Il 15 gennaio 2017 si concludono i progetti delle Alleanze territoriali afferenti ai Piani territoriali conciliazione 2014-16 avviati con la dgr 1081/2013. La Regione Lombardia ha deciso di dare seguito all’esperienza di sostegno alle misure di conciliazione tra vita e lavoro emanando linee guida per un nuovo piano a valere sul prossimo biennio.
La scelta del legislatore di proseguire con il sostegno alle politiche di conciliazione deriva innanzitutto dai risultati generali prodotti dal Piano in conclusione, di cui si riportano alcuni macro-dati:

  • 63 Alleanze territoriali attivate con l’avvio di altrettanti progetti,
  • l’aggregazione intono ai progetti di oltre 1.100 enti (+138% rispetto al biennio precedente)
  • oltre 47.000 persone e quasi 1.900 imprese che hanno beneficiati di iniziative conciliative
  • 8 milioni di euro investiti, di cui 3 a cofinanziamento diretto degli enti partner delle Alleanze

Si richiama però anche alla risoluzione del Parlamento Europeo del settembre scorso che sancisce la conciliazione come diritto fondamentale di tutti.
Per il proseguimento nel sostegno di misure in favore della conciliazione la Regione stanzia proprie risorse pari a 2,5 milioni di euro, anticipando che queste saranno integrabili anche con altrettante risorse provenienti dai finanziamenti POR-FSE, a cui però si rimanda ad un successivo avviso da emanarsi entro l’anno. I nuovi piani territoriali dovrebbero per cui poter contare su risorse analoghe a quelle dei piani precedenti. Si precisa inoltre che le risorse non spese dalle Alleanze del precedente piano – cosa non così rara – confluiranno in questa nuova programmazione.

Le indicazioni per i nuovi Piani

Governance
Si conferma l’assetto sperimentato con i precedenti piani, ovvero l’articolazione di Reti sovra-territoriali, articolate poi in Alleanze locali. Cambiano tuttavia i perimetri di riferimento poiché si dovranno acquisire i cambiamenti determinati dalla legge di riforma n. 23/2015 e in particolare il passaggio dalle 15 Asl a cui facevano capo le relative Reti, alle attuali 8 ATS – sebbene sembra mantenuta la possibilità di operare anche per sottogruppi.
Le linee guida richiamano l’attenzione per i nuovi piani a semplificare la governance, definendo precisi organismi e attribuendo compiti specifici tra soggetti anche attraverso la formulazione di regolamenti. Si definisce la costituzione di un Comitato a cui sono attribuiti compiti centrali di programmazione, valutazione e monitoraggio dei piani.
Permane l’indicazione che le Alleanze locali siano conformazioni multi-stakeholder, di carattere pubblico-privato, il cui capofila però sia esclusivamente pubblico.

Priorità di intervento
I nuovi piani territoriali dovranno prestare attenzione ad evitare sovrapposizioni e duplicazioni con misure e politiche già attive, quali ad esempio quelle previste dal Reddito di Autonomia con la misura Nidi gratis o quelle derivanti dalle novità introdotte con la Legge di stabilità 2016 sul welfare aziendale (es. conversione dei premi di produttività in voucher servizi), oltre che promuovere l’integrazione con altre programmazioni, a partire da quelle zonali sugli interventi e servizi sociali.
Con i primi 2,5 milioni saranno finanziate prevalentemente pratiche conciliative all’interno delle imprese, spostando l’asse di attenzione anche sulle piccole e piccolissime realtà imprenditoriali. Sarà invece con le risorse del POR che si sosterranno interventi volti ad offrire servizi a famiglie con figli minori (prima infanzia, pre-post scuola, periodi festivi/estivi ecc..).
Queste le priorità di intervento dei piani:

a)   Accompagnamenti e supporti alle imprese, anche di piccole e piccolissime dimensioni, per:

  • usufruire del regime di defiscalizzazione
  • sviluppare contrattazioni territoriali e accordi di secondo livello
  • costruire piani di congedo e di flessibilità
  • adottare modelli di lavoro flessibili e spazi condivisi (co-working, smartworking…)

b)   Sostegno all’avvio di progetti di autoimprenditorialità femminile, nell’ambito dei servizi di conciliazione

c)   Azioni di Time saving per micro imprese artigianali e commerciali, entro i 3 dipendenti

d)   Attività di assistenza e trasporto per accesso ai servizi per lavoratori con soggetti fragili a carico e con carichi di assistenza, purchè non già sostenuti da altri interventi

Si darà priorità di finanziamento a progettualità che:

  • raggiungono target nuovi, non beneficiari di altre misure
  • raggiungano target che operano nel settore della cura e assistenza
  • promuovono misure che favoriscono la permanenza e rientro lavoratrici in servizio
  • sviluppano modelli di lavoro flessibili
  • prevedono la compartecipazione in denaro da parte dei partner delle Alleanze.

Le scadenze e i vincoli di finanziamento

L’adesione alle nuove Reti è prevista secondo la modalità del silenzio assenso, se non espressamente richiesto, ciascun Ente aderente alle precedenti Reti territoriali verrà riconfermato.
Entro il 28 febbraio 2017 le ATS, tramite il citato Comitato, devono predisporre un Documento territoriale di indirizzo sulla conciliazione che orienti la costituzione di Alleanze e la presentazione dei progetti, per arrivare entro il 31 maggio 2017 alla definizione e presentazione dei Piani territoriali, validi sino al 15 gennaio 2019.
All’interno dei Piani dovrà essere prevista almeno una azione di sistema/di rete che assorba dal 20% al 30% delle risorse complessive del Piano.
Il cofinanziamento è mantenuto nella misura del 30%, in denaro come visto o in valorizzazione del lavoro del personale.
Non sono finanziabili studi di contesto, tavoli istituzionali e azioni di monitoraggio e valutazioni di impatto.

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