Dove eravamo in Lombardia

Con la Legge Regionale 11 del 3 luglio 2012 “Interventi di prevenzione, contrasto e sostegno a favore di donne vittime di violenza” e alcuni atti successivi, la Lombardia, recuperando almeno in parte il grave ritardo accumulato negli anni rispetto ad altre regioni, ha legiferato sul tema della prevenzione e del contrasto alla violenza sulle donne e ha avviato l’attivazione di reti territoriali interistituzionali per la prevenzione e il contrasto  del fenomeno.
Nella Legge era, inoltre,  richiamata l’adozione di un Piano regionale quadriennale di prevenzione e contrasto alla violenza che definisse le linee programmatiche di azione,  gli obiettivi specifici, le priorità e i criteri di realizzazione degli interventi (si veda art.4), rimasti però fino a oggi ancora indefiniti.
Come richiamato nella Delibera, successivamente all’emanazione della Legge, tra il 2013 e il 2014,  sono state attivate e finanziate iniziative sperimentali finalizzate alla protezione, al sostegno e al reinserimento delle vittime di violenza e sono state finanziate 21 reti interistituzionali che, attraverso i Comuni capofila, hanno siglato accordi di collaborazione con la Regione per sostenere le attività di centri antiviolenza e case rifugio.

Le risorse e i vincoli derivanti dal livello nazionale

Dal livello nazionale, e precisamente attraverso le risorse del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, con d.p.c.m. del luglio 2014 sono assegnati alla Lombardia 2.772.817,32 euro, in parte indirizzati a sostenere la programmazione regionale e in parte volti all’attivazione di nuovi centri antiviolenza.
In relazione all’assegnazione di tali risorse si richiede alle regioni : una relazione entro il 30 marzo 2015 riguardo alle iniziative adottate  e un resoconto in merito alle delibere adottate e ai dati aggiornati sui centri antiviolenza e le case rifugio presenti sul territorio entro il 31 gennaio 2015.

Cosa definisce la DGR

La  DGR definisce le linee programmatiche secondo cui sviluppare le politiche regionali di contrasto alla violenza secondo due indirizzi:

  • Sensibilizzare e prevenire
  • Accogliere, sostenere e proteggere le donne vittime di violenza

Il documento definisce , inoltre, quattro aree di intervento e le relative risorse destinate, a valere sui bilanci 2015 e 2016:

Assistere e sostenere donne vittime di violenza e i loro figli Azioni, programmi e servizi per il contrasto alla violenza di genere 1.000.000
Attivazione di nuovi centri antiviolenza e case rifugio 1.328.201
Sostegno alle reti territoriali interistituzionali 394.616,98
Informare e sensibilizzare per far emergere il fenomeno Informazioni istituzionali e iniziative di comunicazione sulle tematiche della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere 580.000
Trasferimenti a istituzioni sociali private per la promozione di iniziative
Formare e consolidare le competenze Trasferimenti a enti centrali a struttura associativa a sostegno di azioni e interventi per il contrasto alla violenza di genere 350.000
Sostegno alle Sostegno alle reti territoriali interistituzionali
Analisi e monitoraggio del fenomeno Attività di supporto delle azioni programmate 220.000
Realizzazione di applicativi informatici a supporto delle politiche regionali

 

Il ruolo di primo piano dei Consultori

Elemento di particolare interesse del documento è il richiamo esplicito alla necessità di coinvolgere i consultori pubblici e privati accreditati nella realizzazione delle Linee programmatiche, attraverso modalità che saranno definite in successivi provvedimenti.
Questa scelta si inserisce coerentemente nella più ampia strategia di trasformazione dei Consultori in Centri per la Famiglia, che prevede l’ampliamento del target di utenza nella direzione di supportare la famiglia in tutto il suo ciclo di vita e in particolare nelle situazioni di fragilità, il potenziamento delle funzioni di ascolto e orientamento e l’inserimento all’interno dei servizi di figure professionali di tipo educativo e pedagogico, così come è stato richiamato anche nelle Regole 2015 in merito alle sperimentazioni ex DGR 3239.
Questo documento dunque, definendo la prevenzione e il contrasto al fenomeno della violenza come un’area di intervento propria dei servizi consultoriali, anche se fino ad oggi sviluppata solo da alcuni servizi e ancora soltanto in forma sperimentale,  contribuisce insieme ad altri  atti a disegnare gradualmente l’identità dei Centri per la Famiglia secondo la logica della DGR 116 del 2013, tema su cui resta alta l’attenzione, anche in attesa degli esiti delle sperimentazioni in chiusura proprio in questo periodo.

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