La comunicazione del Presidente Maroni contenuta nella Delibera 37 del 16/04/2013, ribadendo il ruolo centrale della famiglia quale interlocutore primo delle politiche sociali e sociosanitarie e quale prima agenzia di welfare, descrive ed elenca le linee programmatiche che dovranno caratterizzare la rete di supporto e aiuto alla famiglia, in un’ottica sussidiaria e con una attenzione specifica alla continuità assistenziale e alla fragilità.

Legge Regionale sulla famiglia

  • sviluppo della Legge regionale sulla famiglia, promuovendo il suo valore attraverso l’associazionismo e la costruzione di reti di auto mutuo aiuto e creando interventi coordinati e di sistema in risposta alle esigenze delle famiglie.
  • sostegno e finanziamento di iniziative finalizzate, con particolare attenzione alle famiglie con bambini in condizioni di fragilità o affetti da gravi disabilità.

Risorse e compartecipazione

  • valutazione degli esiti della sperimentazione per l’applicazione del Fattore Famiglia Lombardo ai fini della sua eventuale estensione;
  • integrazione di risorse da erogare alla famiglia quale destinataria delle politiche di welfare, evitando così le potenziali duplicazioni di spesa attraverso la costituzione di uno specifico fondo per il sostegno alla famiglia ;
  • definizione, in raccordo con i Comuni, delle nuove linee guida per l’assegnazione dei diversi fondi quali il fondo sociale regionale, il fondo nazionale politiche sociali e quello per la non autosufficienza.

Programmazione e governance

  • riprogettazione integrata dei Piani di Zona secondo ambiti territoriali omogenei, anche in punto di ottimale dimensionamento;
  • organizzazione delle struttura dell’Assessorato intorno a tre assi di riferimento: l’azione di programmazione e governo delle risorse, le attività collegate allo sviluppo, accreditamento e controllo del sistema dell’offerta e quelle orientate all’analisi e alla tutela della domanda proveniente dal territorio regionale.
  • orientamento in chiave regionale dell’azione di INPS e INAIL, promuovendo azioni sul Governo per integrare ed aggregare tutte le risorse investite sul territorio in politiche sociali;
  • omogeneizzazione dei criteri d’accesso alle prestazioni mettendo in relazione tra loro i diversi livelli istituzionali (INPS, Regione, Comuni, Asl, ecc).

Presa in carico integrata

  • avvio di sperimentazioni di presa in carico integrata a livello territoriale, avvalendosi di prestazioni professionali diversificate ed introducendo nuove figure e modalità di lavoro, quali quelle dell’infermiere di famiglia;
  • riorganizzazione della funzione dei consultori, che evolveranno in centri per la famiglia, con un orientamento mirato ad una presa in carico della famiglia in modo complessivo, soprattutto nelle situazioni di criticità (separazioni, povertà, etc.);
  • creazione di uno Sportello Unico per il Welfare attraverso un coinvolgimento diffuso dei diversi livelli di responsabilità istituzionale, della comunità e della pluralità di soggetti che già operano nel contesto territoriale (Distretto, MMG, Farmacie, etc).

Rete integrata delle unità di offerta

  • integrazione della filiera dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali attraverso anche la definizione di un modello di appropriatezza delle prestazioni e dei costi;
  • sviluppo della Continuità Ospedale-Territorio e di un’area di cure intermedie tra Ospedale e Territorio;
  • realizzazione, per la presa in carico integrata delle cronicità, di sperimentazioni mirate ed azioni orientate all’integrazione dei servizi sociosanitari e sanitari in favore delle persone anziane e fragili.

Fragilità e non autosufficienza

  • avvio di programmi innovativi, attraverso l’adesione volontaria di enti, in relazione al riordino del sistema di offerta per acuti;
  • riclassificazione della rete per le persone anziane fragili (residenzialità leggera, continuità, residenzialità protetta e diurna), anche a seguito delle sperimentazioni in atto ed alla loro verifica in termini di capacità di risposta e appropriatezza;
  • miglioramento dell’appropriatezza e della equità nell’accesso al sistema dei servizi per persone anziane con fragilità, attraverso l’adozione di un modello di valutazione del bisogno, omogeneo per tutto il territorio;
  • grande attenzione alle fragilità, ivi comprese fragilità psichiche, non autosufficienza e cronicità, anche con riferimento all’età evolutiva;
  • estensione del Piano d’Azione Regionale 2010-2020 per le persone con disabilità a tutta la Pubblica Amministrazione lombarda.

Anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti

  • valorizzazione dell’invecchiamento attivo come risorsa per la comunità;
  • potenziamento degli interventi domiciliari per gli anziani.

Dipendenze

  • estensione del Piano Regionale delle Dipendenze con particolare attenzione alle nuove forme di dipendenza (ludopatie, internet, etc);
  • revisione della filiera di offerta per le dipendenze (prevenzione, servizi ambulatoriali, comunità).

Tutela e protezione

  • promozione di interventi finalizzati alla protezione, cura e sostegno di tutte le vittime di violenza, con particolare riguardo alle donne e ai minori;
  • sviluppo di politiche integrate per la tutela dei minori.

Maternità e natalità

  • ottimizzazione del sostegno alla natalità, alla maternità e alla paternità, con l’evoluzione dei consultori familiari in centri per la famiglia e con la prosecuzione di interventi anche economici a sostegno della maternità e paternità a favore dei residenti ( prosecuzione del fondo Nasko).
  • valorizzazione dei Centri di Aiuto alla Vita.

Povertà e esclusione sociale

  • rafforzamento di politiche inclusive, con particolare riguardo alle situazioni di povertà anche conseguenti alla crisi economica in essere;
  • realizzazione di politiche di sostegno al reddito.
  • sostegno dei coniugi separati con difficoltà sociali ed economiche.

Conciliazione

  • ottimizzazione delle politiche territoriali di conciliazione dei tempi lavorativi con le esigenze familiari.

Giovani

  • formazione delle giovani generazioni al lavoro ed alla partecipazione, anche con l’introduzione di strumenti innovativi per la gestione della risorsa servizio civile.

Allegati