Con il Libro Bianco si è inteso, infatti, presentare alcune riflessioni regionali e avviare un processo partecipativo rivolto a tutti i soggetti istituzionali e sociali, volto a raccogliere commenti e ulteriori proposte in merito.
Il confronto si articolerà in una serie di incontri con i settori della sanità e del sociale, con gli operatori e con tutti gli altri soggetti coinvolti, per l’approfondimento di specifiche tematiche, al termine del quale RL si riserva di valutare quanto raccolto prima di procedere alla predisposizione di iniziative legislative.
Il Libro Bianco presenta innanzitutto, a partire dall’enucleazione di alcuni principi cardine che guidino l’evoluzione del sistema sanitario e socio-sanitario lombardo,  un’analisi del modello attuale di funzionamento e dei principali punti di attenzione e strumenti da implementare per promuovere un suo sviluppo in relazione ai cambiamenti demografici e ai nuovi bisogni emergenti nel territorio regionale. Successivamente viene presentata un’ipotesi di riordino del sistema che vede una nuova articolazione dei servizi sanitari e socio-sanitari.

I principi cardine 

Il documento si apre individuando i  principi guida fondamentali in relazione all’evoluzione del sistema di assistenza sanitario e socio-sanitario lombardo:

  • Libertà di scelta: consentire ai cittadini lombardi la possibilità di scegliere a pari condizioni l’erogatore dell’assistenza all’interno del  sistema pubblico e del sistema privato.
  • Dalla “cura” al “prendersi cura”:  superare la logica dell’intervento di urgenza o a posteriori prevedendo percorsi di accompagnamento delle persone, attraverso la prevenzione, la valutazione del bisogno, e promuovendo una maggiore integrazione tra strutture sanitarie ospedaliere e territoriali e servizi alla persona.
  • Separazione delle funzioni di programmazione, erogazione e controllo attraverso un riordino del sistema che garantisca il rispetto dei principi guida e, in particolare, l’assunzione di una funzione specifica di controllo da parte regionale.

Gli strumenti da implementare

Nell’analisi dell’attuale funzionamento del sistema, in relazione ai principi sopra evidenziati, nel Libro vengono individuati alcuni strumenti utilizzati fino ad ora, dei quali si riconosce l’efficacia ma rispetto a cui si ritiene necessario un “salto di qualità”:

  • Finanziamento: fino ad oggi basato su un sistema a prestazione (rimborso della singola prestazione secondo determinate tariffe) ritenuto efficace per i pazienti acuti ma di cui si riconosce l’inadeguatezza per i pazienti cronici. Si prevede quindi la possibilità di definire anche un sistema a rimborso omnicomprensivo centrato sul percorso del paziente.
  • Accreditamento e messa a contratto: si prevede la possibilità di rivedere i requisiti di accreditamento per renderli più adeguati ai cambiamenti in corso, in particolare secondo criteri di economicità e tempestiva risposta ai bisogni.
  • Valutazione e controllo: si sottolinea l’importanza di definire una funzione di controllo dell’efficienza e dell’efficacia in grado di guardare all’appropriatezza dei percorsi di assistenza e al grado di soddisfazione della domanda.
  • Commissioning: le Asl hanno rappresentato fino ad oggi luoghi con funzioni di programmazione, acquisto e controllo, all’interno tuttavia di una definizione dei budget connessa alla spesa storica degli enti stessi. Si prevede quindi di favorire un ruolo maggiormente rilevante della programmazione territoriale, anche attraverso il riordino del sistema.

Ipotesi di riordino del sistema

Con questo documento si propone un riordino del sistema per garantire al meglio la continuità assistenziale e la corretta presa in carico dei pazienti secondo lo specifico bisogno assistenziale:

  • La Regione:  svolge un ruolo di indirizzo generale e di governo del sistema, anche attraverso la costituzione di una Struttura di Controllo e Promozione dell’Appropriatezza  e Qualità che elabori un sistema di vendor rating utile a orientare la programmazione e la messa a contratto degli erogatori e  contemporaneamente a orientare la scelta dei cittadini.
  • Le ASL: non più Aziende bensì Agenzie Sanitarie Locali, saranno ridotte numericamente e si occuperanno di sovrintendere all’organizzazione territoriale sanitaria, sociosanitaria e sociale in collaborazione con i Comuni, assumendo compiti di programmazione territoriale, di accreditamento dei soggetti erogatori, di  contrattualizzazione e controllo dell’appropriatezza.
  • Le Aziende Integrate per la Salute: sono i soggetti che erogano le prestazioni sanitarie sociosanitarie, in concorrenza  e in collaborazione con gli erogatori privati accreditati. Riuniscono al loro interno i Poli Territoriali, che si occupano di prevenzione sanitaria e sociosanitaria ed erogazione di prestazioni per la cronicità e le fragilità attraverso i Centri Socio Sanitari Territoriali, i Presidi Ospedalieri Territoriali e le Farmacie di Servizio, e i Poli Ospedalieri, orientati alle prestazioni in acuzie e specialistiche. Complessivamente la loro funzione è quella di integrare i servizi sociali e sanitari e  garantire la continuità assistenziale.
  • La Centrale Unica di Committenza: costituisce un luogo di coordinamento unico che assume un ruolo di regia centrale per gli acquisti, funzionale a garantire maggiore concorrenza e trasparenza e a ridurre i costi di acquisto.

I risultati attesi

Il Libro Bianco individua anche i principali risultati attesi dal riordino del sistema sopra definito, nelle seguenti opportunità:

  • Razionalizzazione dei servizi, grazie anche alla riduzione del numero delle ASL e ai benefici della Centrale Unica di Committenza in termini di efficienza e trasparenza.
  • Qualità e maggiore sicurezza per i pazienti attraverso il potenziamento delle attività di valutazione e la riduzione dell’inappropriatezza delle prestazioni.
  • Riqualificazione del personale, in particolare attraverso l’integrazione dei processi assistenziali ospedalieri e territoriali in un unico soggetto, nell’ottica di rafforzare le capacità di prendersi cura  delle cronicità.
  • Maggior protagonismo delle persone in un modello incentrato sui bisogni dei singoli cittadini, che possano essere in grado di muoversi all’interno del sistema dei servizi secondo le proprie esigenze.
  • Più continuità, più unità grazie al potenziamento dei servizi di prossimità in stretto raccordo con i Comuni in una logica del prendersi cura.