Lo scorso febbraio il Consiglio di Stato si è pronunciato sul ricorso del Governo in opposizione alle sentenze del TAR Lazio e sono stati parzialmente e definitivamente accolti i ricorsi presentati contro il Dpcm 159/2013 da parte di alcune associazioni di tutela di disabili, che volevano l’esclusione dal computo dell’ISEE dei redditi esenti Irpef ed una equiparazione delle franchigie per disabili maggiorenni a quelle per minorenni. Il Dpcm deve essere dunque rivisto, ma dal momento che le modifiche richiederanno vari mesi, perché dovranno essere necessariamente sottoposte al vaglio di vari organi, e considerata la confusione applicativa delle ultime settimane ed il rischio di contenziosi sul territorio, si è deciso di procedere con una norma transitoria che renda subito applicative le sentenze del Consiglio di Stato.

Quali novità?

Pochi giorni fa, nell’ambito della VII Commissione Istruzione del Senato, all’interno della discussione di un provvedimento riguardante le scuole, il Governo ha presentato un emendamento sull’ISEE. Dopo l’approvazione del decreto legge da parte del Senato, entro fine maggio dovrà avvenire il passaggio alla Camera. Se anche la Camera esprimerà parere favorevole il decreto sarà convertito in legge ed i tempi di entrata in vigore dovrebbero essere brevi. Tale nuova norma avrà un effetto transitorio e decadrà quando entrerà a regime il nuovo regolamento ISEE di revisione del Dpcm 159.
Nel frattempo, sulla base di apposite disposizioni dovrà essere modificato il sistema INPS di calcolo delle DSU, ed entro 30 gg dall’entrata in vigore della norma transitoria gli enti erogatori saranno tenuti ad adeguarsi alla nuova disciplina modificando gli atti che regolano le prestazioni sociali-agevolate rivolte alle persone disabili. Questo, però, varrà ancora una volta solo per i nuovi ingressi ed i rinnovi di prestazione, mentre le prestazioni in corso di erogazione continueranno ad essere erogate secondo la disciplina pre-vigente la legge di conversione. Ciò significa che se l’iter sarà quello ipotizzato è ragionevole supporre che tra qualche mese avremo trattamenti differenziati tra disabili a seconda che già percepiscano o meno una prestazione.
Ma vediamo che cosa modifica l’emendamento.

L’emendamento, in sintesi

Innanzitutto le revisioni riguardano solo le famiglie con componenti disabili o non autosufficienti, tutte le altre famiglie continueranno a vedersi applicato l’ISEE come da Dpcm 159.
Le modifiche impatteranno solo sulla componente reddituale dell’indicatore, mentre la componente patrimoniale rimarrà invariata. Dal reddito verranno poi ‘sfilati’ i trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari, esenti IRPEF, ma legati ad una condizione di disabilità. Quindi l’indennità di accompagnamento o la pensione di invalidità, ma non altri trattamenti quali ad esempio la pensione sociale, l’integrazione al minimo o contributi erogati alle famiglie di sostegno al reddito o di copertura del canone di locazione che continueranno ad essere valorizzati nel computo dell’ISEE modificato.
Verranno eliminate le franchigie e la possibilità di detrarre le spese per l’assistenza personale e per il ricovero in strutture residenziali e la condizione di disabilità e non autosufficienza tornerà ad essere riconosciuta con l’applicazione di una maggiorazione alla scala di equivalenza (+ 0,5).
Quindi in sostanza si ritorna, solo per alcune categorie familiari e solo per ‘un pezzo’ dell’indicatore, all’ISEE del 1998 con le relative criticità (si veda un articolo di Vita.it sul tema). Consideriamone almeno due: come detto più volte, la maggiorazione della scala di equivalenza avrà un effetto moltiplicatore sul reddito e dunque, a parità di condizioni di disabilità, l’ISEE così modificato sarà più favorevole per le famiglie più benestanti; la condizione di disabilità e non autosufficienza verrà ancora una volta ‘livellata’, in quanto sparisce la possibilità di modulazione dell’ISEE in funzione del livello di gravità e del relativo carico assistenziale. Peraltro, alcune prime stime effettuate su “casi tipo” dimostrano che gli effetti dei nuovi ISEE saranno verosimilmente di minor vantaggio e maggior sperequazione degli ISEE da Dpcm 159.

Evidentemente l’urgenza di dare disposizioni ai territori in questa complessa fase applicativa ha portato a scegliere la strada meno complicata e più agibile nell’immediato. Purtroppo, come era forse prevedibile, le conseguenze dei ricorsi e delle successive sentenze, saranno, almeno temporaneamente, quelle di sacrificare un po’ della capacità selettiva ed equitativa dell’indicatore, prerogative prime del processo di riforma dell’ISEE.