L’avvio del SIA a livello nazionale con la sua attenzione specifica verso le famiglie con fragilità ci richiama alla necessità di offrire un quadro aggiornato dei dati relativi ai cittadini lombardi in condizione di povertà. Proponiamo in questo contributo un “flash” dei principali dati diffusi dalle fonti informative che con periodicità monitorano in Italia e in Lombardia questo fenomeno, quadro che incroceremo con le stime ufficiali sui potenziali beneficiari della misura.

Il contesto dei dati

Nel 2015 a livello nazionale l’ISTAT stima la presenza di 1 milione e 582mila famiglie in condizione di povertà assoluta[1], numero pari a 4 milioni e 598mila individui, il più alto registrato nel corso dell’ultimo decennio.
L’incidenza della povertà assoluta si mantiene sostanzialmente stabile sui livelli stimati negli ultimi tre anni per le famiglie, mentre cresce se misurata in termini di persone. Stesse dinamiche per quanto riguarda la povertà relativa[2]:

  • nel corso dell’ultimo anno aumentano le famiglie in condizione di povertà assoluta in particolare tra le famiglie con quattro componenti (+2,8), soprattutto se coppie con due figli (+2,7) e tra le famiglie di soli stranieri (+4,9);
  • l’incidenza di povertà diminuisce all’aumentare dell’età della persona di riferimento e si amplia per le famiglie con persona di riferimento occupata, in particolar modo se operaio.

Qual è la situazione in Lombardia?
In Lombardia, come nelle altre regioni del Nord-Italia, nonostante l’incidenza sia comunque contenuta rispetto ai dati del Centro Italia e del Mezzogiorno, si registra un aumento del dato sulla povertà relativa, aumento progressivo nel corso degli anni e che sembra non arrestarsi.
Volendo provare a quantificare in valori assoluti la presenza di famiglie e individui in condizione di povertà, l’Associazione Banco Alimentare della Regione Lombardia[3], applicando alla Lombardia il tasso assoluto di povertà assoluta medio del Nord Italia, stima che siano oltre 670.000 le persone indigenti, con un incremento di 100.000 presenze in più rispetto all’anno precedente. Tale numerosità viene ritenuta, altresì, una stima per difetto in quanto è noto come l’incidenza più alta di individui in povertà assoluta si concentri nelle aree metropolitane del nord.
Dal suo osservatorio privilegiato i dati del Banco Alimentare[4] relativi al 2015 ci consentono di entrare un po’ più in profondità relativamente all’evoluzione del fenomeno e alle tipologie di famiglie e individui in condizione di indigenza presenti in Lombardia. Viene, infatti, messo in evidenza come, dal biennio 2008-2009:

  • gli assistiti in Lombardia sono cresciuti del 59% (nella città di Milano del 62%);
  • l’incidenza della povertà sulle famiglie con più figli a carico è aumentata del 250%;
  • è sicuramente importante il dato sulla povertà minorile, laddove i bambini poveri sono i figli delle famiglie numerose, i bambini degli immigrati, dei nuclei monogenitoriali, di genitori privi di un’occupazione, figli di giovani coppie con un lavoro precario.

La platea dei beneficiari del SIA

Ad integrazione di questo scenario vediamo, quindi, qual è la quota di popolazione in condizione di maggior bisogno stimata dall’INPS nell’attribuzione delle risorse relative ai sussidi economici per l’anno 2016 (vedi Tabella 1).

Tabella 1. Platea di beneficiari del SIA – Dato Regione Lombardia (Circolare INPS n. 133 del 19/7/2016)

Quota di popolazione in povertà assoluta*

13,7%**

Quota di popolazione in condizione di grave deprivazione materiale*

12,1%**

Quota di popolazione in famiglie con intensità lavorativa molto bassa*

8,7%**

Quota regionale

12,1%**

Risorse attribuite

€ 90.508.818

*Valore media 2012-2014
** % sul totale nazionale

I valori percentuali registrati rispetto alle altre regioni[5], va precisato, sono da ricondursi al rapporto tra i valori assoluti stimati per Regione Lombardia sul totale nazionale, valori significativi vista la numerosità della popolazione residente.
La quantificazione dei potenziali beneficiari a livello nazionale è stata calcolata dall’INPS sulla base delle seguenti variabili: 1) numero di coloro che, in possesso dei requisiti, hanno presentato una dichiarazione ai fini ISEE nel 2015; 2) numero di coloro che, pur avendo i requisiti, non hanno presentato una dichiarazione ISEE. Come si può vedere in Tabella 2, attraverso l’erogazione dei contributi economici si stima complessivamente di raggiungere a livello nazionale tra 800mila e un milione di persone e, dall’applicazione degli stessi criteri tra 97mila e 121mila persone in Regione Lombardia.

Tabella 2. Stima dei potenziali beneficiari dei contributi economici – Dato nazionale e regionale a confronto (Fonte dati: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali)

Tipologia di beneficiari Stima a livello nazionale Stima Regione Lombardia[6]
Nuclei familiari Tra 180mila e 220mila Tra 22mila e 26mila
Minorenni Tra 400mila e 500mila Tra 48mila e 60mila
Numero persone complessivamente presenti nei nuclei Tra 800mila e 1 milione Tra 97mila e 121mila

 

Quale scenario si prospetta nella nostra regione?

Quantificare con precisione il numero di famiglie e di individui in condizione di povertà è una sfida ancora aperta.
Una cosa, tuttavia, è certa: i dati mostrano valori in lenta ma continua crescita in Lombardia e, sebbene contenuti in termini percentuali, “pesano” in valore assoluto. La densità di popolazione nella nostra regione fa sì che numericamente le famiglie e gli individui in condizione di povertà raggiungano valori importanti. A conferma di questo dato vediamo anche la quota di risorse economiche attribuite a Regione Lombardia a copertura del bisogno stimato.
Alla luce di queste considerazioni, quanto possiamo ipotizzare inciderà il SIA nel rispondere al bisogno delle famiglie lombarde? Quanti, alla luce dei criteri di accesso, riusciranno realmente a beneficiarne? Quali tra le situazioni di fragilità presenti potranno trarre beneficio da questa misura?


[1] L’incidenza della povertà assoluta è calcolata sulla base di una soglia corrispondente alla spesa mensile minima necessaria per acquisire un paniere di beni e servizi che, nel contesto italiano e per una determinata famiglia, è considerato essenziale a uno standard di vita minimamente accettabile. Sono classificate come assolutamente povere le famiglie con una spesa mensile pari o inferiore al valore della soglia (che si differenzia per dimensione e composizione per età della famiglia, per ripartizione geografica e per ampiezza demografica del comune di residenza) (cfr. http://www.istat.it/it/files/2016/07/La-povert%C3%A0-in-Italia_2015.pdf?title=La+povert%C3%A0+in+Italia+-+14%2Flug%2F2016+-+Testo+integrale+e+nota+metodologica.pdf).
[2] La stima dell’incidenza della povertà relativa (percentuale di famiglie e persone povere) viene calcolata sulla base di una soglia convenzionale (linea di povertà) che individua il valore di spesa per consumi al di sotto del quale una famiglia viene definita povera in termini relativi. La soglia di povertà per una famiglia di due componenti è posta pari alla spesa media mensile per persona nel Paese; questa è risultata nel 2015 pari a 1.050,95 euro (+0,9% rispetto al valore della soglia nel 2014, pari a 1.041,91 euro). Le famiglie composte da due persone che hanno una spesa mensile pari o inferiore a tale valore vengono classificate come povere.
[3] L’Associazione Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” Onlus è un Ente non profit che opera in Lombardia dal 1989. Il Banco Alimentare recupera le eccedenze dalla filiera agroalimentare, dalla grande distribuzione organizzata e dalla ristorazione collettiva per ridistribuirle gratuitamente alle strutture caritative che aiutano persone e famiglie bisognose.
[4] Vedi http://cdn.bancoalimentare.it/sites/bancoalimentare.it/files/allegati/2016/10/bilancio_sociale_2015_0.pdf.
[5] Vedi Circolare INPS n. 133 del 19/7/2016 in allegato.
[6] Stima calcolata applicando la quota regionale del 12,1% attribuita dall’INPS nel calcolo delle risorse economiche al numero dei potenziali beneficiari stimati a livello nazionale.