Non c’è pace per il nuovo ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) diventato operativo il 1° gennaio scorso. Come sappiamo le sentenze del Tar del Lazio, dello scorso febbraio, hanno dichiarato parzialmente illegittimo l’Art. 4 del Dpcm 159/2013, richiedendone una revisione, ma creando anche una grande confusione rispetto alla sua applicazione.
I questi ultimi due mesi se il sistema INPS ha continuato a rilasciare DSU che non tengono conto delle revisioni nelle modalità di calcolo previste dal TAR, alcuni enti erogatori hanno di fatto sospeso le erogazioni o le stanno effettuando sulla base delle vecchie regole; a questo si aggiungano poi  gli enormi ritardi, con considerevoli liste di attesa in alcuni territori, nella certificazione dei nuovi ISEE da parte dei CAF.

E’ notizia di questi giorni che il Governo si stia orientando per proporre appello al Consiglio di Stato, verosimilmente chiedendo una sospensiva, cioè una sospensione degli effetti delle sentenze fino al pronunciamento nel merito.
La comunicazione è giunta dal Ministero del Welfare che si è recentemente incontrato con associazioni e sindacati per fare il punto sulla delicata questione. Oltre a ciò sembra che saranno velocizzate anche le procedure per l’insediamento del comitato consultivo, peraltro già previsto dal Dpcm 159 (art. 12, comma 6), per il monitoraggio sull’attuazione della disciplina dell’ISEE e l’eventuale proposta di correttivi.  Faranno parte del comitato consultivo rappresentanti dei Ministeri interessati (MLPS e MEF), dell’INPS, delle Regioni e delle Province autonome, dell’ANCI, delle parti sociali e delle associazioni nazionali portatrici di interessi.

L’auspicio è che una decisione rispetto a come governare questo caotico inizio applicativo arrivi presto al fine di fugare incertezze e garantire risposte immediate ai cittadini.