La legge regionale lombarda sulle badanti

L.R. n.15 del 19 maggio 2015 – Interventi a favore del lavoro di assistenza e cura degli assistenti familiari

A cura di

9 giugno 2015

Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato una legge che sostiene interventi in favore del lavoro di assistenza e cura degli assistenti famigliari. Una legge che pone riferimenti importanti per cominciare ad intraprendere un percorso di progressiva regolazione di questo mercato e di integrazione tra i diersi interventi in atto a livello territoriale.

badantiLa Lombardia ha varato la prima legge regionale sul lavoro di cura. Una legge in cui viene chiaramente esplicitata la volontà della Regione di qualificare il lavoro degli assistenti famigliari, contrastare il lavoro sommerso e irregolare, sostenere le famiglie e le persone assistite sia economicamente che attraverso il supporto di azioni di orientamento e consulenza.

Tali finalità sono perseguite mediante l’istituzione di diversi concreti interventi.

 

I registri

La legge promuove l’istituzione di registri territoriali, gestiti da ambiti o comuni, che contengono informazioni sugli assistenti familiari, indicando informazioni circa le competenze, la formazione e le disponibilità orarie. La legge precisa che l’iscrizione ai registri non è vincolate per l’esercizio dell’attività e non è esclusiva di un solo territorio.

 

Gli sportelli

La legge stabilisce la costituzione di sportelli territoriali, sempre di titolarità comunale o d’ambito e con la collaborazione di terzo settore, sindacati e patronati, che svolgano funzioni di:

  1. ascolto, informazione e orientamento
  2. sostegno nella ricerca e nella selezione dell’assistente famigliare
  3. assistenza nelle procedure di assunzione
  4. informazione sull’accesso al sostegno economico
  5. tenuta e gestione de registri territoriali

La formazione

La legge promuove la realizzazione di percorsi formativi, anche nell’ambito dei programmi regionali di inserimento lavorativo, basati su specifici standard professionali e formativi e finalizzati al conseguimento dell’attestato di competenza, necessario per l’iscrizione ai registri.

 

Il sostegno economico

La legge stabilisce la concessione  di contributi economici per le persone e le famiglie fragili che si avvalgono di assistenti famigliari, previa valutazione della condizione economica e dei carichi assistenziali. Precisazioni in merito alla regolazione dell’accesso (criteri e modalità per l’erogazione dei contributi ed eventuale cumulabilità delle prestazioni) si attendono entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge.

 

Il finanziamento

La legge stanzia, per la parte rimanente del 2015, 700.000 euro, destinate al sostegno delle spese riferite all’istituzione di registri, sportelli e alle contribuzioni economiche. Si dispone poi la definizione di stanziamenti annuali da declinare all’interno dei bilanci dei singoli esercizi finanziari.

 

Le linee guida e la valutazione della legge

Entro 180 giorni la Regione disporrà linee guida operative circa l’attuazione della presente legge.

Interessante osservare che la disposizione di una “clausola valutativa” in cui, oltre alla consueta indicazione circa la relazione periodica al Consiglio sull’andamento dell’applicazione della legge, vengono enucleati alcuni specifici elementi su cui tale relazione dovrà rendere conto, prefigurando veri e propri indicatori di valutazione: ad esempio l’incidenza degli interventi (adesione dei destinatari e diffusione degli sportelli) e l’efficacia delle misure proposte ( capacità di contribuire alla sostenibilità economica della assistenza domiciliare e qualificazione dell’offerta di cura proposta).


Scarica in PDF