Una premessa

Recuperare dati su quanto si spende e come per il welfare regionale è piuttosto complesso, lo abbiamo scritto già in passato (si veda precedente articolo ). Manca una raccolta sistematica dei dati di finanziamento e spesa. Ormai da tempo la Regione non elabora più i Bilanci sociali, che annualmente davano conto dei risultati sulla spesa allocata, sul volume di utenza raggiunta e sulle prestazioni erogate. Non esistono riferimenti puntuali circa l’analisi della spesa a consuntivo. L’accesso alle informazioni è sempre più difficoltoso e i pochi dati disponibili sono spesso dispersi tra i vari provvedimenti.
Le informazioni accessibili sono di norma quelle derivanti dai bilanci regionali, dunque riferiti a stanziamenti complessivi, di previsione e di assestamento; oppure quelle contenute nelle annuali delibere delle regole di esercizio, tendenzialmente recanti informazioni di tipo autorizzativo. Purtroppo invece i dispositivi emanati in corso d’anno, come i decreti di assegnazione alle diverse unità d’offerta, non sono documenti pubblici. Solo in occasioni eccezionali è possibile accedervi o perché rese pubbliche dalla Regione stessa o per specifica richiesta di accesso agli atti. Sono proprio queste le strade seguite da LombardiaSociale.it e da cui deriva il confronto proposto in questo commento

[1]. Qui trattiamo informazioni sulle allocazioni annuali per l’offerta sociosanitaria a budget, che dunque offrono uno spaccato interessante rispetto alle scelte dell’Esecutivo e mostrano alcuni cambiamenti intervenuti con il cambio di legislatura del 2013.

La destinazione del budget

Ci si riferisce qui al budget per il welfare sociosanitario assegnato nell’anno 2015, dunque in epoca pre-riforma L.R.23 e quindi di competenze dell’allora Assessorato alla Famiglia, guidato sino a fine anno dall’ex assessore Cantù. L’analisi riguarda  in particolare le risorse attribuite al settore conosciuto di norma come FONDO ASSI – assistenza sociosanitaria integrata.
Il budget 2015 vede un’allocazione per due terzi destinata all’offerta di tipo residenziale e in gran parte rivolta alla popolazione anziana: il 53% è destinato infatti al finanziamento delle RSA. Il sostegno agli interventi di tipo domiciliare (ADI) copre invece il 7,6% del totale, così come i servizi  semiresidenziali rivolta ad anziani e  disabili (7,2%). La seconda voce, per rilevanza, è destinata alla riabilitazione (15,7%del budget) mentre meno del 2% all’offerta ambulatoriale (consultori).

Tab.1 – Composizione % del budget per acquisto prestazioni sociosanitarie a budget per regime e servizio al netto del Fondo Famiglia  – anno 2015

v.a. mln

di euro

%

% per area

Domiciliare Adi

124,4

7,6%

7,6%

Semiresidenziale Centri diurni anziani e disabili (CDI, CDD, CSS)

117,9

7,2%

7,2%

Ambulatoriale Consultori privati

20,5

1,2%

1,7%

SMI

7,0

0,4%

Residenziale Servizi per area dipendenze

50,2

3,0%

66,%

RSA

872,8

53,0%

RSD

143,9

8,7%

Hospice sociosanitari

29

1,2%

Altro Riabilitazione

258,6

15,7%

17,1%

budget altri costi

22,2

1,3%

1.646,5

100,0%

100,0%

Fonte:  Elaborazioni LombaridaSociale.it su dati Regione Lombardia “Nuove strategie regionali di governo della cronicità e fragilità”- ForumPA Lombardia 28-29 gennaio 2016

Sarebbe da includere in questa ricognizione anche quanto stanziato dalle risorse riferite al Fondo famiglia. Fondo che, ricordiamo, è stato istituito da questo Esecutivo in aggiunta al finanziamento ordinario del sistema sociosanitario, e che va a sostenere, con altre modalità innovative, parte degli stessi bisogni delle unità d’offerta appena nominate. Tuttavia su questa partita, per l’anno 2015 non disponiamo di dati puntuali circa la sua destinazione. Le uniche rendicontazioni rese pubbliche sino ad ora si riferiscono al primo anno di avvio del fondo, il 2014 (dgr 2942/2014 ). Considerando però, unicamente a titolo indicativo, quanto contenuto nelle regole di esercizio per l’anno 2016, il fondo sembra sostenere in prevalenza interventi destinati all’area intermedia tra residenza e domicilio (Rsa e Rsd aperte, Residenzialità per minori con gravi disabilità, Residenzialità leggera…).

 

Tab.2 – Distribuzione risorse allocate su misure riferite al Fondo Famiglia  – dgr regole 2016

mln euro

%

Residenzialità leggera

4,7

8,1

Residenzialità minori con gravi disabilità

1,3

2,2

Rsa/rsd aperte

35

60,3

Comunità alloggio minori

17*

29,3

Interventi ambulatoriali Gap

0

0,0

58,0

100.0%

Fonte: dgr 2989/2015  *risorse riferite solo ad un semestre

Con il cambio di Legislatura: più domiciliarità e meno consultori

Il peso significativo assegnato al comparto residenziale, caratteristica  tipica del sistema lombardo, sembra permanere: oltre il 66% delle risorse vanno a sostenere quest’area di interventi. Tuttavia, osservando l’andamento del finanziamento nel corso del tempo, si può notare un certo cambiamento, ad esempio rispetto al 2012, ultimo anno della legislatura Formigoni.
Comparando i due anni, il primo dato che si riscontra è l’incremento complessivo  delle risorse. Tutte le unità d’offerta hanno infatti il segno positivo, e questo trova conferma nell’aumento complessivo che ha vissuto la dotazione del settore: uno specifico risultato raggiunto da Maroni nel primo biennio di attività e di cui abbiamo scritto in altre occasioni.
L’altro dato di rilievo è che gli incrementi più significativi si sono avuti sui servizi domiciliari integrati e sugli hospice. Per i primi si registra un incremento di quasi il 26%, in evidente attuazione degli obiettivi di legislatura orientati ad una maggior centralità di questa area di welfare (si vedano le indicazioni contenute nel Libro bianco) e, con tutta probabilità, raccolgono i frutti dell’incremento già determinato nell’ultima fase della Giunta Formigoni con il percorso di riforma della domiciliarità. Per i secondi, gli hospice a cui è destinato il 44% del budget, incide l’investimento sullo sviluppo di un tassello sino ad ora ancora mancante nel sistema sociosanitario lombardo, nonchè i risultati della specifica indicazione contenuta nelle regole del 2014 sulla contrattualizzazione dei posti di questa unità d’offerta.
Tutte le altre unità, seppur di segno positivo, crescono meno ad indicare che sull’offerta considerata più “matura” si è privilegiata la stabilizzazione, l’investimento maggiore è andato alle unità da sviluppare/potenziare.

Tab .3 – Confronto tra budget per u.o. sociosanitarie  2012 e 2015 – mln di euro

2012

2015

Δ 2012-2015

ADI e voucher SLA

98,9

124,4

+25,8%

Centri diurni anziani e disabili

111,9

117,9

+5,4%

Servizi per le dipendenze

53,3

57,2

+7,3%

Riabilitazione/cure intermedie

242,7

258,6

+6,6%

RSA

854,6

872,8

+2,1%

RSD

133,8

143,9

+7,6%

Hospice

20,2

29

+43,9%

Consultori privati

20,2

20,5

+1,5%

Altro

26,7

22,2

-16,8%

Fonte: dgr e ddg di riparto – 2012 e 2015

Il comparto della residenzialità è comunque cresciuto, anche a seguito del superamento del blocco degli accreditamenti e del dichiarato investimento della Giunta all’aumento dei posti in RSA per le aree sottodotate[2] (515 posti in più a contratto nel 2015 – dgr 3996/2015) e nelle RSD, evidentemente sottodimensionate rispetto al bisogno(174 nuovi posti nel 2014 dgr 2989/2014).
Tuttavia, nonostante questo investimento, i tassi di copertura delle RSA arretrano: nel 2009 si contavano oltre 6 posti ogni 100 anziani ultra settantacinquenni (6,2%), nel 2015 il dato è sceso al 5,7. Anche il livello di finanziamento pro-capite denota questa flessione, dal 2012 sceso complessivamente di 73 euro (da 879,3 euro del 2012 agli 806 del 2015).
L’investimento dunque è stato inferiore al passato e non è andato di pari passo con l’invecchiamento  della popolazione. Non è stato mantenuto l’incremento immaginato dal precedente Esecutivo, che aveva l’obiettivo di portare la copertura delle RSA al 7% (dgr 4574/2012 e PSR 2002-2004).
Si conferma dunque il dato che le scelte dell’esecutivo Maroni hanno  privilegiato altri settori: la domiciliarità e i percorsi assistenziali intermedi tra ospedale e territorio.
Vi sono però aree su cui è evidente la battuta d’arresto e un orientamento differente rispetto all’epoca precedente. Sui consultori la crescita si stabilizza. Dopo anni di incremento significativo nel finanziamento (+ 40% tra il 2009 e il 2012), connesso agli obiettivi di trasformazione di questa unità d’offerta in Centri per la famiglia, oggi questa spinta si è evidentemente esaurita. La riforma dei consultori non è più una priorità di questo Esecutivo ed è evidente che, se anche nominata nei vari atti, viene portata avanti con tutt’altro spirito.

Su cosa si è puntato, in particolare?

Un’ultima prospettiva interessante con cui analizzare i dati di allocazione del budget è riferita a quali settori  sono stati privilegiati dall’incremento nel finanziamento. In altre parole: “dove sono andate le risorse in più?”. La dotazione è complessivamente cresciuta, dal 2012 al 2015, di quasi 90 milioni, andati a sostenere per quasi un terzo l’assistenza domiciliare integrata – a conferma di quanto appena scritto -, mentre oltre un 20% è rimasto a potenziare il sostegno della residenzialità anziani e quasi i 18% all’area della riabilitazione e delle cure intermedie. Su quest’ultima con tutta probabilità influisce l’uscita dalla sperimentalità e la conseguente entrata a pieno titolo nel comparto sociosanitario. Sulle RSA, l’incremento non dipende certamente dall’aumento delle tariffe, come noto ferme da tempo, ma probabilmente a quegli specifici  investimenti per incrementare la dotazione di posti in alcune zone della regione, di cui si è detto, e forse il risultato di scelte allocative rispetto a specifiche categorie di utenza, come gli Stati vegetativi e le Sla, ereditate dalla precedente Giunta. Purtroppo non conosciamo la distribuzione di questa parte di budget tra utenti ordinari e atipici, per cui questa rimane unicamente una supposizione.

Tab .4 – Distribuzione delta budget per u.o. sociosanitarie  2012 e 2015 – mln di euro

Δ 2012-2015

mln di euro

Δ 2012

-2015 %

ADI e voucher SLA

25,5

28,7

Centri diurni anziani e disabili

6,0

6,7

Servizi per le dipendenze

3,9

4,4

Riabilitazione/cure intermedie

15,9

17,9

RSA

18,2

20,5

RSD

10,1

11,4

Hospice

8,8

10,0

Consultori privati

0,3

0,3

Altro

-4,5

– 5,0

88,9

100,0

 


[1] Nel 2012 LS ha ottenuto i documenti di riparto del finanziamento alle diverse ASL mediante richiesta di accesso agli atti, concessa; mentre nel 2015 si ottengono informazioni direttamente comunicate dalla Regione nel corso del convegno ForumPA Lombardia dello scorso gennaio
[2] Nelle ex Asl di Milano1,2 e città, Bergamo, Varese e Monza e Brianza.