Cosa cambierà per il finanziamento del welfare locale dopo l’approvazione della Legge di Bilancio per il 2017 (L. 232/2016)?

Analizziamo, innanzi tutto, le novità che arrivano dal fronte nazionale, ovvero dalla Legge di Bilancio per il 2017: si evidenziano dapprima le prospettive per i fondi per le politiche sociali, per poi passare a quelle per il finanziamento dei servizi sociosanitari.
La manovra finanziaria nazionale ha determinato, innanzi tutto, l’ammontare dei fondi sociali per il prossimo triennio:

  • per il Fnps le tendenze sono quelle di sostanziale stabilità/riconferma dei valori 2016;
  • per quel che attiene il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza, invece, si prospetta un lieve incremento (da 400 a 450 milioni per tutto il triennio). C’è da domandarsi se l’incremento sarà adeguato per sostenere l’annunciato percorso di definizione dei livelli essenziali per la non autosufficienza, il processo di revisione della platea dei beneficiari/criteri di riparto tra le regioni in funzione del numero di gravissimi disabili, soprattutto alla luce del potenziale inserimento dell’Alzheimer tra le gravissime disabilità: nel corso del 2017, allo  scopo di  ridefinire i criteri di riparto del FNNA tra le Regioni, sarà condotta un’apposita rilevazione  sul numero di disabili gravissimi di ogni regione e, proprio per effetto di un apposito articolo della L. 232/2016, il morbo di Alzheimer sarà considerato tra le gravissime disabilità oggetto della ricognizione

Tra gli altri processi che attendono il settore nel 2017, quello di un Accordo Stato Regioni per migliorare l’uniformità nei percorsi di integrazione erogazione congiunta dei Lea sociosanitari e utilizzo dei fondi sociali (è stato appena istituito un apposito tavolo di lavoro tra Commissione Salute e Politiche Sociali).

  • Il fondo per il Dopo di noi passa dai 90 milioni del 2016 ai 38 del 2017: il recupero previsto per il 2018-2019 non permetterà comunque un ritorno ai livelli di finanziamento della prima annualità istitutiva.
  • E’ stato rifinanziato anche il neo fondo per le spese relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali, anche se uscirà dall’alveo dei fondi per le politiche sociali per confluire in quelli dell’istruzione.

L’altro grande processo che attende il 2017 è quello del percorso di costruzione di una misura nazionale per la lotta alla povertà : il finanziamento per quest’anno è stato incrementato di  150 milioni dalla Legge di Bilancio, (sebbene si confidi di usare anche residui degli anni precedenti pari a 350 milioni), con prospettiva di crescita nel biennio successivo[2]. Saranno sufficienti a garantire una forma strutturale di reddito di inclusione nazionale? Quale sarà la quota destinata alla Lombardia? Nell’incertezza, prudenzialmente si può intanto far conto sui 150 milioni aggiuntivi rispetto al Decreto Interministeriale del 26/5/2016 (la quota per la Lombardia potrebbe così essere stimata in 108,6 milioni). Da ricordare inoltre che per la lotta alla povertà alcuni territori potranno beneficiare delle ulteriori risorse dei Bandi PON Inclusione (si veda Decreto Direttoriale MLPS n. 11 del 31/01/2017), fonte di finanziamento che tuttavia non potrà essere considerata strutturale e generale.
Altri storici interventi nazionali, quali ad esempio il Piano Nidi, non sono stati di fatto rifinanziati[3], con un sostegno dal Centro ormai rivolto esclusivamente alle politiche di sostegno della domanda (ci si riferisce ai voucher nidi gestiti dall’Inps), invece che al sostegno dell’offerta del welfare locale. Interrotto anche il sostegno del fondo per le politiche per la famiglia, spiazzato dai “premi alla nascita”, contributi monetari erogati dall’Inps ai neogenitori.
Sono intanto comparsi sulla scena altri fondi sociali legati al riconoscimento di “nuovi interventi” rispetto al tradizionale perimetro delle politiche sociali: dal Centro sono stati stanziati infatti 11-12 milioni quali  risorse per le vittime della violenza di genere (oltre al tradizionale fondo per le pari opportunità); nella tabella non sono considerati perché si fa riferimento al perimetro tradizionale.
Complessivamente, quindi il contributo del livello nazionale, rispetto al 2016 si rafforza leggermente in un’ottica triennale: per la Lombardia si stimano circa 115 milioni per il 2017, al netto del Fondo per la lotta alla povertà. Il  ventaglio dei fondi nazionali per le politiche sociali è riportato nella tabella 1.

Tab. 1 – Fondi nazionali per le politiche sociali 2017-2019

2017 2018 2019 quota Lombardia 2016 quota Lombardia 2017
Fnps 311.553.204 307.924.358 312.918.592 39.973.985 39.968.727
Fnna 450.000.000 450.000.000 450.000.000 60.879.000 68.684.000
Fondo DOPO DI NOI 38.300.000 56.100.000 56.100.000 15.030.000 6.396.100
Fondo per la lotta alla povertà 1.180.000.000** 1.704.000.000** 1.704.000.000** 90.508.818* 108.610.582*
Totale 2.049.853.204 206.391.803 223.659.409

* Per il fondo per la lotta alla povertà 2016 è stato considerato il riparto dei 750ml del decr intermin 26/5/2016; per il 2017 sono stati aggiunti i 150 milioni di integrazione al finanziamento della L.232/2016
Per gli altri fondi la quota per la Lombardia 2017 è stata ipotizzata nell’ipotesi di costanza della quota trattenuta dal Mlps e delle percentuali di riparto tra le regioni**Fonte: stanziamento nello stato di previsione Mlps

Che cosa c’è da aspettarsi per il finanziamento dei servizi sociosanitari?

La legge di bilancio ha confermato il fondo sanitario nazionale 2017 a 113 miliardi, 2 in più rispetto al 2016. Poche le speranze che le risorse integrative siano allocate per l’assistenza sociosanitaria, poichè questi incrementi sono quasi integralmente finalizzati ai farmaci innovativi, ai nuovi vaccini e ai rinnovi dei contratti del personale.
Vale la pena inoltre sottolineare che il 2017 dovrebbe essere l’anno di messa a regime dei nuovi Lea: già dal 2016 erano stati destinati 800 milioni all’aggiornamento delle prestazioni assicurate dal SSN, senza tuttavia prevedere alcun fabbisogno aggiuntivo di risorse per i Lea sociosanitari.
In ogni caso, anche i 113 mld non sono affatto una certezza: da ricordare infatti che la manovra nazionale ha confermato gli obiettivi di concorso del comparto regioni al risanamento della finanza pubblica avviato dalla Legge finanziaria per il 2016, lasciando alle regioni l’arduo compito di individuare l’area in cui realizzare i risparmi (risorse autonome, FSN, altri fondi vincolati?). Proprio in questi giorni le Regioni sono chiamate a decidere a quali canali applicare i tagli aggiuntivi per il 2017 (circa 480 milioni[4]): sembra molto probabile che sarà messo in discussione proprio l’importo del FSN e, sulla base di recenti notizie di stampa, non si esclude che  la scure possa colpire anche i fondi sociali.

La manovra regionale

Nel quadro finanziario tracciato dalle politiche nazionali, la Regione ha definito le proprie scelte allocative per il prossimo triennio e quantificato gli stanziamenti per i propri fondi sanitari e sociosanitari (LR 35/2016 e 36/2016 e relativo Bilancio Finanziario Gestionale).
Per i Lea sociosanitari la scelta è stata quella di una conferma degli stanziamenti del 2016 per tutto il prossimo triennio (1.712 milioni), oltre che alcuni finanziamenti ancora in corso di definizione[5].
La situazione dei fondi regionali per le politiche sociali è molto variegata. Rispetto al quadro del 2016 (assestamento), per il 2017 aumentano le risorse per le politiche di conciliazione, senza però continuità nel biennio successivo. Prosegue la discesa del fondo Sostengo – per genitori separati – che si attesterà su 1,8 milioni (nel 2015 erano 4 i milioni destinati a tale intervento). Viene inoltre istituito il finanziamento per “azioni e interventi a favore del lavoro di assistenza e cura svolto dagli assistenti familiari, così come previsto dalla LR 15/2015 (700.000€ annui per tutto il triennio).
Il fondo sociale regionale viene riconfermato sui livelli del 2016 (54 milioni), con prospettive di decrescita nel 2018-2019 (44 milioni). Piuttosto che questo fondo generale e tradizionale, in continuità con le scelte del 2016, la manovra ha scelto di privilegiare nell’allocazione i nuovi interventi sperimentali del filone “reddito d’autonomiaBonus Famiglia e Nidi Gratis che, insieme agli strumenti tecnologicamente avanzati, potranno contare su un budget di 31,5 milioni per tutto il triennio.
Non è chiarito quale sarà il riparto tra le varie misure, ma l’orientamento dovrebbe essere quello di spostare risorse dal Bonus Famiglia a favore di Nidi Gratis: è ciò che emerge dal DCR n. X/1365 con cui si prende atto di uno scarso take up della prima misura e della possibilità di contare su analoghi sussidi nazionali (il bonus bebè dell’Inps si sovrappone al Bonus famiglia), con un effetto di spiazzamento delle risorse regionali. Ci si aspetta, dunque, un incremento delle risorse autonome per Nidi Gratis, tenuto anche conto dell’indisponibilità per il 2017 di una parte dei fondi che avevano finanziato la misura nel 2016 (15,2 milioni del Fondo Nazionale per la famiglia del 2015). In ogni caso, il budget complessivo per le due misure non riuscirà ad assicurare i livelli del 2016 (32[6] milioni per nidi gratis e 15 per Bonus Famiglia). Anche per detti sostegni alle famiglie per l’acquisto di servizi per la prima infanzia va rilevato il rischio di sovrapposizione con le analoghe misure nazionali (Bonus nidi Inps) che pone la necessità di un coordinamento tra gli interventi dei vari livelli di governo.

Tab. 2 – Il budget per il welfare dai fondi nazionali e regionali (escluse risorse Por-Fse)

2016 assestato 2017 2018 2019
Fondi regionali per le politiche sociali (D.s.g.r. 29 dicembre 2016 – n. 14081 Bilancio finanziario Gestionale 2017-2019 , burl 4/2017) Conciliazione 610.033 1.690.633 1.000.000 1.000.000
Trasferimenti alle famiglie per interventi di sostegno in situazioni di disagio economico 2.300.000 1.800.000 1.800.000 1.800.000
Fondo Sociale Regionale 54.000.000 54.000.000 44.000.000 44.000.000
Trasferimenti alle A.I. per il sostegno del sistema di servizi e interventi a favore delle famiglie […] e strumenti tecnologicamente avanzati 35.241.600 31.460.000 31.460.000 31.460.000
Azioni in favore del lavoro di a svolto da assistenti famigliari 700.000 700.000 700.000
92.151.633 89.650.633 78.960.000 78.960.000
Fondi regionali per l’assistenza sociosanitaria (D.s.g.r. 29 dicembre 2016 – n. 14081 Bilancio finanziario Gestionale 2017-2019 , burl 4/2017) Fondo sociosanitario per non autosufficienti 1.598.718.000 1.658.718.000 1.658.718.000 1.658.718.000
Interventi sociosanitari nelle aree materno infantile e dipendenze 60.000.000
Fondo sociosanitario per la famiglia 53.282.000 53.282.000 53.282.000 53.282.000
1.712.000.000 1.712.000.000 1.712.000.000 1.712.000.000
Quota Lombardia fondi nazionali per le politiche sociali (TAB. 1) 206.391.803 223.659.409 ND ND
Totale disponibilità per le politiche sociali 298.543.436 313.310.042 ND ND
Totale disponibilità per l’assistenza sociosanitaria 1.712.000.000 1.712.000.000 1.712.000.000 1.712.000.000
Totale budger per welfare sociale e sociosanitario 2.010.543.436 2.025.310.042 ND ND

Da ultimo ma non per rilevanza, i programmi comunitari. Anche per quest’anno il bilancio regionale evidenzia una disponibilità di 38,5 milioni per la missione “politiche sociali[7] per il 2017 e altrettanti (anzi addirittura di più) per il biennio successivo (Tab. 3). Sono risorse che finanziano, ad esempio il voucher per l’autonomia (a cui sono stati finalizzati finora 10,2 milioni per il 2016-2018) e i bandi per l’inclusione di giovani con problemi di abuso/a rischio di marginalità. E’ difficile, al momento stimare quanto dei 38,5 milioni sarà destinato a bandi per sussidiare la rete tradizionale dei servizi sociali e, quindi, essere considerato nel budget per il welfare territoriale. E’ sicuramente un’ulteriore opportunità per i territori, tuttavia con un diverso grado di garanzie di continuità rispetto ai tradizionali programmi strutturali.

Tab 3 – Fondi POR FSE Missione “Diritti sociali, politiche sociali, famiglia”

Programma 2017 2018 2019
INTERVENTI PER LA DISABILITÀ 12.322.627 17.350.000 14.350.000
INTERVENTI PER GLI ANZIANI 10.611.825 10.300.000 10.300.000
INTERVENTI PER SOGGETTI A RISCHIO DI ESCLUSIONE SOCIALE 8.382.999 9.400.000 9.400.000
INTERVENTI PER LE FAMIGLIE 6.765.000 6.270.000 6.000.000
38.082.451 43.320.000 40.050.000

Fonte: D.s.g.r. 29 dicembre 2016 – n. 14081

Alcune considerazioni di sistema

Quello del finanziamento del welfare è un panorama sempre più composito. Dal livello nazionale sembra essere assicurata una certa continuità dei fondi tradizionali, ma allo stesso tempo sono annunciati obiettivi ambiziosi non sempre compatibili con l’effettivo sostegno finanziario di cui il welfare locale avrebbe bisogno per realizzare riforme strutturali. La situazione delineata con la Legge di Bilancio potrebbe ancora essere soggetta a revisioni, a conferma della eterna mancanza di certezze.
Sia a livello nazionale che regionale c’è un proliferare di interventi sperimentali (rivolti soprattutto al sostegno della domanda) e una continua e affannosa ricerca di soluzioni di finanziamento di brevissimo periodo.  Gli annosi problemi di frammentarietà del sistema di finanziamento del welfare rischiano di aumentare, come anche i pericoli di duplicazioni.


[1] Ciò non significa che automaticamente tale condizione darà accesso agli interventi riservati alle gravissime disabilità.
[2] Lo stanziamento, sull’apposito capitolo dello Stato di previsione del  Mlps arriverà a 1,7 miliardi nel 2018-2019, che si presume includa anche le risorse per la messa a regime dell’ASDI e social card. Nell’incertezza sull’effettiva devoluzione di tutto il fondo ai territori, si preferisce non valorizzare le quote regionali per gli anni successivi al 2017
[3] Nel bilancio dello stato lo stanziamento è di poco più di 6 milioni su base nazionale
[4] Il contributo potrebbe essere più oneroso del previsto  per le regioni a statuto ordinario a causa del rifiuto di alcune regioni a statuto speciale di condividere i sacrifici.
[5] Il fondo per l’abbattimento delle rette in RSA e il budget per la remunerazione della presa in carico dei servizi sociosanitari.
[6] Si tiene conto della DGR 5882/2016
[7] Al netto del programma “interventi per il diritto alla casa” del POR-FSE, somma del finanziamento Ue-Stato-Regioni