I minori in Lombardia

Alcuni dati dal rapporto Eupolis “I minori in Lombardia. Annuario statistico 2011”.

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22 ottobre 2013

A partire da alcuni dati proposti nel Rapporto di Eupolis “I minori in Lombardia. Annuario statistico 2011” del giugno 2013, apriamo alcune piste di riflessione intorno alle quali sviluppare nuovi contributi nei prossimi mesi.

disegno bambini

Nel giugno 2013, Eupolis ha pubblicato “I minori in Lombardia. Annuario statistico 2011”, una pubblicazione certamente importante che offre un panorama interessante sui minori in Lombardia e sui diversi percorsi di presa in carico che oggi accolgono e accompagnano i minori.

 

L’annuario, al di là di un inquadramento più generale sulla popolazione minorile in Lombardia, organizza i dati in capitoli, ognuno dei quali è riferito alle diverse traiettorie di vita e di presa in carico che possono riguardare la vita di un minore: i minori in famiglia, i minori in affido, i minori in strutture residenziali, i minori e la giustizia, i minori nella scuola, i minori dimessi dalle strutture ospedaliere, cooperative sociali che offrono servizi per minori.

 

Riportiamo di seguito alcuni tra i dati più significativi e interessanti per le piste di analisi di LombardiaSociale.it e rimandiamo al Rapporto stesso per una disamina più esauriente dei temi toccati.

 

 

I minori in Lombardia

 

Al 1.1.2011 in Lombardia si possono contare 1.668.205 minori residenti, 859.428 maschi e 808.777 femmine.

 

Ma più interessante ci sembra il dato che descrive il rapporto tra minori italiani e minori stranieri (minori cioè con cittadinanza non italiana): dei minori residenti in Lombardia, dal 2003 ad oggi è praticamente triplicato il numero di minori stranieri (dai 92 mila del 2003 agli oltre 250.000 del 2011) e l’incidenza dei minori stranieri sul totale dei minori residenti è passata dal 6,4% del 2003 al 15,5% del 2011.

 

Figura 1bis

 

Se è vero che è triplicato il numero dei minori di origine straniera in Lombardia, ben sappiamo però, che dentro ai 250.000 e più minori di cittadinanza non italiana sono presenti in realtà situazioni e percorsi biografici molto diversificati e poco generalizzabili nella categoria “minori di cittadinanza non italiana”: minori di cittadinanza non italiana sono i minori appena arrivati in Italia non accompagnati o coloro che si ricongiungono ai loro familiari, oppure minori nati in Italia e che si stanno avvicinando alla maggiore età dopo aver frequentato le scuole italiane, dal nido dell’infanzia alle scuole superiori… Se è vero che il dato di 250000 minori di cittadinanza non italiana è un dato significativo e importante, sarebbe davvero molto utile riuscire a descriverlo nelle sue diverse articolazioni a fronte del rischio di omogeneizzare percorsi biografici e familiari, processi di integrazione e bisogni completamente diversi.

 

Quanto alle previsioni, il rapporto Eupolis ben segnala che la componente di minori stranieri aumenterà ulteriormente così come è prevedibile in meno di quindici anni, con un raddoppio dei minori stranieri in Lombardia e il conseguente aumento dell’incidenza dei minori stranieri sul totale dei minori residenti nella regione.

 

A conferma di questa tendenza citiamo anche il dato riportato nella dodicesima indagine regionale “L’immigrazione straniera in Lombardia”[1]: “La quota di soggetti ultraquattordicenni nati in Italia o arrivati prima di aver compiuto la maggiore età si conferma, anche nel 2012, più che raddoppiata rispetto a quella rilevata nel 2001 (dal 6,5% al 14,2%)”, così come il numero di bambini di cittadinanza non italiana nati in Italia è triplicato nell’intervallo 2001/2012.

 

Cercare di descrivere e comprendere chi sono i minori di origine straniera nella nostra Regione diventa quindi una priorità per riuscire a pianificare politiche e misure coerenti con bisogni e condizioni molto diversificate.

 

Figura 2

Altri dati che crediamo utile proporre riguardano le famiglie dei minori.

 

Da un lato, aumentano le famiglie lombarde che non hanno al proprio interno ragazzi minorenni, passando dal 72,8% del 2005 al 74,7% del 2011.

 

Dall’altro, è leggermente calata la percentuale di famiglie che presenta al proprio interno 3 o più minori (da 1,6% a 1,5%).

 

Figura 3

 

Delle famiglie con minori oltre il 40% è una coppia con 2 figli, ma più del 9% sono famiglie monogenitoriali, dato questo che richiama la necessità, anche in questo caso, di riuscire a comprendere in modo quanto più articolato possibile, come si compone oggi in Lombardia l’universo famiglie, per riuscire a promuovere delle politiche inclusive tanto per i sistemi familiari quanto per i minori che rischiano, se nati e cresciuti in sistemi familiari poco “visti”, di essere meno tutelati (a questo proposito, sarebbe certamente interessante capire quali indicatori siano stati utilizzati nel rapporto Eupolis per definire e quindi “contare” le famiglie lombarde).

 

Un dato certamente allarmante riportato nel rapporto riguarda l’indice di povertà assoluta per le famiglie con minori, un indice non solo in crescita, ma una crescita che segnala come il rischio di povertà “si sia spostato” in questi anni dalle famiglie senza minori alle famiglie con minori.

 

Nel 2011 il 4,1% delle famiglie con minori residenti in Lombardia si trova in condizione di povertà assoluta[2], quando nel 2005 tale percentuale si aggirava intorno all’1,7%.

 

Un dato in costante crescita e coerente con il trend italiano, seppur attestandosi sotto la media nazionale, che nel 2011 parla del 6,5% di famiglie con minori povere in termini assoluti.

 

Ma se fino al 2008 erano le famiglie senza minori a presentare il maggior rischio di trovarsi in condizione di povertà assoluta, ora invece sono proprio le famiglie con minori e la “forbice” sembra si stia aprendo sempre più a sfavore di quest’ultime. Nel 2011 in Lombardia si contano oltre 73 mila minori residenti in condizioni di povertà assoluta.

 

 

Minori in affido

 

Al 31.12.2011 risultano in affido 2.148 minori (in lieve aumento, +1,2%, rispetto a quanto registrato nel 2010, ma in calo rispetto all’apice registrato tra il 2007 e il 2008).

 

È in calo l’incidenza di ragazzi in affido prossimi alla maggiore età (o ancora in affido al compimento dei 18 anni), a favore di minori tra i 6 e i 10 anni. Al 31.12.2011 l’età media dei minori in affido risulta essere di 11,2 anni.

 

I minori con cittadinanza non italiana rappresentano il 16% del totale dei minori in affido, un dato che non si discosta molto dall’incidenza dei minori stranieri sul totale dei residenti in Lombardia. Negli ultimi due anni si è assistito ad un calo dell’incidenza di minori stranieri in affido.

 

La maggior parte degli affidi è non consensuale con disposizione del Tribunale dei Minori (76%), solo un affido su tre è invece consensuale o con decreto del Giudice Tutelare (17%) o disposto dagli Enti Locali (7%).

 

 

Minori in strutture residenziali

 

Al 31.12.2011 i minori presenti in strutture residenziali sono 1.841, un numero in crescita rispetto al 2010, ma nettamente inferiore rispetto al 2003 e 2004 quando erano oltre 2.300 minori. L’età maggiormente rappresentata è quella tra i 15 e i 17 anni (35%), anche se è significativa la presenza di bambini con meno di 2 anni (21%).

 

Figura 4

 

In meno di dieci anni, l’utenza di comunità e altre strutture residenziali per minori è cambiata: i minori con cittadinanza non italiana sono passati dal 31% al 42% nel 2011, di cui quasi la metà di età compresa tra i 15 e i 17 anni, prossimi quindi al compimento della maggiore età e all’uscita dalle comunità.

 

Un dato ci sembra rilevante, tra quelli appena proposti: il calo significativo dei minori inseriti in strutture residenziali, un dato che richiede certamente un approfondimento per cercare di capire se la riduzione degli inserimenti in strutture residenziali è conseguenza del rafforzamento di altri percorsi di presa in carico o conseguenza invece di risorse sempre più scarse che rendono poco sostenibile, nei bilanci comunali, questi percorsi e che prevedono il ricorso alle strutture residenziali come ratio estrema per contenere situazioni ormai “esplose”.

 

Non ultimo, l’aumento importante di minori stranieri nelle strutture residenziali richiama anche la necessità di aprire una riflessione seria sulle strategie di presa in carico dei minori di origine straniera che, per la peculiarità dei processi migratori e delle reti familiari a cui si riferiscono, richiedono certamente pensieri e interventi specifici.

 

 

Minori segnalati

 

Un ultimo dato a completamento dei dati riferiti ai minori in affido e ai minori in strutture residenziali, riguarda il numero delle segnalazioni ai servizi territoriali della Lombardia da parte delle Procure Minorili: nel corso del 2011 i minori segnalati sono stati 1.671, un dato in forte crescita rispetto agli ultimi 6 anni.

 

Di questi 1671 minori segnalati, la maggior parte è di cittadinanza italiana (70%), seppur la percentuale di minori stranieri sia in aumento (30% nel 2011 contro il 24,4% del 2005).

 

Sarebbe certamente interessante provare a correlare questo dato sui minori straneri segnalati, con la percentuale, proporzionalmente più alta (42%), dei minori stranieri in strutture residenziali e con il dato, decisamente basso (16%), dei minori stranieri in affido: questa diversa presenza dei minori stranieri nei diversi percorsi di presa in carico da che cosa dipende? Quanto le misure adottate sino ad oggi hanno generato strategie ed efficacie diverse, negli interventi di tutela e di protezione dei minori? Quanto le storie diverse e le diverse reti familiari e di sostegno condizionano l’efficacia dei percorsi di presa in carico che i servizi riescono a promuovere?

 

Intorno a queste domande proseguiremo le riflessioni e gli approfondimenti nei prossimi mesi.

 

 


[1] Si veda “L’immigrazione straniera in Lombardia. La dodicesima indagine regionale”, a cura di G.C. Blangiardo.

[2] Per povertà assoluta si intende quella condizione in cui le famiglie non sono in grado di sostenere una spesa tale da consentire loro uno standard di vita minimamente accettabile.


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