Lo scenario per il 2015 si pone in continuità con quello dell’anno appena passato. I  territori lombardi potranno infatti contare sul Fondo Nazionale per le Politiche Sociali che, anche se leggermente decurtato (da 42 milioni a 37), viene pienamente compensato dall’incremento del Fondo per la non autosufficienza, cresciuto invece di 10 milioni.
A questi la Legge di stabilità ha aggiunto uno stanziamento specifico per il 2015, di 100 milioni, a sostegno dei servizi per la prima infanzia. I territori lombardi potranno quindi contare anche su circa 10 milioni in più, per proseguire le politiche territoriali  avviate con i piani triennali per la prima infanzia.
Nel complesso dunque i fondi storici per il sociale vengono confermati anche per il 2015, con un aumento complessivo rispetto all’anno precedente di 8 punti percentuali. Aumento che rimane comunque nettamente al di sotto dei 180 milioni del 2009 (si veda articolo precedente), che già allora tutti gli esperti giudicavano inadeguati ad affrontare lo storico sottofinanziamento delle politiche sociali.

 

Tab.1 Principali fondi nazionali sul sociale

2012

2013

2014

2015*

Fondo nazionale non autosufficienza

1,5

41,5

51,7

59

Fondo nazionale per le politiche sociali

42,4

37,1

35

Fondo intesa famiglia

9,9**

13,3

 Totale fondi nazionali trasferiti

1,5

83,9

98,7

107,3

*ipotesi in costanza del riparto storico tra le Regioni, in considerazione degli stanziamenti della legge di stabilità 2015**fondi di competenza di anni precedenti utilizzati dalla regione nel 2014

 

Le risorse regionali

 Il fondo ASSI

Sul fronte regionale invece il bilancio di previsione approvato in dicembre, e la pubblicazione dei successivi atti, prospettano uno scenario differente. Lo stanziamento destinato dalla Regione al comparto sociosanitario, per la prima volta, segna una battuta d’arresto (si veda articolo sul finanziamento al welfare in anni precedenti).  Come già annunciato nella delibera delle regole, approvata precedentemente al bilancio, complessivamente le risorse in capo al settore ASSI potranno contare su 15 milioni in meno rispetto allo scorso anno (1,2%), erodendo di fatto gran parte di quell’incremento generato al primo anno di legislatura (da 1.712 milioni a 1.697 milioni di euro – Tab.2).
E’ bene precisare però che il bilancio è preventivo, e si tratta di una previsione di allocazione della spesa che cautamente considera l’ipotesi di tagli consistenti da parte dello Stato ai trasferimenti dei Fondi Sanitari alle Regioni: nell’incertezza legata alla mancata definizione da parte della legge nazionale di stabilità del FSN 2015, la Lombardia ha definito la propria manovra regionale ipotizzando un taglio dell’1% al FSN (Dgr 2989/2014). In questo momento a livello nazionale ci si sta orientando verso un FSN 2015 pari a quello 2014

[1],   quindi  la situazione potrebbe migliorare in corso d’anno e  aprire qualche speranza rispetto ad un riposizionamento sui valori del 2014.

Il Fondo Famiglia

Osservando le allocazioni nel dettaglio, si osserva che la decurtazione appena nominata, non riguarda il tradizionale fondo di finanziamento del settore sociosanitario, che anzi è lievemente crescita, ma dipende interamente dal dimezzamento delle risorse destinate al Fondo per il sostegno alle famiglie fragili, ovvero quel fondo direttamente istituito dall’esecutivo Maroni all’indomani dall’insediamento, che sta finanziando alcune misure sperimentali quali le residenzialità leggere, le RSA aperte, le residenzialità per minori, anche con disabilità gravissima e gli interventi contro le ludopatie (dgr 856/2013).
Questo aspetto colpisce particolarmente per diversi motivi. Primo l’impegno diretto che l’Amministrazione regionale ha assunto in questa direzione, di cui si contano innumerevoli dichiarazioni pubbliche sia dell’Assessore Cantù che direttamente del Presidente Maroni. A questo si aggiunge anche il giudizio positivo che la Regione stessa sembra dare dei risultati conseguiti con il primo stanziamento (si veda la dgr 2942). Infine il fatto che il fondo fosse stimato dallo stesso Esecutivo su risorse nettamente superiori a quanto sino ad ora allocato: 330 milioni, di cui se ne contano stanziati tra il 2013 e il 2015  solo 170.
Un motivo del dimezzamento subìto dal fondo potrebbe risiedere nell’adeguamento all’effettiva capacità di utilizzo delle risorse. I dati 2014 mettono chiaramente in evidenza come degli 80 milioni a bilancio, ne siano stati assegnati effettivamente poco più della metà (45 milioni – si veda articolo precedente) e come in realtà gli stessi risultati raggiunti su alcune misure – residenzialità leggera ed rsa aperta) siano decisamente al di sotto delle attese. Vale a dire che la spiegazione potrebbe essere dettata dal fatto che le risorse assegnate non riescono ad essere completamente spese. Se questo fosse confermato, si aprirebbe certamente una questione relativa all’opportunità di tale scelta, in un’epoca in cui i contesti locali sono costantemente sotto pressione per l’inadeguatezza delle risorse a disposizione rispetto al bisogno. Sarebbe forse più opportuno interrogarsi su come riallocare la spesa e verso quali misure indirizzarla –  capaci di garantire maggior efficacia -,  piuttosto che procedere con tagli netti di ciò che non viene speso.

 

Tab.2 Principali fondi regionali del settore 2012-2015

2012

2013

2014

2015

Finanziamento ASSI

1.650,00

1.652,00

1.712,00

1.697,00

di cui Fondo famiglia

30***

20

80

40

di cui Fondo sociosanitario tradizionale

1.620,00

1.632,00

1.632,00

1657,00

Fondo sociale regionale

70

70

58

51

Totale fondi regionali

1.720,00

1.722,00

1.770,00

1.748,00

Fonte:  Decreto della giunta regionale n. 12871 del 30 dicembre 2014 – Documento del segretario generale

***La prima assegnazione del fondo famiglia, nel 2013, era finanziata per 30 milioni da risorse residue 2012

 

Le risorse in favore della genitorialità

Oltre ai finanziamenti già nominati, il nuovo bilancio segna una stabilizzazione del fondo Sostengo, che finanzia misure in favore dei genitori separati in condizione di fragilità socio-economica (L.R. n.18/2014). Si tratta di una misura avviata lo scorso anno con una dotazione di 2 milioni di euro, progressivamente potenziata dal raddoppio delle risorse.
Un andamento differente invece lo si riscontra sui fondi a sostegno della maternità e della natalità, ovvero i cosiddetti fondi Nasko e Cresco, istituiti dal precedente esecutivo, i quali vedono un  azzeramento di risorse assegnate a bilancio per quest’anno e una ripresa per il solo anno 2016.
Sappiamo che a inizio anno la Regione ha poi trovato risorse per sostenere le misure anche nel primo trimestre 2015, impiegando 2,2 milioni provenienti dalla quota indistinta del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali derivanti da residui di anni precedenti. Dunque ad oggi non è molto chiaro quale sia l’intento regionale su questo fronte e se l’Esecutivo attuale intenda realmente puntarvi.

Tab.3 Comparazione tra previsione e assestamento 2014-2016
assestamento 2014 previsione 2015
2014 2015 2016 2015 2016 2017
Sostengo 2.000 4.000 4.000 4.000 4.000 4.000
Nasko e Cresco 5.500 5.000 5.000 0* 5.000 0
Fonti: Bilancio di previsione 2014-2016 e Decreto della giunta regionale n. 12871 del 30 dicembre 2014 – Documento del segretario generale*in gennaio integrati con 2,2 milioni provenienti dai residui del Fondo nazionale politiche sociali

Il Fondo Sociale Regionale

Per il 2015 sembra infine proseguire il progressivo decremento delle risorse regionali destinate al comparto sociale, ovvero quelle del Fondo sociale regionale (ex circolare 4). Risorse che, lo ricordiamo, non richiamano una esclusiva competenza regionale in materia  (si veda recente articolo sul tema) ma che sono considerate con molta attenzione da parte dei territori, poiché hanno ricadute dirette sulla compartecipazione delle famiglie ai costi dei servizi. Per quest’anno il fondo è previsto a 51 milioni, ovvero 7 meno di quanto effettivamente allocato dalla Regione lo scorso anno.
Bisogna precisare che il fondo è attestato ormai da qualche anno a 70 milioni (2011) e, anche se subisce da tempo progressivi tagli nei bilanci preventivi, questi sono stati  sempre compensati in corso d’anno, riportando la dotazione al livello dell’anno predente. Nel 2014 però, per la prima volta, tali compensazioni (da 58 a 70 milioni) non sono avvenute, come abitualmente accadeva,  grazie a risorse proprie della Regione, ma mediante l’utilizzo di parte di risorse statali già di pertinenza dei territori. Questo crediamo abbia segnato una nuova tendenza che porta a guardare con maggior attenzione a quello che potrà accadere al Fondo Sociale nel prossimo futuro. Anche se per quest’anno, con tutta probabilità, qualche compensazione sarà garantita nuovamente dai 13 milioni del Fondo nazionale intesa famiglie, replicando dunque quanto accaduto nel 2014, questo nuovo comportamento potrebbe indicare che la Regione non è più disposta a mantenere l’analogo livello di finanziamento degli scorsi anni.


[1] Il patto per la salute e aveva previsto un’espansione del FSN di circa 2 miliardi per il 2015, messi successivamente in discussione dalla Legge di Stabilità 2015 che ha rimandato la definizione del fondo a un’intesa Stato-Regioni. L’intesa che sembra essere quasi raggiunta prevede il mancato incremento dei 2 miliardi, con la conferma del finanziamento per la sanità sul livello 2014. http://www.regioni.it/newsletter/n-2671/del-26-02-2015/legge-di-stabilita-e-tagli-raggiunta-lintesa-governo-regioni-13588/