Il pregresso

Le sperimentazioni del FFL, come già ampiamente descritto in altri articoli, hanno coinvolto 15 Comuni e avevano l’obiettivo di “valutare gli impatti dell’introduzione del FFL rispetto ai benefici attesi sia in termini di sostegno alle famiglie con alti carichi assistenziali, sia in termini di compartecipazione al costo dei servizi”.
Sono stati stanziati 1.500.000 euro, di cui 633.000 per la sperimentazione in ambito sociale e 867.000 per la sperimentazione in ambito sociosanitario.
Parte delle quote da assegnare ai Comuni erano fisse e forfettarie (per la copertura degli oneri amministrativi e gestionali che i Comuni avrebbero dovuto sostenere), altre calibrate sul numero di istanze che sarebbero state realizzate. I criteri di assegnazione sono stati definiti a priori in modo chiaro per la sperimentazione in ambito sociale, mentre per le risorse da assegnare relativamente all’ambito socio sanitario, non sono stati specificati criteri puntuali.
La sperimentazione del FFL in ambito sociosanitario, malgrado alcuni Comuni avessero dato anche la loro disponibilità al calcolo del FFL per alcune delle unità d’offerta previste, non ha avuto seguito e la quota prevista non sembrerebbe essere stata spesa.
La sperimentazione in ambito sociale è apparsa maggiormente definita sin dai suoi esordi e per questo motivo abbiamo realizzato una ricognizione tra alcuni Comuni coinvolti per capire quali sono stati gli esiti delle sperimentazioni e per verificare eventuali indicazione espresse da Regione Lombardia in merito all’applicazione del nuovo ISEE e a sue eventuali connessioni con il Fattore Famiglia.

Esiti della sperimentazione del FFL

I Comuni che hanno realizzato un numero significativo di FFL e che ne hanno simulato gli “effetti” in termini di compartecipazione,  hanno evidenziato in modo trasversale alcune considerazioni che di seguito riportiamo, pur sottolineandone la parzialità (per poter parlare di esiti, sarebbe certamente stato necessaria una valutazione e una analisi più dettagliate e su un numero di pratiche significativo):

  • le famiglie oggetto della sperimentazione avrebbero effettivamente beneficiato di maggiori agevolazioni (rispetto al vecchio ISEE) e avrebbero usufruito di una riduzione anche consistente delle rette (anche del 25%);
  • il FFL risponde a un criterio di maggiore equità rispetto al vecchio ISEE (anche perché non ci sono più redditi esenti);
  • la riduzione delle rette avrebbe certamente conseguenze importanti sulle politiche tariffarie dei Comuni.

Alcune considerazioni su quanto realizzato e non realizzato

Dalla ricognizione realizzata e dai dati forniti dai singoli Comuni, emergono alcune osservazioni:

  • nessuna valutazione della sperimentazione: ad oggi, Regione Lombardia, malgrado le sperimentazioni si siano concluse a luglio 2013 (un anno fa), non ha attivato nessun iter di verifica e valutazione delle sperimentazioni, tanto in termini di costi quanto di esiti. Non esiste nessun rapporto di valutazione delle sperimentazioni che dica quante pratiche sono state realizzate dai Comuni, come siano stati utilizzati i fondi assegnati per le sperimentazioni, quali esiti la sperimentazione abbia prodotto, soprattutto nel merito della sperimentazione del FFL e della sua comparazione con il vecchio ISEE.
  • estrema variabilità e scarsa significatività del numero di pratiche processate. Il dato di cui disponiamo è il numero di pratiche inserite nel database di Regione Lombardia e cioè 242, un numero però poco significativo per due motivi. Da un lato, il dato di 242 FFL processati ci sembra numericamente e qualitativamente poco significativo per azzardare valutazioni e riflessioni in merito a uno strumento di così prioritaria importanza. Dall’altro, la sperimentazione ha visto modalità applicative molto variabili ed eterogenee nei diversi territori: ci sono infatti, Comuni che hanno realizzato un numero di FFL intorno al 20% del numero complessivo di pratiche inserite nel database e Comuni che hanno processato una percentuale indicativa del 2%.
  • assegnazione indistinta delle risorse. Regione Lombardia ha trasferito il 100% dei fondi previsti per la sperimentazione del FFL e i Comuni hanno beneficiato del 100% delle risorse calcolate in fase di avvio delle sperimentazioni, indipendentemente dal numero di pratiche processate. Malgrado, cioè, fosse prevista l’assegnazione di una parte delle quote secondo un criterio proporzionale e variabile in relazione al numero di istanze che sarebbero state realizzate, di fatto non c’è stata nessuna verifica da parte di Regione circa il “realizzato” e ai Comuni sono arrivate le quote complessive allocate indipendentemente dal lavoro effettivamente realizzato.
  • nessuna regia e coordinamento tra Comuni. In fase di avvio di sperimentazione si era costituito un gruppo di lavoro che raccoglieva tutti i Comuni coinvolti e che aveva la finalità di coordinare e monitorare il lavoro e di permettere ai Comuni un confronto e una verifica in itinere del processo, alla luce anche delle criticità, prima tra tutte la volontarietà nell’adesione dei cittadini, che sin da subito si erano evidenziate. A seguito del cambio di Giunta e dopo un periodo di inevitabile arresto nei mesi di insediamento dell’attuale Consiliatura, i Comuni erano stati convocati in Regione per condividere modi e tempi per il riavvio della sperimentazione. Dopodiché nulla è più accaduto.

Questo fa sì che non solo non esista alcun documento di monitoraggio e valutazione della sperimentazione, ma che i Comuni coinvolti non abbiano avuto nessun feedback circa il lavoro realizzato, da loro in primis e dagli altri Comuni. Questo significa che i Comuni coinvolti nella sperimentazione non hanno avuto nessuna possibilità, a conclusione dell’iter delle sperimentazioni, di verificare, confrontarsi e valutare il lavoro realizzato e gli esiti prodotti. Insomma, un agire senza cornice e senza senso.

L’ennesima sperimentazione

A livello programmatorio, è evidente che la sperimentazione del FFL sia stata una eredità ricevuta dal vecchio esecutivo. Dunque,  in fase di insediamento della Giunta Maroni, le sperimentazioni erano già state avviate e non potevano essere interrotte o azzerate, alla luce anche della presenza nell’attuale Giunta di promotori e sostenitori del FFL, sin dalla Legge Regionale 2/2012.
La Giunta Maroni, in diversi documenti programmatori, ha anche citato il Fattore Famiglia Lombardo quale strumento significativo e che ben rispondeva agli orientamenti della Giunta, scegliendo quindi di dare continuità alle sperimentazioni.
Di fatto però, agli occhi di un osservatore interessato a comprendere le valutazioni e le prospettive di Regione Lombardia in materia di FFL e ISEE, quanto accaduto intorno alle sperimentazioni sembrerebbe comunicare qualcosa di molto differente: il FFL è stato abbandonato e lasciato morire.
Questo è accaduto con molta probabilità, per l’incalzare della riforma ISEE a livello nazionale, ma le sperimentazioni si sono concluse a luglio 2013, cioè un anno fa, e da sempre, sin dalla sua nascita, il FFL si è mosso alla luce della riforma ISEE nazionale.
Aver abbandonato il FFL ha significato, di fatto, non riconoscere e non valorizzare in nessun modo lo sforzo e il lavoro che alcuni Comuni hanno comunque realizzato in questi mesi e delle cittadine e dei cittadini che hanno aderito volontariamente alla sperimentazione.
Ancora una volta, l’eccesso di sperimentalità già evidenziato in altri contributi, ha fatto ricadere sui Comuni e sui cittadini ogni sforzo e ogni fatica, senza riuscire a valorizzare, monitorare e verificare quanto realizzato e non curando in nessun modo la regia e il coordinamento tra i territori e i Comuni coinvolti.
Non ultimo, le risorse stanziate per le sperimentazioni sono state erogate, indipendentemente dai criteri individuati a suo tempo e indipendentemente dal lavoro fatto o non fatto dei singoli Comuni: una frammentazione anche nell’utilizzo delle risorse che, in un regime di scarsità di risorse, non va certamente nella direzione dell’ottimizzazione e della messa a sistema di competenze e soldi.