A seguito del Decreto interministeriale dello scorso 26 maggio 2016,  il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’economia e delle Finanze ha dato il via libera alla sperimentazione del “Sostegno per l’Inclusione Attiva” (SIA) sull’intero territorio nazionale. Con Decreto del 3 agosto 2016 è stato reso pubblico anche l’avviso per la presentazione di proposte di intervento per la sua attuazione, progettualità finanziate a valere sul FSE, programmazione 2014-2020 del PON “Inclusione”.
A partire dal 2 settembre 2016 tutti i Comuni italiani hanno, così, cominciato a raccogliere le domande dei cittadini che, se in possesso dei requisiti richiesti, potranno beneficiare della misura. Parallelamente, gli ambiti territoriali sono chiamati a presentare le proprie proposte progettuali finalizzate all’attivazione del sistema coordinato di interventi e servizi sociali che accompagnerà i fruitori dei contributi economici al raggiungimento dell’auspicata autonomia.
Sintetizziamo in questo contributo le principali caratteristiche della misura dal punto di vista degli aspetti operativi per i Comuni e gli Ambiti territoriali e poniamo qualche primo interrogativo rispetto allo scenario che potrà tratteggiarsi nei prossimi mesi.

A chi si rivolge il SIA? I beneficiari della misura

Per accedere alla misura occorre essere:

  • cittadino italiano o comunitario o suo familiare titolare del diritto di soggiorno, o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino straniero in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • residente in Italia da almeno due anni.

Requisiti familiari: presenza di almeno un componente minorenne o di un figlio disabile o di una donna in stato di gravidanza accertata.
Requisiti economici: ISEE inferiore o pari a € 3.000.
Per accedere alla misura, inoltre:

  • non bisogna beneficiare di altri trattamenti economici rilevanti: il valore complessivo di altri trattamenti economici eventualmente percepiti, di natura previdenziale, indennitaria e assistenziale, deve essere inferiore a € 600 mensili;
  • non bisogna beneficiare di strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati: non può accedere al SIA chi è già beneficiario della NASPI (Prestazioni di assicurazione sociale per l’impiego), dell’ASDI (Assegno di disoccupazione) o altri strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati;
  • nessun componente deve possedere autoveicoli immatricolati la prima volta nei 12 mesi antecedenti la domanda oppure autoveicoli di cilindrata superiore a 1.300 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc immatricolati nei tre anni antecedenti la domanda.

Complessivamente, per accedere al beneficio il nucleo familiare del richiedente dovrà ottenere un punteggio relativo alla valutazione multidimensionale del bisogno uguale o superiore a 45 punti[1].

L’accesso ai contributi economici

A decorrere dal 2 settembre 2016 i cittadini in possesso dei suddetti requisiti possono quindi rivolgersi al proprio Comune e presentare la richiesta per il SIA.
Entro 15 giorni lavorativi dalla ricezione delle domande, periodo nel corso del quale i Comuni sono chiamati a svolgere i controlli ex ante sui requisiti di cittadinanza e residenza e verificare che il nucleo familiare non riceva già trattamenti economici locali superiori alla soglia dei 600€ mensili, le richieste di beneficio vengono inviate all’INPS.
Entro i successivi 10 giorni l’INPS controlla il possesso dei requisiti richiesti, verifica il raggiungimento del punteggio minimo previsto, trasmette ai Comuni l’elenco dei beneficiari e invia a Poste italiane, in qualità di gestore del servizio Carta SIA, le disposizioni per l’accredito dei contributi economici, determinati in base alla numerosità del nucleo familiare (vedi Tabella 1) ed erogati bimestralmente.

Tabella 1. Ammontare dei benefici mensili

Nucleo familiare Ammontare del beneficio mensile
1 membro

80 €

2 membri

160 €

3 membri

240 €

4 membri

320 €

5 o più membri

400 €

Complessivamente, le risorse stanziate a livello nazionale per il 2016 sono pari a € 750.000.0000. La quota di risorse per Regione Lombardia, calcolata in proporzione alla quota di popolazione stimata in condizione di maggior bisogno, è pari a € 90.508.818.
La presentazione delle proposte di intervento a cura degli ambiti e la stesura dei progetti individualizzati
Entro 60 giorni dall’accreditamento ai beneficiari del primo bimestre i Comuni, coordinati a livello di Ambiti territoriali, predispongono il progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa, che viene costruito insieme al nucleo familiare sulla base delle indicazioni operative fissate a livello nazionale[2].
È attraverso il PON Inclusione che vengono, infatti, messe a disposizione degli ambiti territoriali complessivamente a livello nazionale una cifra pari a € 486.943.523,00 e per Regione Lombardia € 17.575.507, risorse in questo caso a valere fino al 2019.
Tramite il Programma verranno così rafforzati i servizi di accompagnamento e le misure di attivazione rivolte ai destinatari della misura, senza intervenire sul beneficio economico, che resta a carico del bilancio dello Stato.
Che cosa sono chiamati a fare operativamente ora gli ambiti?
A partire dal 1 settembre ed entro il termine ultimo del 30 dicembre 2016, gli Ambiti sono chiamati a presentare proposte di intervento che dovranno essere articolate secondo tre specifiche azioni ammissibili: Azione A) Rafforzamento dei servizi sociali; Azione B) Interventi socio-educativi e di attivazione lavorativa; Azione C) Promozione di accordi di collaborazione in rete (si veda lo schema di sintesi in Tabella 2).

 

Tabella 2. Articolazione delle azioni ammissibili finanziate con il PON “Inclusione”

AZIONE A – RAFFORZAMENTO DEI SERVIZI SOCIALI A.1 Potenziamento dei servizi di segretariato sociale, dei servizi per la presa in carico e degli interventi sociali rivolti alle famiglie Destinatarie del SIAA.2 Informazione all’utenza e infrastrutture informatiche
AZIONE B – INTERVENTI SOCIO EDUCATIVI E DI ATTIVAZIONE LAVORATIVA[3] B.1 Servizi socio educativiB.2 Attivazione lavorativa, tirocini e work-experienceB.3 Orientamento, consulenza e informazione per l’accesso al mercato del lavoro per i beneficiari del SIA

B.4 Formazione per il lavoro per i Destinatari del SIA

AZIONE C – PROMOZIONE DI ACCORDI DI COLLABORAZIONE IN RETE C.1 Attività per l’innovazione e l’empowerment degli operatori dei sistemi collegati al SIA (es. operatori degli ambiti territoriali, dei Centri per l’impiego, servizi per la salute, istruzione e formazione) finalizzati alla creazione di sinergie di competenze e know-howC.2 Azione di networking per il sostegno all’attuazione delle azioni connesse al SIA (accesso, presa in carico, progettazione)

A seguito delle proposte presentate dagli Ambiti territoriali, il Ministero provvederà alla valutazione delle stesse a decorrere dal 30 settembre 2016, per le domande a quella data pervenute, e successivamente a decorrere dal 15 novembre per le ulteriori domande.
Gli ambiti che vedranno approvate le proprie proposte progettuali potranno così dare il via agli interventi che, coerentemente con le indicazioni operative fornite dalle Linee guida, dovranno prevedere la stipula di  progetti individualizzati con i beneficiari dei contributi economici secondo le seguenti fasi:

a)      Preassessment (pre-analisi), ovvero una prima raccolta di analisi sul nucleo familiare finalizzata ad orientare gli operatori e le famiglie nella decisione sul percorso da svolgere per la definizione del progetto e a determinare la composizione dell’equipe multidisciplinare che dovrà accompagnare e attuare il progetto stesso;
b)      Costituzione delle equipe multidisciplinari, composte indicativamente da un assistente sociale e un operatore dei Centri per l’impiego e da eventuali altre figure professionali identificate sulla base dei bisogni emersi;
c)       Assessment (Quadro di analisi), ovvero identificazione dei bisogni e delle potenzialità di ciascuna famiglia, nonché dei servizi e delle reti familiari e sociali che possono supportarla;
d)      Progettazione, ovvero l’individuazione dell’insieme delle azioni da intraprendere;
e)      Interventi, ovvero l’attivazione del sistema coordinato di interventi e servizi per l’inclusione attiva.

Prime osservazioni sul futuro scenario lombardo

In sintesi, tra i contributi che verranno erogati direttamente dall’INPS e le risorse stanziate attraverso il PON, Regione Lombardia potrà beneficiare allo stato attuale di € 108.084.325,00, cifra che in realtà per i contributi economici comprende solo la quota 2016 (e non fino al 2019 come le risorse PON) e che, pertanto, sarà destinata ulteriormente a crescere.
La Tabella 3 offre un quadro delle risorse a livello provinciale relative all’implementazione dei progetti per il rafforzamento dei servizi di accompagnamento alla misura gestiti dagli Ambiti.

Tabella 3. La ripartizione dei Fondi PON in Lombardia – Dati a livello provinciale

Provincia

Riparto risorse periodo 2016-2019 (€)

Bergamo

1.948.354,00

Brescia

2.222.857,00

Como

1.054.087,00

Cremona

635.382,00

Lecco

597.852,00

Lodi

416.387,00

Mantova

729.052,00

Milano

5.530.079,00

Monza – Brianza

1.593.137,00

Pavia

964.155,00

Sondrio

319.942,00

Varese

1.564.223,00

Totale Regione Lombardia

17.575.507,00

 

Già da una prima lettura di questi numeri si mette in evidenza come per i territori lombardi (ma non solo) questa misura rappresenti sicuramente un’opportunità: le risorse economiche di cui disporranno andranno sì a rafforzare i servizi necessari allo svolgimento delle funzioni attribuite per la presa in carico dei destinatari del SIA ma potranno generare delle ricadute positive anche nei confronti di coloro che non vi accederanno. Come espressamente indicato anche all’interno dell’Avviso pubblico relativo al PON: “le misure di sistema non hanno destinatari diretti, ma sono rivolte indirettamente e prioritariamente ai destinatari del SIA, sebbene possa beneficiarne indirettamente anche l’utenza ad essi assimilabile che trae beneficio dalla costituzione delle reti”. Ciò nonostante, quanto gli Ambiti riusciranno a promuovere progettualità integrate e a cogliere la sfida di “buttare il cuore oltre l’ostacolo”, ovvero utilizzare le risorse di cui potranno disporre non solo per il potenziamento dei servizi esistenti ma anche per la realizzazione di altre tipologie di interventi non presenti nel proprio territorio?
Chi possiamo stimare in Lombardia beneficerà di questa misura?  Relativamente ai potenziali beneficiari, in questo primo mese, una percezione diffusa tra gli operatori dei Comuni attivamente impegnati nella raccolta e trasmissione delle domande all’INPS è che i requisiti per accedervi siano “eccessivamente restrittivi” e che la quota di coloro che a seguito della valutazione multidimensionale del bisogno supereranno il punteggio minimo di 45 saranno residuali.
Monitoreremo con attenzione gli sviluppi dell’attuazione del SIA nei prossimi mesi sia per trovare risposta a questi interrogativi sia a quelli che progressivamente si apriranno.


[1] Si veda per il dettaglio dei punteggi il Vademecum predisposto dal SIA, allegato all’articolo
[2] Si vedano, per maggiori informazioni, le Linee Guida per la predisposizione e attuazione dei progetti di presa in carico del  Sostegno per l’inclusione attiva (SIA) predisposte dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in allegato.
[3] Si precisa che per le azioni B.3 e B.4 le proposte progettuali che verranno presentate dagli Ambiti dovranno prevedere la partecipazione in qualità di partner (o attraverso la formalizzazione di accordi) dei soggetti aventi diretta competenza in materia, ovvero i Centri per l’impiego e gli Enti pubblici di formazione o altre strutture pubbliche competenti in materia sulla base della normativa regionale.