Il 30 ottobre 2013, con D.d.u.o. n. 9884, Regione Lombardia prende atto che, nel merito del Fondo «Nasko», sul territorio della ASL di Milano Città da gennaio 2013 ad ottobre 2013, sono state presentate in media trenta domande al mese e che l’andamento del Fondo “Nasko” su Milano ha seguito scostamenti significativi rispetto alle altre Asl lombarde.
Di fatto, sembrerebbe che a Milano, e solo a Milano, si sia registrato un volume di richieste ben più importante di quanto fosse previsto, a differenza degli altri territori dove le risorse assegnate per il Fondo “Nasko” sono state sovrastimate rispetto al volume delle richieste pervenute. Milano ha avuto più domande di quelle stimate in proporzione a tutti gli altri territori che ne hanno raccolte meno: un fenomeno certamente interessante, che meriterebbe un’analisi approfondita finalizzata a comprendere quali siano stati i criteri e le condizioni che sono intervenuti nella determinazione della maggiore o minore  efficacia del Fondo “Nasko”…

Come mai a Milano il Fondo “Nasko” è stato molto utilizzato e negli altri territori no? Al di là delle analisi che non trovano spazio nel D.d.u.o. n. 9884, con questo Decreto di fine ottobre, avviene una redistribuzione delle risorse per il Fondo “Nasko” come da tabella seguente.

tabella-Dduo-9884
Solo un mese dopo, il 29 novembre 2013, con Dgr 1005, Regione Lombardia mette mano nuovamente alle risorse del Fondo “Nasko” e offre alcuni dati specifici su questa misura, a conferma di quanto già descritto nel precedente Decreto: “Nasko è stato rifinanziato nel 2013 per la terza annualità e dall’inizio dell’anno sono stati attivati 955 progetti personalizzati, registrando un andamento notevolmente inferiore rispetto agli anni precedenti e alle previsioni iniziali.”

Proprio questa scarsa adesione al Fondo “Nasko” genera, di fatto, risorse disponibili perché non spese. A differenza di Nasko, il fondo “Cresco” è attivo dal 1 febbraio 2013 ed ha registrato un importante risultato sui territori. Ad oggi sono stati attivati 2.425 progetti personalizzati, con relativo esaurimento delle risorse disponibili”. La Dgr 1005 prevede quindi, “una compensazione tra le risorse destinate alle iniziative in questione, effettuata in maniera tale da spostare sull’iniziativa Cresco quanto non utilizzato dall’iniziativa Nasko”, come da tabella seguente (nello specifico, 1.401.380,00 euro sono interamente ricollocati per il finanziamento delle domande Cresco).

tabella-dgr-1005
Altre tre novità introdotte dalla Dgr 1005 sono:

  • l’introduzione di un ulteriore riconoscimento economico, in aggiunta a quello già previsto dall’iniziativa Cresco, a beneficio di tutte le mamme che allattano al seno;
  • il coinvolgimento di soggetti esterni per il potenziamento e l’estensione dell’iniziativa Cresco attraverso l’adesione alla manifestazione di interesse;
  • l’avvio di un gruppo di lavoro tecnico, costituito dagli enti rappresentativi che si occupano di interventi a tutela della maternità e a favore della natalità (CAV, Consultori e loro Organizzazioni), ASL e AO, Enti Locali attraverso ANCI Lombardia, e finalizzato a definire i criteri di stabilizzazione delle iniziative Nasko e Cresco, per una successiva messa a sistema, con conclusione dei lavori entro e non oltre il 31 marzo 2014.

Di fatto, Regione Lombardia, nel giro di un mese, è intervenuta due volte sulla redistribuzione delle risorse tra Nasko e Cresco, ma non ha reso pubblici alcuni elementi di valutazione di queste misure che, immaginiamo, abbiano orientato questa redistribuzione.

Se è vero che Regione Lombardia ha previsto la costituzione di un gruppo di lavoro tecnico finalizzato a “definire i criteri di stabilizzazione delle iniziative Nasko e Cresco, per una successiva messa a sistema”, crediamo ci siano alcuni elementi di criticità che meriterebbero una analisi e valutazione appropriata e intorno ai quali ci auguriamo di poterci confrontare con il gruppo tecnico nei primi mesi del nuovo anno:

  • come mai a Milano il Fondo Nasko è molto “utilizzato” e negli altri territori no?
  • come mai il Fondo Nasko, se stiamo a quanto accaduto fuori dalla città di Milano, non è intercettato dai servizi come misura utile e in grado di intercettare le domande e i bisogni delle donne a cui è destinato?
  • ad oggi, sia per il Nasko che per il Cresco, non sono disponibili dati in grado di descrivere il numero e la distribuzione delle domande pervenute, le caratteristiche delle donne che hanno usufruito della misura, le caratteristiche delle organizzazioni che hanno utilizzato in modo prevalente la misura;
  • dunque, quali esiti l’erogazione della misura economica ha generato nei percorsi di vita delle donne e nell’evoluzione della loro presa in carico da parte dei servizi?