Dopo le elezioni regionali del 25 febbraio 2012, con l’avvio della X legislatura, le competenze in materia di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne sono passate dalla Direzione Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato alla Direzione Generale Casa, Housing sociale e Pari opportunità.
Regione Lombardia ha promosso, lo scorso 21 novembre, un convegno di rilancio delle politiche e delle misure a contrasto e sostegno di donne vittime di violenza.
Proviamo a ripercorrere i passaggi normativi e attuativi che Regione ha promosso negli ultimi due anni e che ci auguriamo trovino nuovo impulso nel 2014.

Legge Regionale 11 del luglio 2012 “Interventi di prevenzione, contrasto e sostegno a favore di donne vittime di violenza”

La legge Regionale 11 del luglio 2012  prevede:

  • la costituzione della rete regionale antiviolenza per l’assistenza e la tutela delle donne, sole o con figli minori o familiari, vittime di violenza;
  • la stipula di protocolli di intesa con enti pubblici/locali, direzione scolastica regionale, e provinciale, forze dell’ordine, autorità giudiziaria/penale, ordine degli avvocati;
  • la definizione del Piano regionale (quadriennale);
  • la costituzione del Tavolo permanente antiviolenza.

Le azioni previste dalla legge 11/2012 sono:

  • interventi di sensibilizzazione e prevenzione;
  • interventi di protezione, sostegno e reinserimento delle donne vittime di violenza;
  • interventi di formazione agli operatori di servizi e istituzioni che vengono in contatto col fenomeno della violenza alle donne;
  • attività di monitoraggio;
  • erogazione contributi su progetti;
  • destinazione di immobili di edilizia residenziale a donne vittime di violenza.

DGR 28 dicembre 2012 – n. IX/4587 “Determinazioni in ordine ai criteri di composizione, funzioni e modalità di funzionamento del Tavolo permanente per la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne”

La D.g.r. 28 dicembre 2012 – n. IX/4587, in particolare nell’ allegato 1, definisce i criteri di composizione, funzioni e modalità di funzionamento del Tavolo permanente per la prevenzione ed il contrasto alla violenza contro le donne.
Il Tavolo Regionale Antiviolenza è sede di consultazione per:

  • la definizione delle linee programmatiche e di azione finalizzate alla stesura del Piano regionale quadriennale antiviolenza;
  • la definizione degli interventi di sensibilizzazione e prevenzione;
  • gli interventi di protezione, sostegno e reinserimento delle vittime di violenza;
  • la definizione dei percorsi di formazione e aggiornamento rivolti agli operatori sanitari e sociali, alla polizia locale e a tutti i soggetti che, a vario titolo, si occupano di contrastare il fenomeno della violenza nei confronti delle donne;
  • la definizione dei protocolli d’intesa che la Regione stipula con i diversi soggetti e ordini professionali previsti dalla legge;
  • la definizione dei criteri e delle modalità per la costituzione della Rete Regionale antiviolenza;
  • la definizione delle attività di monitoraggio, raccolta ed elaborazione dei dati e delle informazioni sul fenomeno della violen­za contro le donne;
  • la definizione della relazione biennale da trasmettere al Consiglio regionale (clausola valutativa) circa i risultati ottenuti dalla legge.

I componendi del Tavolo sono 24 e sono così suddivisi:

Rappresentanza istituzionale

12 componenti scelti tra i soggetti indicati dalle rispettive istituzioni di appartenenza:

  • sistema degli enti locali (5 in rappresentanza dei Comuni e 1 in rappresentanza delle Province);
  • sistema sanitario (1 in rappresentanza delle ASL e 2 in rappresentanza delle Aziende Ospedaliere);
  • sistema educativo (1 in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico per la Lombardia);
  • sistema giudiziario (1 rappresentante dei Tribunali e 1 in rappresentanza delle Prefetture).

Rappresentanza delle realtà rappresentative tra i soggetti che abbiano tra i propri scopi prevalenti la lotta al fenomeno della violenza di ge­nere e che siano iscritti negli appositi albi regionali indicati (l.r. 11/2012)

12 componenti scelti tra:

  • soggetti che gestiscono unità di offerta sperimentali;
  • centri antiviolenza;
  • case di accoglienza;
  • associazioni e movimenti per le Pari Opportunità;
  • organismi del terzo settore.

DGR 25 ottobre 2013 – n. X/861 “Attivazione e sostegno delle reti territoriali interistituzionali per la prevenzione, il contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne e il sostegno delle vittime di violenza”

La Dgr 25 ottobre 2013 – n. X/861  definisce le linee-guida per la sottoscrizione degli accordi di collaborazione con i Comuni capofila di reti territoriali interistituzionali e per il sostegno a progetti sperimentali di contrasto al fenomeno della violenza e i criteri per l’individuazione delle azioni sperimentali oggetto di accordi di collaborazione.
I progetti che saranno oggetto degli accordi di collaborazione devono vertere sulle seguenti priorità:

  1. progetti personalizzati volti al superamento della situazione di violenza o maltrattamento e al recupero dell’autonomia;
  2. progetti di accoglienza e ospitalità in strutture di pronto intervento, case rifugio e comunità di accoglienza temporanea per le donne e i loro figli o figlie minori in pericolo per la loro incolumità fisica;
  3. progetti di accoglienza e ospitalità in strutture alloggio temporanee, individuali e collettive, per le donne e i loro figli minori che, nella fase successiva al pericolo per l’incolumità, necessitano di un periodo di tempo per rientrare nella precedente abitazione o recuperare l’autonomia abitativa.

Regione Lombardia sottoscrive Accordi di collaborazione per il sostegno di progetti attivati da Comuni coordinatori di Reti territoriali interistituzionali con le seguenti caratteristiche:

  • presenza di uno specifico protocollo di intesa per la costituzione della rete antiviolenza già sottoscritto alla data di sottoscrizione dell’accordo di collaborazione con Regione Lombardia;
  • è condizione indispensabile la presenza di: uno o più enti locali, uno o più centri antiviolenza del territorio e/o casa di accoglienza, sistema socio-sanitario, sistema della sicurezza;
  • la presenza dei soggetti di seguito elencati è consigliabile in relazione alle caratteristiche/tipologie dei progetti proposti e alle dimensione dei territori: sistema giudiziario, sistema scolastico e/o universitario, associazionismo femminile e/o di volontariato e fondazioni, enti religiosi, organizzazioni sindacali, aziende consortili per la gestione dei servizi comunali, consigliera di parità, ordini professionali (es. avvocati e medici), casa di accoglienza.

Le risorse complessive stanziate ammontano a 980.000 euro.
La scadenza per la presentazione dei progetti è stata il 29 novembre 2013 e i progetti dovranno chiudersi entro dicembre 2014.

Il Tavolo Regionale Permanente antiviolenza

Il 25 novembre 2013, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, è stato istituito il Tavolo Regionale Permanente antiviolenza.
Il Tavolo è composto, per la rappresentanza istituzionale, da referenti degli Enti Locali (Comuni e Province), referenti del sistema educativo, giudiziario e della pubblica sicurezza. E’ inoltre prevista la partecipazione di rappresentanti di organizzazioni che abbiano tra i propri scopi prevalenti la lotta al fenomeno della violenza di ge­nere e che siano iscritti negli appositi albi regionali. L’intero elenco dei componenti il tavolo è disponibile in allegato.

Appuntamenti futuri…

Molte azioni, molti impegni che, se rimasti sulla carta fino ad oggi, ci auguriamo trovino un nuovo impulso nella Costituzione del Tavolo Regionale Permanente antiviolenza e nell’avvio delle reti interistituzionale e nelle progettualità previste dalla DGR 25 ottobre 2013. Non ultimo, la ricerca Eupolis annunciata nel Convegno “Violenza sulle donne. Le politiche regionali, nazionali ed europee per prevenire, accogliere, proteggere e sostenere” realizzato da Regione Lombardia a Milano lo scorso 21 novembre e che si concluderà a fine anno, dovrebbe certamente contribuire a una comprensione aggiornata e articolata tanto del fenomeno, quanto dell’adeguatezza dei servizi e degli interventi ad oggi attivi nei diversi territori lombardi.