioni, costruendo alleanze locali e ampliando l’offerta di servizi (anche di welfare aziendale). In questo ambito, l’azione e gli strumenti programmatori del Comitato strategico già operante costituiscono preziosa esperienza.

Link alla proposta

Sia a livello regionale che a livello nazionale esistono diversi documenti (dal Piano nazionale per la Famiglia, del giugno 2012 alle attività dei settori regionali).
Si richiama qui inoltre il materiale prodotto dall’associazionismo familiare locale, regionale e nazionale, in gran parte ricostruibile a partire dal Forum nazionale delle associazioni  familiari.

Le buone ragioni a sostegno della proposta

Di seguito, un elenco sintetico di buone ragioni a sostegno delle proposte avanzate:

  • si tratta di una programmazione mirata di medio periodo, che esce dalla logica emergenziale per strutturare il sostegno ad una priorità specifica;
  • persegue una logica squisitamente sussidiaria e promozionale (non assistenziale), di sostegno alla famiglia e alla responsabilità sociale dei cittadini, valorizzando così una scelta strategica ampiamente consolidata nell’azione amministrativa di  Regione Lombardia;
  • è in continuità con diverse iniziative già attuate e le valorizza inserendole in uno scenario più ampio ed organico (family mainstreaming);
  • è una scelta che può essere armonizzata con altre priorità strategiche del territorio lombardo (ad esempio, il rilancio del sistema produttivo e del lavoro, oppure la tutela del patrimonio ambientale e culturale). Assumere questa priorità significa anzi ipotizzare che lo sviluppo del sistema Lombardia non sarà garantito solo dalle tradizionali variabili economico-strutturali, ma da un armonico progresso anche dei sistemi di coesione sociali e di welfare promozionale plurale (sostenere la famiglia e i sistemi di solidarietà e coesione sociale per rilanciare l’intero sistema con stabilità, continuità e successo).