Il rilancio del Reddito di Autonomia lombardo

DGR n.X/5060 del 18 aprile 2016 - Reddito di autonomia anno 2016: evoluzione del programma e misure innovative - (di concerto con il vicepresidente Sala e l'assessore Aprea)

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20 aprile 2016

La Giunta ha approvato la seconda fase del Reddito di Autonomia. Cosa cambia e cosa rimane delle cinque misure della fase sperimentale? L’articolo mette in evidenza le principali evoluzioni e riporta alcuni valutazioni già emerse dal dibattito.



Il Reddito di Autonomia lombardo, le cinque misure introdotte dalla Giunta lo scorso autunno e attivate in via sperimentale nei primi mesi dell’anno, passa alla seconda fase. Dopo le prime sperimentazioni, l’Esecutivo conferma gran parte delle misure rivedendone alcuni criteri di funzionamento e appostando risorse superiori.

Cosa rimane e cosa cambia

Rimangono i voucher per l’autonomia rivolti ad anziani e disabili, il sostegno affitto,  i progetti di inserimento lavorativo e l’abolizione del superticket. Si modifica il bonus bebè diventando Bonus famiglia (non più rivolto solo a secondo e terzo figlio) che riconverte le precedenti misure Nasko e Cresco, che andranno definitivamente a concludersi a maggio. Si aggiunge una nuova misura “Nidi retta zero”, sempre rivolta a famiglie con figli nei primi anni di vita.
In generale si amplia la platea dei beneficiari, poiché quasi tutte le nuove misure prevedono un innalzamento delle soglie economiche di accesso, in alcuni casi addirittura raddoppiate rispetto alle precedenti (es. voucher per l’autonomia).
Si allentano anche alcuni criteri di accesso, che con tutta probabilità hanno concorso ad ostacolare la diffusione delle misure nella prima fase sperimentale: si prevede un target più ampio per i voucher di autonomia (non solo disabilità intellettive, non solo azionai affetti da demenza) e il superamento del vincolo di rivolgersi unicamente a “nuova utenza” ammettendo dunque anche persone già in carico alla rete dei servizi. Si includono le famiglie con figli adottivi per il bonus famiglia, rimaste fuori dal precedente bonus bebè e viene superato il limite della destinazione unicamente per il secondo e terzo figlio. Si consente l’accesso al bonus affitto non solo ai cittadini residenti nei comuni ad alta densità abitativa.
Si introducono poi alcune modifiche nella gestione, prevedendo maggiori spazi di integrazione: il bonus famiglia è gestito dai consultori ma in collaborazione con i servizi sociali dei comuni, i CAV e le associazioni famigliari; il PIL prevede il potenziamento dell’intervento degli enti accreditati, per sostenere il percorso di reinserimento.
Il quantum delle misure rimane invece analogo, 400 euro mensili per i voucher per massimo 12 mesi; 300 euro per il PIL, per massimo 6 mesi; 800 euro per il bonus affitto. Rimane anche, per la gran parte delle misure, il vincolo di residenza di 5 anni.
Complessivamente per il “nuovo” sostegno all’autonomia si mettono in campo circa 90 milioni di euro (in base a  quanto presentato in alcune sedi dalla stessa Regione), dunque il triplo di quanto destinato in fase sperimentale (31 milioni). Purtroppo la Dgr non contiene ancora dettagli su questo fronte e non si riesce a quantificare quante di queste siano effettivamente risorse “fresche” e quante derivino invece dagli avanzi del precedente stanziamento riferito alle misure che non hanno ottenuto il successo atteso.

Le misure in sintesi

Bonus famiglia

Destinatari

Famiglie in attesa di un figlio o con figlio adottivo, residenti da 5 anni in Lombardia e con Isee inferiore ai 20.000 euro

Misura

150 euro/mese per max 1.800 suddivisi in due fasi (6 mesi prima della nascita e 6 mesi dopo) e, per le famiglie con figli adottivi, 150 euro/mese fino ad un massimo di 9 mesi dall’ingresso in famiglia del figlio

Governo

Richiesta, tramite la rete dei consultori, con supporto servizi sociali, CAV e associazioni famigliari. Contributo condizionato alla sottoscrizione di un percorso personalizzato monitorato periodicamente

Risorse

34 milioni di euro, per raggiungere 19mila famiglie potenziali e il 23,5% dei nuovi nati
Nidi retta zero

Destinatari

Genitori con figli nella fascia 0-3 fruitori di nidi pubblici o convenzionati, lavoratori o, se inoccupati, iscritti ai Centri per l’Impiego, residenti da almeno 5 anni in Lombardia e con Isee inferiore a 20.000 euro

Misura

Azzeramento della quota della retta a carico delle famiglie

Governo

Collaborazione con i comuni

Risorse

30 milioni di euro, per raggiungere 13,5mila famiglie potenziali
Voucher autonomia

Destinatari

Anziani +75enni con compromissioni funzionali lievi o disabili (disabilità intellettiva o con esiti da trauma o patologie invalidanti), con Isee inferiore a 20.000 euro

Misura

Fino a 400 euro/mese per max 12 mesi a sostegno di percorsi anche orientati all’autonomia, all’inserimento lavorativo o per migliorare le condizioni di vita famigliare (laboratori espressivi, occupazionali, attività sportive, accompagnamento a eventi…)

Governo

Tramite gli Ambiti e Comuni, attraverso la valutazione multidimensionale e la definizione di progetti individuali

Risorse

9,6 milioni di euro, per raggiungere 2.000 famiglie potenziali
Progetto di inserimenti lavorativo

Destinatari

Disoccupati da più di 36 mesi, senza ulteriori integrazioni, con Isee inferiore a 20.000 euro, che partecipano al percorso di Dote Unica Lavoro

Misura

Fino a 1.800 euro per max 6 mesi

Governo

Accesso mediante Dote Unica lavoro, e gli enti accreditati

Risorse

10.000 milioni di euro, per raggiungere 5.000 beneficiari
Bonus disagio abitativo

Destinatari

Famiglie residenti da almeno 5 anni in Lombardia, in affitto caratterizzate da situazioni di vulnerabilità e fragilità economica conseguenti ad eventi interventi nel 2015 (riduzione, sospensione attività lavorativa – mancato rinnovo contratti per tipologie flessibili – cessione attività lavoro autonomo, decesso portatore di reddito del nucleo)

Misura

800 euro una tantum

Governo

Complementare ad altre azioni regionali, gli ambiti territoriali ottimali devono ancora essere definiti

Risorse

7,4 milioni di euro
Esenzione superticket

Destinatari

Cittadini con reddito familiare fiscale lordo inferiore ai 18.000 euro

Misura

Esenzione ticket aggiuntivo per prestazioni sanitarie di specialistica ambulatoriale

 

Cosa si dice di questo “nuovo” RdA?

In questo mese l’Assessore Gallera ha realizzato diversi momenti di presentazione delle nuove misure, ai comuni, alla rete dei gestori, pubblicamente presso una rete televisiva. Riportiamo alcuni elementi emersi dal confronto.
Alcune modifiche sono state molto apprezzate, in particolare l’allentamento dei vincoli nella gestione operativa delle misure e il potenziamento di alcune funzioni di supporto, che hanno fatto percepire un’attenzione dell’Esecutivo a cogliere elementi di possibile miglioramento nella gestione operativa del RdA. Ridefinizioni che fanno ben sperare in una maggior facilità nel raggiungimento dell’target atteso e dunque in una miglior efficacia complessiva delle misure.
Sui “Nidi rette zero” si sollevano dubbi sulla scelta di indirizzare la misura unicamente alle famiglie fruitrici di servizi pubblici o convenzionati, lasciando fuori i privati. Per alcune famiglie l’accesso al nido privato non è dettato da una libera scelta, ma piuttosto vincolato dall’unica offerta presente sul territorio. Non dimentichiamo infatti che nella nostra regione ci sono ancora quasi 2 comuni su 10 sprovvisti di servizi per la prima infanzia, pubblici o convenzionati (Indagine Istat 2014).
Sempre sulla misura rivolta ai Nidi si sottolinea la grande eterogeneità presente tra i comuni sulle regole di compartecipazione, sia in riferimento alle soglie assunte che alle tariffe applicate, senza dimenticare che purtroppo esistono ancora situazioni per cui l’Isee non viene utilizzato. Dunque l’abbattimento della retta pagata dalla famiglia peserà in modo differenziato a seconda delle regolazioni in atto nei diversi comuni. Ci si domanda poi se la Regione abbia valutato puntualmente i costi, poiché 30 milioni potrebbero “bruciarsi” in poco tempo, rafforzando l’idea di interventi categoriali una tantum (si veda articolo correlato).
In riferimento al voucher per l’autonomia, che oggi accorpa in un’unica misura i diversi interventi destinati ad anziani e disabili, non viene esplicitato a quale Isee si dovrà fare riferimento, se ordinario o ristretto, accrescendo la confusione che già regna in riferimento all’applicazione del nuovo misuratore.
Pur nel generale apprezzamento dell’orientamento a migliorare in itinere le misure, non si comprende perché i dati di monitoraggio non vengano resi pubblici. Ad oggi i risultati della fase sperimentale – quanti beneficiari raggiunti rispetto agli attesi, quante le risorse spese – non sono stati comunicati, se non parzialmente e all’interno di specifici atti di difficile accesso.
Infine si sottolinea l’elevata frammentazione che anche il Reddito di Autonomia concorre a generare, nei confronti dei soggetti deputati alla gestione delle misure (comuni, ambiti, consultori, enti accreditati) e in quelli dei cittadini, che faticano a comprendere su quali sostegni è possibile contare e attraverso quali regole accedervi. Si pensi solo al sostegno alla domiciliarità: oggi in Lombardia sono attive varie misure (sad, adi, B1, B2, Voucher per l’autonomia, RSA aperta) ognuna rispondente a proprie regole, spesso destinate alle stesse categorie di persone.

2018-06-06T11:39:04+00:00 20 aprile 2016|Categories: Anziani, Atti e normative, Disabilità, Minori e Famiglia, Povertà|Tags: |