Condividere i saperi, ricomporre le risorse e integrare gli interventi per promuovere i diritti e la tutela dei minori

DGR n.X/4821 "Linee guida per la promozione dei diritti e delle azioni di tutela dei minori con le loro famiglie"

A cura di

21 marzo 2016

Le Linee Guida regionali per la promozione dei diritti e delle azioni di tutela sono state elaborate da un gruppo di lavoro che ha riunito i rappresentanti di tutte le organizzazioni che operano negli interventi di tutela dei minori, e sistematizzano in modo efficace gli orientamenti metodologici già assunti a riferimento da molti territori lombardi, dettagliandone il senso e articolandone il funzionamento concreto tramite l’esplicitazione e la valorizzazione di ruoli, funzioni e competenze di tutti i soggetti coinvolti e coinvolgibili negli interventi di tutela.

112513_0150913_106557_dad_umbrellaLo scopo delle Linee Guida e il processo di elaborazione

Le Linee Guida si pongono come uno strumento dinamico, a supporto delle azioni di sostegno dei minori e delle loro famiglie svolte da tutti i soggetti impegnati nei servizi di tutela e nelle reti di aiuto e accoglienza.

Esse sono il frutto dell’attività di un gruppo di lavoro che, oltre ai funzionari regionali, ha coinvolto: i Tribunali per i minorenni, le Procure della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni nei distretti di Milano e Brescia, la IX sezione del Tribunale Ordinario di Milano, i Servizi della giustizia minorile, il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza,i rappresentanti degli Enti Locali, delle Aziende Sanitarie, dell’associazionismo familiare e degli enti no profit impegnati nelle attività di accoglienza dei minori in difficoltà.

Scopo dichiarato delle Linee Guida è quello di “ricomporre e integrare gli interventi sociali e socio-sanitari , individuare i ruoli dei diversi soggetti, istituzionali e non, che intervengono nel percorso di tutela in una logica di corresponsabilità”così da consentire una graduale omogeneizzazione degli interventi nel territorio regionale.

 

L’approccio metodologico proposto

In tutto il documento di Linee Guida ricorre molta attenzione a definire un approccio metodologico ben preciso per l’azione di tutela minori, intesa come un processo che comprende sia gli interventi a domanda spontanea,sia quelli in presenza di provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria.

 

Alcuni di tali principi metodologici ricorrono più volte nel documento, altri, pur se meno ricorrenti, assumono comunque forte rilevanza  poiché rispecchiano e richiamano prassi e orientamenti sempre più diffusi nell’azione dei territori ma che fino ad oggi avevano trovato poco spazio di riconoscimento a livello sovra territoriale, e che qui invece sono assunti come quadro di riferimento:

-          La visione globale della famiglia, e del minore all’interno di essa, e dunque  la declinazione dell’azione di tutela come  volta a sostenere la famiglia per salvaguardare i bisogni del minore.

-          L’integrazione tra interventi e approcci differenti, sia di tipo preventivo/promozionale, sia di tipo riparativo, ma sempre caratterizzati dalla capacità di sostenere il protagonismo e la responsabilità delle famiglie, ponendo gli operatori in un ruolo di mediazione.

-          L’integrazione tra diversi sistemi di welfare (sociale, sanitario, sociosanitario).

-          La ricomposizione dei diversi saperi professionali e specialistici e delle azioni operative di tutti i soggetti, formali e informali, che accompagnano il minore e la sua famiglia, riconducendo la titolarità istituzionale alle differenti aree di competenza individuate dalla normativa vigente.

-          L’utilizzo di strumenti di intervento codificati per migliorare le prassi professionali e le collaborazioni interorganizzative (es. progetto quadro, PEI , protocolli di intervento, etc)

-          Il coinvolgimento stretto e continuo della famiglia in relazione alla definizione, negoziazione e condivisione del senso del’intervento, anche in presenza di limiti della responsabilità genitoriale.

 

Le indicazioni per una presa in carico efficace

Le Linee Guida si soffermano in particolare sul superamento del paradigma del “controllo sociale”, perché giudicato “inefficace se non sostenuto da un’adeguata qualità relazionale e da nuovi modelli operativi” , fornendo alcune indicazioni operative volte a favorire una presa in carico efficace:

-          Individuare una funzione di regia che promuova e faciliti la creazione di connessioni tra gli attori , la condivisione della lettura del problema, l’orientamento e il monitoraggio degli interventi, la ricomposizione periodica degli esiti;

-          Curare la relazione con gli interessati, restituendo e ridefinendo periodicamente il senso degli obiettivi e degli interventi, così da sostenerne la partecipazione;

-          Individuare in ogni sistema organizzativo che partecipa all’intervento soggetti, tempi e luoghi dedicati alla condivisione e ricomposizione delle analisi e degli obiettivi del percorso;

-          Promuovere capacità di mediazione tra saperi differenti e tra soggetti diversi;

-          Improntare ogni intervento di tutela e protezione del minore a criteri di sostenibilità e gradualità;

-          Declinare in un asse temporale ben definito le diverse fasi dell’intervento, dandosi tempi per la verifica e la ridefinizione degli obiettivi.

 

Il profilo organizzativo dei servizi di tutela

A livello organizzativo il documento individua le principali modalità organizzative adottate dai Comuni per il servizio di tutela ( organizzazione sovra-Ambito, a livello di Ambito, a gestione associata/singola, a sottoinsiemi,  autonoma dei singoli Comuni) e, coerentemente con le Linee di Indirizzo per la programmazione sociale a livello locale  per il triennio 2015-2017 (link), promuove e suggerisce, ove possibile, una gestione unitaria e associata del Servizio (così come di altre funzioni sociali) almeno a livello di Ambito.

In termini di figure professionali, si indicano come necessari al funzionamento di un Servizio di Tutela i profili dell’assistente sociale, dell’educatore professionale e dello psicologo, adeguatamente formati e supportati  attraverso aggiornamenti e percorsi di supervisione.

 

La rete dei soggetti

A partire dai principi, sopra enunciati, di ricomposizione e integrazione tra i diversi soggetti impegnati e coinvolti negli interventi di tutela e protezione, le Linee Guida individuano e definiscono compiti, ruoli e attenzioni necessarie per un buon ingaggio e una positiva collaborazione sia per la rete dei servizi sociali, sociosanitari, sanitari e penali, sia per quanto riguarda la rete di risorse a sostegno dei diritti e della tutela dei minori.

 

Le risorse nominate come centrali nei percorsi dei minori sono:

-          La famiglia, che dovrà essere incoraggiata nel “sentirsi in grado di fare” e sostenuta nelle sue capacità di fronteggiare i problemi.

-          Le reti informali di sostegno e solidarietà, sia per arricchire la lettura dei bisogni, sia per attivare anche i cittadini nella gestione di problemi collettivi.

-          La scuola, che costituisce un osservatorio privilegiato dello stato di benessere dei minori e che deve essere messa in grado di agire in termini di prevenzione, di presentare una richiesta di intervento e di monitorare l’andamento di un intervento, grazie allo sguardo privilegiato sul minore.

-          Le risorse e le strutture di accoglienza e di accompagnamento, intese come la rete delle unità di offerta residenziali, come le Comunità educative e familiari e  gli alloggi per l’autonomia, rispetto ai quali viene definito con molta attenzione il percorso di accoglienza e accompagnamento del minore, ma anche le esperienze innovative di sostegno, prevenzione e solidarietà, i centri diurni e l’assistenza domiciliare educativa, a cui è richiesto di “operare intensamente e fino a prova contraria per la recuperabilità delle capacità genitoriali e l’autonomia nella gestione delle funzioni educative e di cura.”

 

Il documento dettaglia, inoltre, la composizione della rete dei servizi sociali, sociosanitari, sanitari e penali  richiamando, per ogni soggetto che interviene nella realizzazione degli interventi di tutela  e protezione dei minori, le principali funzioni e competenze:

-          Enti locali – Comuni e Ambiti, titolari dell’esercizio e delle funzioni di tutela dei minori.

-          Strutture sociosanitarie e sanitarie, in particolare: pediatri di libera scelta; consultori familiari; pronto soccorso; strutture pediatriche ospedaliere e tutte le strutture specialistiche che possono individuare situazioni di possibile pregiudizio; servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza per interventi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione; unità operative di psichiatria; servizi per le dipendenze; servizio per gli interventi di psicodiagnosi, sostegno psicologico  e psicoterapia rivolto a minori con provvedimento penale e alle loro famiglie.

-          Servizi della Giustizia Minorile: Centro di Prima Accoglienza di Milano, Istituto Penale per i Minorenni di Milano, gli Uffici di Servizio Sociale per Minorenni di Milano e di Brescia.

 

Interventi e competenze dell’Autorità Giudiziaria

Un capitolo specifico è, infine, dedicato a articolare gli interventi dell’Autorità Giudiziaria a favore del minore:

-          la segnalazione all’Autorità Giudiziaria;

-          le decisioni giudiziarie sulle responsabilità genitoriali e i rapporti familiari con i figli minori (limitazioni della responsabilità genitoriali, decadenza della responsabilità genitoriale, dichiarazione dello stato di adottabilità)

-          le richieste di informazioni sulla situazione del minore

-          le informazioni dopo la definizione del processo

-          la segnalazione al Giudice Tutelare.

 

A seguire sono poi articolate nel dettaglio le competenze dell’Autorità Giudiziaria attraverso i suoi diversio organi, in particolare:

-          la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni

-          il Tribunale per i minorenni

-          il Giudice Tutelare

-          la Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario

-          il Tribunale Ordinario

-           la Corte d’Appello.


Scarica in PDF