Fondo non autosufficienza 2014. Prime indicazioni

Dgr n. X/2655 del 14/11/2014 - Programma operativo regionale in materia di gravissime disabilità in condizione di dipendenza vitale, di cui al Fondo Nazionale per le non autosufficienze, anno 2014. Prime determinazioni.

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28 novembre 2014

Con la presente delibera la Regione ripartisce una prima quota del Fondo nazionale per le non autosufficienze 2014 in favore di persone con gravissime disabilità. Pur in continuità con quanto istituito lo scorso anno (misura B1), ci sono diverse novità a cui prestare attenzione.

fna 2014 2Il fondo non autosufficienza nazionale e le scelte regionali

 

In settembre con decreto interministeriale sono state ripartite le risorse del Fondo per le non autosufficienze per l’anno 2014, assegnando alla Lombardia 51,7 milioni per il sostegno delle persone non autosufficienti, da vincolare per il 40% alle persone in condizione di disabilità gravissima.

Una dotazione che segna una leggera crescita rispetto allo scorso anno, quando il fondo per la nostra regione ammontava a 41,5 milioni (si veda dgr 740/2013).
All’interno del piano operativo regionale, la Lombardia ha indicato la scelta di attribuire una quota superiore alle misure in sostegno alle persone con disabilità gravi, pari al 45%, e di destinare il fondo nazionale a due finalità:
A. la compensazione del lavoro di cura direttamente reso da familiari o da assistenti personali, tramite buoni e voucher

B. l’acquisto di interventi a sostegno del mantenimento della persona al domicilio e al completamento dell’assistenza domiciliare.

 

 

Disabilità gravissime, misura B1: le indicazioni regionali



Diversamente dallo scorso anno, la Regione ha deciso di emanare prime determinazioni in riferimento ad una parte del programma operativo,  ovvero unicamente quello di diretto governo delle Asl e riferito alla disabilità gravissima in dipendenza vitale, denominato nello scorso atto Misura B1.

Si demandano ad un momento successivo le indicazioni relative alla misura B2 – misura a favore delle persone con disabilità grave e per anziani non autosufficienti – poiché ancora in fase di completamento da parte degli ambiti territoriali e in approfondimento valutativo da parte della stessa Regione. I tempi di attuazione di questa misura sembrano essere stati molto diversificati, e in alcuni casi ancora in corso, come lo sono state le modalità applicative. Con tutta probabilità dunque la Regione interverrà con indirizzi puntuali per favorire comportamenti più omogenei, ma su questo è necessario attendere i prossimi mesi.

Sulle disabilità gravissime la Regione stanzia 33,2 milioni di euro, di cui 23 c.a. derivanti dal Fondo Nazionale e ulteriori 10 milioni da risorse proprie, afferenti al Fondo sociosanitario a sostegno della famiglia, istituito con la dgr 116.

 

Tali risorse saranno così ripartite

-          la quota del fondo nazionale (i 23,2 milioni), per metà  in relazione al numero di persone già beneficiarie della misura attivata con lo scorso fondo, per l’atra metà in base alla popolazione residente sotto i 65 anni

-          la quota di risorse proprie (i 10 milioni), per circa un terzo (35%) in base ai minori già beneficiari della misura B1 e il restante in base al numero di adulti e anziani beneficiari della misura B1.

 

Le risorse andranno a finanziare misure definite in modo più articolato rispetto al passato, ovvero:

  • analogamente allo scorso anno, buoni mensili di 1.000 euro per compensare le prestazioni assicurate dal cargiver/assistente personale
  • a cui si aggiungono, voucher fino ad un massimo di 500 euro in favore di minori, finalizzati a progetti educativo-socializzanti
  • e voucher fino ad un massimo di 360 euro per adulti e anziani, per favorire il mantenimento della persona al proprio domicilio.

 

La valutazione della persone deve avvenire secondo la logica multidimensionale, in accordo tra Asl e Comuni, secondo protocolli definiti all’interno delle Cabine di regia, che si confermano dunque il dispositivo principe all’interno del quale realizzare l’integrazione sociosanitaria (si veda articolo sul tema).

 

Si specifica inoltre – nell’allegato A – l’entrata in vigore da gennaio 2015 della scala di valutazione InterRai Home Care (la versione Vaor per la domiciliarità) quale strumento di valutazione omogeneo in tutta la regione, chiudendo dunque il lungo percorso sperimentale che ha interessato in questi anni gli operatori della domiciliarità. Su questo fronte si rimanda però a prossimi indirizzi specifici della Direzione.

 

Trova infine maggior articolazione l’indicazione in riferimento al PAI – progetto individuale assistenziale – che dovrà contenere:

  • l’esito della valutazione multidimensionale, gli obiettivi e gli interventi da sostenere con la misura;
  • nella logica del budget di cura e di presa in carico integrata, anche le prestazioni ADI – sia infermieristiche/oss che educative
  • e, a soli fini conoscitivi, altre forme integrative percepite (anche economiche) nonché la condizione reddituale della persona.

Le misure saranno erogate fino a ottobre 2015.

 

 

 

Uno sguardo complessivo: le novità

 

Un primo elemento da segnalare è che la Regione decide con questo atto di aumentare la quota di risorse destinate a questo target – le disabilità gravissime. E non solo in ragione dell’incremento generale delle risorse nazionali e dell’ampliamento del vincolo su questo target (dal 35 al 40%) ma per scelta specifica, andando a triplicare la destinazione di risorse proprie (da 3,5 milioni del 2013 ai 10 milioni di quest’anno). Qualche  ragione potrebbe trovarsi nell’esito delle prime applicazioni di questa misura  che, come sembrano dimostrare i dati illustrati dai funzionari della DG in diverse occasioni pubbliche, ha consentito l’emersione di nuovi soggetti, fino a ieri fuori dal circuito dei servizi sociosanitari, e dunque un ampliamento della platea dei beneficiari (si veda articolo dedicato). La Regione sembra quindi rispondere con un coerente  potenziamento di risorse, laddove sembra emergere una nuova domanda.

Un secondo elemento di novità sta nella precisazione che la dgr fornisce nella declinazione del profilo dei destinatari, ovvero cosa significa  essere in dipendenza vitale. Definizione che,  pur comprendendo le numerose specificità esistenti,  consente importanti specifiche utili a  garantire omogeneità applicativa e soprattutto a  lasciare minor spazio ad eventuali discrezionalità . Su questo sappiamo essere stato determinante il lavoro di confronto con le Associazioni.

Infine, come detto, in questa dgr trovano conferma gli obiettivi di integrazione sociosanitaria e di regolazione della presa in carico – in particolare la valutazione multidimensionale – a cui questo Esecutivo, sin dall’avvio di legislatura, ha dichiarato di voler puntare.

 

 


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