Le risorse nazionali

I fondi storici allocati dal livello centrale stanno vedendo, dopo i difficile biennio 2011-2012, un progressivo trend di sviluppo. Il fondo Nazionale per le Politiche Sociali nel 2015 per la Lombardia ammonta  ad oltre 40 milioni, crescendo rispetto all’anno precedente di quasi 8 punti percentuali.
Lo stesso Fondo per la non autosufficienza, quello che sta finanziando sui territori le misure B1 e B2,  vede per quest’anno una dotazione di 9 milioni aggiuntivi rispetto al 2014, passando da 51,7 a 60,6 milioni.
Rispetto al 2014 dunque, in cui il crescere del FNA aveva coinciso con una lieve decurtazione del FNPS, entrambe le assegnazioni presentano un segno positivo.
A questi si aggiunge il Fondo intesa famiglia, anch’esso in crescita, con  un finanziamento di circa 15,4 milioni di euro.

Dunque, sui fondi trasferiti dal livello centrale, per i territori si prospetta uno scenario migliore del previsto.

Tab.1 Principali fondi nazionali sul sociale

2012

2013

2014

2015

Fondo nazionale non autosufficienza

1,5

41,5

51,7

60,6

Fondo nazionale per le politiche sociali

42,4

37,1

40,0

Fondo intesa famiglia

9,9*

15,4**

 Totale fondi nazionali trasferiti

1,5

83,9

98,7

116,0

*fondi di competenza di anni precedenti utilizzati dalla regione nel 2014 **Reperto 56 – Conferenza unificata del 7 maggio 2015

 

Le risorse regionali

Come già analizzato in un precedente articolo, viene confermata la battuta d’arresto sul finanziamento al comparto sociosanitario, che negli scorsi anni aveva invece vissuto un’importate sviluppo e prospettato primi importanti passi verso l’auspicato riequilibrio della spesa sanitaria (cfr tab.2)

Fondo Famiglia
Questa flessione negativa non dipende però dalla dotazione del tradizionale Fondo ASSI, ovvero le risorse che finanziano gli abituali servizi e interventi  erogati da Asl, Aziende Ospedaliere  e gestori delle unità d’offerta sociosanitarie, ma dal dimezzamento del Fondo Famiglia, il finanziamento istituito da questo esecutivo in sostegno alla famiglia con componenti fragili (dgr 116/2013 ). Un fondo la cui dotazione era stimata ad inizio legislatura per 330 milioni, di cui ad oggi ne risultano assegnati nei diversi bilanci solo la metà (51,5%). Un fondo infine che nei suoi tre anni di vita ha visto un andamento  molto variabile: 50 milioni alla sua istituzione; 80 l’anno seguente e 40 nel 2015, ad oggi replicati anche per il biennio 2016-17.
Per quest’anno si conferma dunque  una dotazione dimezzata.  Abbiamo già commentato in altri articoli come alcune delle misure introdotte dalla dgr 856 abbiamo mostrato qualche fatica, in fase di avvio, nell’intercettare la domanda. Le indicazioni migliorative, arrivate dalla Regione nel corso dell’attuazione, hanno dato specifico orientamento proprio sul potenziamento della comunicazione e sull’ampliamento della platea dei beneficiari, quali strategie da adottare per sostenere l’utilizzo del fondo (si veda articolo di commento). Si vedrà quindi in base ai nuovi dati sul consumo delle risorse, se la situazione è andata migliorando.
Rimane però un dato: su questa partita le promesse dell’ex assessore Cantù di riportare la dotazione almeno a 75 milioni  non sono state mantenute e la  dotazione finanziaria iniziale ha perso progressivamente peso.

 

Tab.2 Principali fondi regionali del settore 2012-2015

2012

2013

2014

2015

Finanziamento ASSI

1.650,00

1.652,00

1.712,00

1.697,00

di cui Fondo famiglia

30***

20

80

40

di cui Fondo sociosanitario tradizionale

1.620,00

1.632,00

1.632,00

1.657,00

Fondo sociale regionale

70

70

58

58

Totale fondi regionali

1.720,00

1.722,00

1.770,00

1.755,00

Fonte:  Decreto della giunta regionale n. 6652 del 5 agosto 2015 – Documento del segretario generale

***La prima assegnazione del fondo famiglia, nel 2013, era finanziata per 30 milioni da risorse residue 2012

Fondo sociale regionale
Sul Fondo sociale regionale l’assestamento di luglio ha portato invece cambiamenti importanti.
La dotazione è cresciuta rispetto alle previsioni: ai 52 milioni previsti, sono state aggiunte infatti ulteriori  risorse, portando il fondo ai 58 milioni dello scorso anno.  Si ricorda che nel 2014 la Regione ha poi garantito un riparto di 70 milioni, attingendo ad una parte del fondo intesa famiglie.
Anche per il 2015 la  delibera di riparto approvata lo scorso ottobre (dgr 4134/2015) conta una dotazione complessiva di 70 milioni, mantenendo dunque il fondo ai livelli consolidati nell’ultimo quinquennio.
Le novità a riguardo sono però diverse: la prima è che i 12 milioni aggiuntivi ricavati in corso d’anno, che non compaiono nello specifico capitolo di risorse correnti, derivano questa volta da risorse proprie della Regione e non da altri finanziamenti. E questa è certamente una buona notizia.
La seconda, più rilevante per i territori, è che questi 12 milioni aggiuntivi – pari al 17% del totale delle risorse –  sono destinati ad interventi in conto capitale, dunque non potranno andare a finanziare l’abituale abbattimento delle rette per i servizi a carattere socio-assistenziale, ma dovranno essere destinati ad interventi strutturali. La Regione ha demandato ad uno specifico atto la precisazione di indicazioni puntuali su questa parte di fondo, anticipando che l’area di destinazione sarà quella dei centri anti-violenza e delle case per genitori separati, ovvero temi già oggetto di specifiche scelte regionali. Con il FSR la Regione dunque sceglie di potenziare alcune specifiche linee di policy, già assunte dalla sua programmazione.
Rimane da capire da dove deriva questo vincolo sull’impiego delle risorse. Con tutta probabilità dipende dalle nuove regole del patto di stabilità, introdotte con il decreto Enti locali 2015, valide anche per l’ente Regione. Il patto prevede maggiori margini di manovra sulla spesa per investimenti, piuttosto che quella corrente, e potrebbe quindi essere stato più facile recuperare risorse aggiuntive in questa forma.
Questo certamente creerà però problemi di non poco conto per i comuni che tendenzialmente hanno già messo a bilancio le quote derivanti dai presunti 70 milioni e che dovranno ripianare il disavanzo inaspettatamente creatosi.

Gli altri fondi
Rimane invariata la situazione per quanto riguarda i fondi sulla natalità, maternità e sui genitori separati, i cosiddetti fondi Nasko, Cresco e Sostengo.
Come  da previsione sono azzerati per quest’anno i finanziamenti sul Nasko e Cresco, anche se sappiamo che parte delle iniziative nel 2015 sono state poi sostenute con quote derivanti da residui del Fondo nazionale per le politiche sociali. Per il 2016 è previsto un finanziamento di 5 milioni e poi un nuovo azzeramento nell’anno successivo. Dunque si conferma il dubbio già espresso in precedenti commenti sulla reale volontà di questo esecutivo di dare continuità a misure ereditate dalla precedente legislatura.
Viene invece mantenuto sui livelli previsionali il finanziamento alle misure in sostegno ai genitori separati in condizioni di fragilità economica, con una dotazione di 4 milioni, confermata anche per il prossimo biennio.

Tab.3 Comparazione tra previsione e assestamento 2014-2016
assestamento 2014 Assestamento  2015
2014 2015 2016 2015 2016 2017
Sostengo 2.000 4.000 4.000 4.000 4.000 4.000
Nasko e Cresco 5.500 5.000 5.000 0* 5.000 0
Fonte:  Decreto della giunta regionale n. 6652 del 5 agosto 2015 – Documento del segretario generale  *in gennaio integrati con 2,2 milioni provenienti dai residui del Fondo nazionale politiche sociali

 

La novità del reddito di autonomia

Per il 2015 un’importante novità in tema di finanziamento deriva dall’approvazione della legge di riforma sociosanitaria (LR 23/2015 ) e a ciò che ne  è seguito in riferimento alla costituzione di un “Reddito di autonomia” regionale. Per il 2015 sono già stati stanziati 50 milioni, per i tre mesi conclusivi dell’anno, destinati al sostegno di cinque specifiche misure che hanno l’obiettivo di contrastare la povertà di famiglie, anziani e disoccupati. Per il prossimo gli annunci del Presidente Maroni prevedono altri 200 milioni, derivanti in parte  dai  finanziamenti del Fondo Sociale Europeo (programmazione 2014-2020). Al momento dall’assestamento non risultano però specifici capitoli di pesa, sarà dunque da verificare con il nuovo bilancio se la Giunta sarà in grado di garantire gli stanziamenti annunciati.

Riforma sociosanitaria e nuove competenze sul finanziamento

La riforma sociosanitaria, come noto, ha previsto la costituzione di un assessorato unico che riunisca le deleghe di sanità e famiglia.
I recenti atti sembrano disegnare una nuova ripartizione che vedrà significativi cambiamenti anche nel governo del finanziamento e della spesa, ma non all’insegna dell’unificazione. Il XIV provvedimento organizzativo della Giunta regionale (dgr 4235/2015 del 21 ottobre 2015)  sembra infatti portare ad una nuova ri-articolazione: i fondi sociosanitari (fondo ASSI e Fondo Famiglia etc) insieme a quelli sanitari saranno  governati dalla nuova DG Welfare, mentre i fondi sociali (reddito di autonomia, fondo sociale regionale, FNA e FNPS) dalla nuova DG denominata “Reddito di autonomia e inclusione sociale”. Osserveremo le implicazioni concrete di questa scelta saranno nel tempo.