13 maggio 2013 

(Ln – Milano) Non solo combattere, ma anche prevenire ogni forma di violenza, in particolare nei confronti di donne e bambini. Trovare e mettere in pratica nuovi strumenti che garantiscano una casa a coloro che si trovano costrette a lasciarla, per salvaguardare la loro incolumità. Agevolare nuove forme di fiscalità che sostengano l’occupazione femminile. E poi attuare un grande “lavoro culturale”, che renda sempre più accogliente la sanità lombarda. Perché chi subisce traumi da violenza necessita anzitutto di sentirsi protetto. Queste alcune delle linee guida del nuovo Assessorato regionale alle Pari opportunità, presentate dall’assessore alle Pari Opportunità, Casa e Housing sociale, dal vicepresidente e assessore alla Salute, insieme alla responsabile del centro antiviolenza della Mangiagalli Alessandra Kustermann e del giudice minorile Fabio Roia.

PREVENZIONE, CASA E LAVORO – La nuova Giunta regionale ha scelto di attuare il più possibile un lavoro sul campo. E, dunque, per affrontare tematiche del genere, per presentare un programma ambizioso che, ogni giorno, si trova ad affrontare vere e proprie emergenze, non si poteva che partire da un luogo simbolo.

LA CLINICA MANGIAGALLI – Presso la Mangiagalli di Milano, infatti, da oltre 10 anni, è attivo uno dei più importanti centri antiviolenza d’Italia. Centocinquanta casi di violenza (sessuale e domestica praticamente ugualmente ripartiti), di cui 15 su bambini under 13, denunciati in soli 3 mesi (dal 1 gennaio al 30 marzo) presso l’ospedale milanese sono sufficienti per capire che c’è molto da fare.

1 MILIONE PER NUOVI CENTRI ANTIVIOLENZA – Per fronteggiare questa piaga Regione Lombardia è pronta ad aprire un bando da 1 milione di euro, destinati a costruire nuovi centri antiviolenza e a finanziare progetti di educazione. “Da questo punto di vista – ha detto l’assessore alle Pari opportunità – siamo uno degli Stati peggiori in Europa. Se le norme ne prevedono uno ogni 10.000 persone, noi ne abbiamo uno ogni 50.000, ma, soprattutto, manca un vero e proprio censimento. Dunque, vogliamo anzitutto capire come siamo messi, per poter poi individuare dove è meglio intervenire”.

LA CASA, UN BENE FONDAMENTALE – Non a caso la delega alle Pari opportunità è associata a quella della Casa. Temi complessi, molto legati fra loro e sui quali c’è molto da lavorare. Per questo sono quasi pronte agevolazioni per gli affitti (rivolte anche ai padri separati) e liste preferenziali nell’assegnazione delle case popolari alle donne vittime di violenza. “Come può una donna maltrattata – ha proseguito l’assessore – pensare di tornare a casa? Una nuova casa può essere una speranza concreta per lei e per i suoi figli di ripartire e di rifarsi una vita”.

PARI OPPORTUNITÀ, NECESSARIO 1 MILIONE PER ATTUARE IL PIANO – L’assessore ha anche annunciato di aver già chiesto al neo ministro Josefa Idem un incontro, per mettere a fuoco le tematiche sulle quali lavorare insieme “non penso ci sia altra materia così al di sopra delle appartenenze politiche e ideologiche”. “In questo senso – ha detto – come prevedono sia il Piano nazionale, che la legge regionale, chiederemo 1 milione di euro. Fondi che ci consentano di integrare perfettamente misure nazionali con quelle regionali”.

UNA FISCALITÀ INCENTIVANTE – Anche attraverso il lavoro si può uscire da una condizione difficile. Questa è la premessa che ha spinto l’assessore a studiare come sostenere l’occupazione femminile. “Proporremo – ha spiegato – di ridurre o eliminare l’Irap per quelle aziende che favoriscano la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”.

UNA VERA PARITÀ DI GENERE – La titolare regionale delle Pari opportunità, ricordando che lo scorso 7 maggio è entrata in vigore la Legge 215, che prevede perfetta parità di genere negli Enti locali elettivi, ha infine commentato, che si è trattato di “un primo, importante passo avanti, attuato anzitutto dalla stessa Regione che, per la prima volta, ha una Giunta composta da 7 uomini e da 7 donne e che, per questo, accompagnerà in questo percorso coloro che dovranno adeguarsi”.

FAVORITE DA SANITÀ ACCOGLIENTE – Il tema del sociale, nel suo complesso, va di pari passo, con quello della salute. Ma, affinchè si fondano in modo proficuo, secondo il vicepresidente della Regione Lombardia, serve anzitutto una crescita in termini culturali, un cambio di mentalità. “Stiamo parlando di tematiche e problemi di ordine culturale – ha detto – che vanno quindi ben oltre le pari opportunità e che, dunque, vanno affrontati con cognizione di causa per cogliere al meglio esigenze, problemi e suggerimenti sul campo”. Il vicepresidente ha sottolineato come la sanità debba sempre più diventare “accogliente” perché “sentirsi accolti nel momento del bisogno è quanto più serve a chi si è trovato di fronte ad un fatto grave come quelli di cui si discute”.

PROPOSTE LEGISLATIVE – Il vicepresidente ha anche invitato coloro che tutti i giorni vivono realtà come quella del Centro antiviolenza della Mangiagalli a diventare parte attiva delle nuove politiche: “usateci per fare proposte legislative” ha esortato “perché le proposte legislative dei Consigli regionali devono per legge essere affrontate dal Parlamento”.

LA SPENDING REVIEW – L’assessore alla Salute è poi entrato anche nel merito delle questioni più attuali del suo assessorato. La spending review anzitutto: “Non intendo abbassare la spesa sulla sanità – ha spigato -.Abbiamo 225 milioni in meno, combatteremo perché siamo la Regione che spende meno. In un’impresa si penalizza un ramo che non produce, non quello che ha i costi in linea e che dà un servizio, come in questo caso di eccellenza. Al neo ministro della Salute Beatrice Lorenzin presenterò questo aspetto. Si possono e si devono fare dei risparmi, ma poi si devono riconvertire, per destinarli dove serve, non si può risparmiare e basta. Penalizzare la sanità lombarda è un’operazione sbagliata sul piano non solo culturale, ma anche politico e sociale”.

LE ASL – E’ stata anche confermata l’intenzione di ridurre le aziende sanitarie locali, “ma non riducendo impegno e lavoro senza ovviamente modificare gli obiettivi di salute che sono assolutamente prioritari”.

OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI – Sul fronte degli ospedali psichiatrici giudiziari il vicepresidente ha spiegato che sottoporrà alla Giunta questo tema “in questo momento noi dobbiamo, in base alla precedente deliberazione di Giunta, tener fede all’impegno per non perdere i finanziamenti statali”. Il vicepresidente ha anche confermato che non intende chiudere quello di Castiglione delle Stiviere. Allo studio anche un OPG femminile.

LA PREVENZIONE E LA FORMAZIONE – Da ultimo il vicepresidente ha auspicato che, lavorando insieme, si posso avviare un percorso “di formazione prima degli insegnanti e poi dei ragazzi”. “Anche questo – ha concluso – fa parte di un aspetto culturale di prevenzione su cui bisogna insistere tantissimo”.

(Lombardia Notizie)