Dopo il caso di Varese, proponiamo un approfondimento sulla Provincia di Cremona con un contributo ampio e dettagliato di cui di seguito, riportiamo una scheda di sintesi. Per il contributo integrale  si rimanda all’allegato.
La provincia di Cremona ha realizzato in questi ultimi anni, azioni molto significative di contrasto e prevenzione alla violenza sulle donne.
La recente DGR X/861, ha accelerato il processo di formalizzazione della rete e delle collaborazioni già in atto, che si contraddistinguono per alcune specificità che di seguito brevemente richiamiamo.

I dati

Eterogeneità nelle modalità di raccolta dei dati che rende difficile una lettura e una comparazione dei dati raccolti.
Il problema non è l’assenza di dati. Se richiesti, i dati vengono trasmessi. Il problema è che al momento nessun soggetto nel territorio è deputato alla raccolta dei dati e, di conseguenza, non esiste un sistema integrato e omogeneo di raccolta e di analisi. Questo però è uno degli obiettivi che si pone la Rete territoriale appena costituita.

I fenomeni

Il fenomeno più diffuso è certamente la violenza domestica che si esplica in forme plurime, principalmente: violenza psicologica, economica, maltrattamento fisico

Le azioni

  • Azioni informative e di sensibilizzazione per target specifici (donne, cittadinanza, scuole, operatori);
  • attività formative per operatori territoriali (ivi inclusi le/gli insegnanti);
  • progetti sulla presa in carico di donne vittime della tratta;
  • potenziamento di servizi di ascolto, di accoglienza e di ospitalità.

Le risorse

I progetti realizzati trovano attuazione grazie a finanziamenti pubblici (bandi specifici del Dipartimento per le Pari Opportunità, bandi di Regione Lombardia, bando volontariato e associazionismo gestito dalle Province, finanziamenti degli Enti Locali per iniziative di advocacy o con partenariato), a finanziamenti di Fondazioni e donazioni private (soprattutto per i Centri Antiviolenza). Non ultimo, i Centri Antiviolenza sono sostenuti grazie all’autofinanziamento e ad un impiego massiccio del volontariato con importanti competenze professionali.

La rete

La specificità della rete della provincia di Cremona è il suo essere esito di un processo e di alcune azioni precedenti alla DGR attuativa della LR n. 11/2012, ma che nella DGR hanno trovato una accelerazione.
La Rete è stata costituita con la sottoscrizione di un Protocollo di Intesa il 22 novembre 2013, ma è da diversi anni il territorio stava lavorando alla costruzione della rete, grazie soprattutto al lavoro dei Centri Antiviolenza e delle Istituzioni locali. A Crema nel 2010 si era già costituita la Rete-Contatto, composta da realtà del pubblico e del privato sociale. A Cremona nel 2011 la Provincia ha promosso un percorso formativo che ha coinvolto oltre un centinaio di operatori di tutto il territorio (forze dell’ordine, assistenti sociali, personale medico e sanitario, educatori, volontarie dei Centri antiviolenza, sindacati etc.) che ha portato all’elaborazione, nel 2012, della bozza di Protocollo e di una prima bozza di linee-guida operative.
La rete oggi si è data una propria governance, con la Prefettura capofila della rete e il Comune di Cremona capofila delle progettualità delineate nell’ambito della LR n. 11/2012.

Le criticità

  • La frammentarietà del territorio, tanto dal punto di vista della conoscenza dei servizi di accoglienza ed ospitalità (sia sul piano numerico che qualitativo) che del fenomeno.
  • L’insufficienza della copertura dei servizi di pronto intervento sociale.
  • L’insufficienza di posti letto di pronta accoglienza a cui ricorrere nei casi di emergenza.
  • La carenza di risorse finanziarie a copertura dei costi dell’accoglienza e dell’ospitalità.

Gli esiti

  • La costituzione della Rete territoriale, di carattere interistituzionale e provinciale.
  • Il lavoro del Comune di Cremona nella predisposizione di una proposta progettuale sull’accoglienza e l’ospitalità delle donne finanziata ai sensi della LR n. 11/2012.
  • Una crescita di attenzione sul fenomeno.
  • Una crescita di iniziative, campagne, progetti di prevenzione e contrasto della violenza sulle donne.
  • Nuovi progetti per la pronta accoglienza.

Le priorità

  • Rafforzare il sistema di accoglienza e ospitalità, in particolare nelle situazioni di emergenza.
  • Rafforzare i Centri Antiviolenza e la loro integrazione con i servizi territoriali.