La norma regionale

L’esecutivo Maroni ha varato una legge regionale per genitori separati. Tema caro alla maggioranza, in particolare leghista, già annunciato in campagna elettorale e, in questo primo anno e mezzo di legislatura, preceduto in forma sperimentale da altre misure, in particolare il cosiddetto “Fondo sostengo”.
La tutela dei genitori separati o divorziati in condizione di disagio economico diventa dunque legge – l.r. n.18/2014. La norma prevede sostegno economico ed abitativo rivolti:

– a coniugi separati o divorziati
– che versano in condizioni di disagio economico e sociale
– con figli minori o maggiorenni gravemente disabili
– residenti in Lombardia da almeno cinque anni
– e che rispettano i doveri di cura e di mantenimento stabiliti dal Tribunale

I benefici non si applicano alle coppie di fatto e a coloro che non rispettano le indicazioni del Giudice.
La legge si articola su tre assi di intervento.

Prevenzione

Prevenzione e protezione in sostegno alla famiglia e al ruolo genitoriale, attraverso la valorizzazione delle ruolo dei consultori riformati in centri per la famiglia.
Tra le azioni indicate: la mediazione familiare, l’orientamento, la consulenza psicologica, educativa e legale e la promozione di gruppi di auto mutuo aiuto tra genitori, coinvolgendo anche il non profit e l’associazionismo.
Per questo asse non sono previste risorse aggiuntive, sono considerante, come detto, funzioni proprie di un’unità sociosanitaria già finanziata, i consultori appunto.

Casa

Sostegno abitativo rivolto al coniuge che non vive più nella casa famigliare ed è sottoposto al pagamento di alimenti.
Tra le azioni indicate vi sono la promozione di accordi pubblico-privato per concedere alloggi a canone agevolato in prossimità dell’abitazione dei figli, funzionali a favorire il mantenimento della relazione genitore-figli. La promozione di forme di locazione  agevolate e temporanee, fino a 36 mesi.
Agevolazioni nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi ERP e alloggi a canone sostenibile, in via d’urgenza e in deroga alle graduatorie comunali.
Questo asse viene finanziato con le risorse già a bilancio per gli “interventi per il diritto alla casa”.

Sostegno economico

Sostegno economico per favorire l’autonomia e la vita dignitosa dell’ex coniuge.
La contribuzione è vincolata alla sottoscrizione di un patto di corresponsabilità e alla predisposizione di un progetto personalizzato. I criteri per la valutazione del disagio, per l’accesso alla misura e le modalità di erogazione verranno precisate con successive dgr. Questo è l’unico asse per il quale sono definite precisamente le risorse: sono stanziati 4 milioni di euro.

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