Nel presente Vademecum sono raccolti articoli che hanno analizzato il comportamento del finanziamento e della spesa al welfare derivanti sia da politiche allocative nazionali e locali, che per diretta scelta regionale.

Finanziamento nazionale e ricadute sul welfare regionale

L’anno appena trascorso registra un leggero incremento nel sostegno nazionale al welfare locale, dovuto in particolare all’istituzione di nuovi stanziamenti. L’articolo – Manovre di stabilità e welfare 2016 – analizza le indicazioni contenute nella legge di stabilità 2016 e l’andamento dei fondi destinati al sociale. Oltre alla conferma dei fondi “tradizionali” –  fondo nazionale politiche sociali e il fondo non autosufficienza- si aggiungono nuove risorse per il cosiddetto “Dopo di noi” e per l’assistenza per autonomia e comunicazione personale degli alunni con disabilità. Per la Lombardia dunque un totale di quasi 122 milioni di euro per l’anno 2016, che non include ancora la novità più sostanziale, ovvero l’istituzione del fondo nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, data la prematura definizione del riparto regionale.

Finanziamento regionale

Il welfare regionale subisce invece una battuta d’arresto nella crescita registrata nel corso del primo biennio dell’Esecutivo Maroni. Il primo contributo analizza l’assestamento di bilancio 2015 e le previsioni della dotazione del welfare regionale per il biennio successivo, illustrando quanto tale rallentamento riguardi in particolare la diminuzione del finanziamento delle misure in sostegno alla natalità e maternità e del Fondo Famiglia, solo in parte compensate dalla nuova linea di finanziamento legata al Reddito di autonomia (es. Bonus famiglia). Ci si sofferma in particolare sulla specifica vicenda del Fondo sociale regionale, sempre più a rischio nel mantenimento della sua dotazione storica.
Il secondo contributo analizza alcune novità intervenute nella gestione di alcuni fondi da parte della Regione: il fondo nazionale politiche sociali e il Fondo sociale regionale 2015. In entrambi i casi in corso d’anno si è assistito ad un crescente centralismo, non solo nel governo ma anche nella gestione di parte di queste risorse. Cambiamenti che hanno interrogato su possibili cambi di orientamento di una Giunta che, sin dall’inizio del suo mandato, si è invece caratterizzata per aver riposto una rinnovata attenzione all’esercizio delle autonomie locali in materia di welfare.
Il terzo contributo – Confronto Formigoni – Maroni: come cambiano le scelte allocative – analizza invece le scelte nella destinazione delle risorse da parte della Giunta Maroni nel 2015, proponendo una comparazione con il precedente Esecutivo a guida Formigoni. I dati evidenziano come, pur permanendo il peso significativo assegnato al comparto residenziale – caratteristica tipica del sistema lombardo – emergano alcune differenze significative. Sul residenziale si investe meno, crescono sensibilmente le risorse assegnate al sostegno alla domiciliarità integrata, mentre diminuiscono quelle destinate ai consultori.
L’ultimo contributo propone un affondo sulla recente introduzione del Reddito di Autonomia regionale, analizzando il passaggio dalla prima fase sperimentale a quella a regime e, in particolare, l’osservazione delle fonti del suo finanziamento.

Spesa sociale locale

Se la spesa nazionale cresce lievemente e la regionale si assesta, quella locale vive invece una decisa retromarcia. Il primo articolo analizza le evidenze derivanti dall’annuale indagine Istat sulla spesa dei comuni (anno 2012) e illustra la situazione lombarda in relazione alle diverse aree di policy e in comparazione con altre regioni. Ne risulta che la forbice tra spesa media lombarda e quella delle regioni comparabili è in aumento e solo l’area disabilità fa eccezione, mentre ne soffrono in particolare i servizi e gli interventi domiciliari.
L’ultimo contributo del compendio si sofferma sulla spesa sociale dei soli Comuni capoluogo della regione, evidenziando comparazioni e peculiarità dei territori. La fotografia, tra le altre, delinea una significativa diversificazione nell’investimento sul sociale all’interno della nostra regione.