L’obiettivo della profonda revisione, prevista già nel Programma di sviluppo della X legislatura, a cui dà il via questa normativa è quello di rendere la rete socio-sanitaria più flessibile così da poter meglio rispondere ai bisogni reali delle persone.
Precedenti delibere (D.G.R. 1185/2013 sulle regole per il 2014   e D.G.R. 1765/2014  sulla definizione degli indicatori di appropriatezza)  avevano tracciato  le direttrici da seguire. Il sistema di esercizio e di accreditamento socio-sanitario viene rivisto alla luce degli esiti dell’applicazione della D.G.R. n. 3540/2012, che la DGR regole 2014 aveva stabilito di riformare, con la collaborazione delle ASL e di un gruppo di lavoro composto da operatori dei servizi di accreditamento e vigilanza.
La delibera è corredata da  4 allegati, che ne costituiscono parte integrante:

  • Allegato  1.  Requisiti generali soggettivi, organizzativi e gestionali, strutturali e tecnologici.
  • Allegato 2. Procedura per l’esercizio e l’accreditamento delle unità d’offerta sociosanitarie.
  • Allegato 3. Indicazioni operative alle ASL per lo svolgimento delle funzioni di vigilanza e controllo sulle unità di offerta sociosanitarie.
  • Allegato 4. Indicazioni operative alle ASL per l’accertamento delle violazioni amministrative.

Per ogni allegato presentiamo un breve sunto del contenuto e per  gli allegati 1 e  2 , che presentano un maggiore grado di innovatività e interesse per i soggetti coinvolti nella rete d’offerta,  accenniamo anche agli aspetti di maggior rilievo. Questa schematica esposizione, tuttavia, non è esaustiva della complessità degli argomenti trattati: per  approfondimenti  rimandiamo alla consultazione del testo integrale della delibera in allegato.

Allegato 1 – Requisiti generali soggettivi, organizzativi e gestionali, strutturali e tecnologici

Il documento recepisce diverse osservazioni e richieste di miglioramento pervenute da molteplici attori e soggetti istituzionali (organismi di consultazione degli enti locali,  soggetti di diritto pubblico e privato,  organizzazioni sindacali, associazioni rappresentative degli enti gestori delle unità di offerta sociali e sociosanitarie, tavolo degli enti locali e delle organizzazioni sindacali,  tavolo delle Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende di Servizi alle Persone).

Sintesi del contenuto: precisazione dei requisiti di esercizio previsti dalla normativa statale, opportunamente adattati al comparto sociosanitario. Definizione degli ulteriori requisiti di accreditamento e i prerequisiti per la sottoscrizione del contratto con le ASL.

Elementi principali
Il paragrafo 2 (requisiti generali per l’esercizio) risulta particolarmente denso e nutrito. All’interno di vari sottoparagrafi vengono esposti i criteri generali di natura soggettiva, organizzativi e gestionali. Vengono specificati la documentazione da adottare, i piani di lavoro e il materiale informativo nonché la struttura organizzativa necessaria (aspetto che include le politiche di gestione delle risorse umane e continuità assistenziale).
Al punto 2.2.3. viene precisata la composizione dell’organico del personale, la formazione, l’inquadramento e vengono dati alcuni riferimenti in merito al modo di computare  lo standard assistenziale (minutaggio).
Nel par. 2.2.5 il legislatore entra nel merito della gestione, della valutazione e miglioramento della qualità e dei regolamenti interni. In questa sezione vengono precisati – tra le altre cose-  i documenti socio-sanitari che il gestore è tenuto ad assicurare per ogni assistito (FASAS e diario). L’elaborazione del progetto del singolo  e la pianificazione individuale (denominata PAI, PEI o PRI secondo che si tratti di piano assistenziale, educativo o riabilitativo) vengono affrontati in modo particolareggiato: viene spiegato, ad es., rispetto a quali informazioni la documentazione dell’utente deve dare evidenza in caso di erogazione dell’ADI, come devono essere effettuate le registrazioni nel diario, ecc.
I sottoparagrafi successivi sono dedicati a procedure e controlli, sistema informativo,  requisiti tecnologici. Altrettanto corposo e dettagliato è il paragrafo 3 (requisiti generali per l’accreditamento) dove viene esposta una serie di ulteriori requisiti (soggettivi, organizzativi e gestionali) che devono essere posseduti oltre a quelli riportati al paragrafo 2. Tra le altre numerose voci, in questa sezione (par. 3.2.4., lettera “e”) viene richiamato il “contratto d’ingresso” che – ai sensi della DGR 20 dicembre 2013, n. 1185 – il gestore è tenuto ad adottare (per approfondimenti si vedano l’articolo di commento alle regole 2014  e un approfondimento sul contratto di ingresso previsto dalle stesse ).
Il paragrafo 4, infine, specifica i requisiti generali per la sottoscrizione del contratto  con il Servizio Sanitario Regionale,  soggetto alla programmazione regionale dell’offerta sociosanitaria. Il presupposto principale per la stipula, necessario ma non sufficiente, è quello di  essere un soggetto accreditato. Inoltre, in via preliminare, il gestore deve acquisire la documentazione indicata nell’art.  38 del D. Lgs. n. 163/2006, Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE.

Allegato 2 –  procedura per l’esercizio e l’accreditamento delle unità d’offerta sociosanitarie

Sintesi del contenuto: definizione dei procedimenti per la messa in esercizio, l’accreditamento e i conseguenti provvedimenti relativi all’attività delle unità d’offerta sociosanitarie, nel rispetto dei requisiti definiti nell’allegato 1 e della normativa nazionale e regionale vigente.

Elementi principali
Il paragrafo 2 precisa le modalità di esercizio delle unità di offerta partendo  dalla segnalazione certificata di inizio attività  (SCIA) . Vengono  indicati i vari casi in cui vi è l’obbligo di presentare la SCIA e quelli in cui non è richiesta, le modalità di presentazione e gli effetti giuridici della segnalazione.
Il paragrafo 3 norma l’accreditamento delle unità di offerta socio-sanitarie, subordinato alla presentazione di specifica istanza. Viene spiegato il relativo procedimento e l’effetto giuridico che produce. Seguono precisazioni tecniche riguardanti perizie asseverate, volture, sospensione, revoca e decadenza dell’accreditamento. Chiude il documento un sottopunto sul riconoscimento di Ente unico gestore di più unità di offerta, che comporta il cambiamento della definizione stessa di unità d’offerta (che diventa così il complesso di tutte le unità d’offerta afferenti all’ente gestore). Il riconoscimento e la conferma di ente unico sono disposti con provvedimento regionale, a seguito dell’attestazione del possesso di alcuni requisiti richiesti dalla ASL sul cui territorio il soggetto gestore ha sede legale o svolge in modo prevalente la propria attività.

Allegato 3 –  indicazioni operative alle ASL per lo svolgimento delle funzioni di vigilanza e controllo sulle unità di offerta sociosanitarie

Sintesi del contenuto:  pianificazione e svolgimento delle funzioni svolte dalle ASL ai sensi della normativa vigente.

Allegato 4 – Indicazioni operative alle ASL per l’accertamento delle violazioni amministrative

Sintesi del contenuto: attività sanzionatoria in caso di inadempienze riscontrate nell’attività di gestione delle unità d’offerta sociosanitarie.
La delibera stabilisce che le disposizioni dell’allegato 1 devono integrare o sostituire, limitatamente alle parti in contrasto, i requisiti specifici di esercizio e di accreditamento previgenti per ogni tipologia di unità d’offerta. Le unità d’offerta già accreditate sono tenute ad adeguarsi entro sei mesi dalla data di pubblicazione dell’atto ai requisiti di accreditamento aggiuntivi. A seguito dell’ampia riscrittura di tale istituto, delineata nell’allegato 2, i soggetti unici gestori di diverse unità d’offerta  entro un anno dalla data di pubblicazione dell’atto devono comprovare l’adeguamento ai nuovi requisiti richiesti dalla normativa, pena la decadenza dal loro status.

La D.G.R. n. 3540/2012 viene abrogata, ferma restando la sua applicazione ai procedimenti amministrativi in corso alla data di pubblicazione della DGR sul Bollettino Ufficiale della Regione. In continuità con quanto già introdotto con tale delibera, viene confermato che l’accreditamento è posto in capo all’effettivo soggetto gestore dell’unità di offerta e che, conseguentemente, nel caso in cui la gestione sia oggetto di affidamento da parte di enti pubblici, l’affidatario è  l’unico soggetto titolato a richiedere l’accreditamento, con efficacia provvisoria limitata alla durata del contratto stesso. In attesa di una revisione del sistema di vigilanza e controllo sulle unità d’offerta sociali, in via transitoria viene disposto che le ASL adottino per analogia le indicazioni fornite nella DGR anche nei confronti delle suddette unità d’offerta. Alla competente Direzione Generale viene demandata l’emanazione di ogni successivo atto di applicazione della DGR 2569/2014 (circolari esplicative, modulistica, strumenti tecnici di controllo,verifica, verbalizzazione, rendicontazione, ecc.). La stessa viene incaricata di  svolgere incontri specifici di confronto, formazione e scambio delle buone prassi con gli uffici competenti delle ASL, al fine di garantire una omogenea applicazione della normativa su tutto il territorio regionale, di valutarne gli effetti in funzione dei conseguenti provvedimenti programmatori regionali, di condividere e governare le risultanze delle procedure di verifica e controllo in atto.

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