Con la dgr 6674 la Regione approva il Programma operativo, e il relativo Piano attuativo, che determina la concretizzazione lombarda della L. 112/2016 e l’impiego delle risorse del Fondo nazionale sul Dopo di noi.

Le risorse

Il Fondo nazionale ha previsto una dotazione complessiva di 90 milioni per il 2016, 38,3 per il 2017 e 56,1 per il 2018.
Per la Lombardia, la dgr regola i primi 15 milioni (15.030.000) per il 2016, ripartendoli tra i 98 ambiti territoriali in base alla popolazione residente compresa nella fascia d’età tra i 18 e 64 anni, indicandolo già come criterio di ripartizione anche per i 6,4 milioni del 2017.
Il piano operativo declina una ripartizione tra interventi gestionali, a cui sono assegnati 8,6 milioni ovvero il 57%, e interventi di tipo infrastrutturale per il restante 43%, quale indirizzo indicativo, lasciando agli ambiti un certo margine di manovra.

 

Interventi gestionali 57% v.a. 8.607.000 euro
Percorsi programmati di accompagnamento all’uscita dal nucleo famigliare o per la deistituzionalizzazione Di cui 31% v.a. 2.668.170 euroI due interventi sono concepiti in un continuum e l’esito finale deve essere l’uscita della persona dalla famiglia o dalla struttura, da realizzarsi in un lasso di tempo definito
Programmi di accrescimento della consapevolezza e dell’abilitazione e lo sviluppo delle competenze per favorire l’autonomia
Interventi di supporto alla domiciliarità in soluzioni alloggiative previste dalla legge (co-housing, gruppi appartamento, abitazione di proprietà) Di cui 63% v.a. 5.422.410 euro
Interventi di permanenza temporanea in soluzione abitativa extra familiare Di cui 6% v.a. 516.420 euro
Interventi infrastrutturali 43% v.a. 6.423.000 euro
Interventi di ristrutturazione dell’abitazione Di cui 2.500.000 euro
Sostegno al canone di locazione e spese condominiali Di cui 3.923.000 euro

 

Le risorse sono distribuite, all’interno dei diversi sostegni previsti, mediante voucher, contributi o buoni, tendenzialmente aggiuntivi (e dunque non cumulabili) alle misure sostenute con risorse regionali o con risorse europee – vedi i voucher per l’autonomia – mentre sono integrabili, quindi complementari, con quelle derivanti dai Fondi nazionali FNPS e FNA, ovvero le misure B1 e B2, seppur prevedendo limiti massimi di spesa.

I beneficiari

La Regione ha stimato 3.597 persone beneficiarie dei sostegni previsti dal Programma operativo per il Dopo di Noi, di cui il 61% frequentanti servizi diurni sociali (SFA e CSE), il 31% nei servizi diurni sociosanitari, a basso bisogno di protezione (CDD, classe SIDI 5) e il restante 8% assistite esclusivamente dalla famiglia.
I beneficiari sono, in coerenza con le indicazioni della legge nazionale, persone con disabilità grave – ai sensi della Legge 104/1992 (art. 3, comma 3) – non determinata da naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità, di età tra i 18 e 64 anni. Nelle diverse misure sono poi indicati cluster di età specifici, a seconda dei sostegni.
I beneficiari inoltre devono essere privi di sostegno familiare o perché mancanti di entrambi i genitori, oppure con genitori non più in grado di fornire sostegno adeguato o, ancora, per cui si considera la prospettiva del venir meno del sostegno familiare.
Una precisazione che farà discutere è il riferimento all’esclusione di persone che presentano comportamenti auto/eteroaggressivi o condizioni di natura clinica e comportamentale che richiedono una protezione elevata.
Rappresenta un criterio prioritario per l’identificazione dei destinatari la maggior urgenza, determinata da:

  • limitazioni dell’autonomia;
  • grado di sostegno da parte della famiglia;
  • condizioni abitative e ambientali;
  • condizioni economiche. Su queste ultime la dgr segnala, in due punti differenti, due diversi riferimenti (Isee sociosanitario nel piano attuativo mentre parla di Isee ordinario nel programma).

Si indicano inoltre criteri prioritari per l’accesso:

  • la mancanza di entrambi i genitori e l’assenza di risorse economiche reddituali e patrimoniali;
  • la condizione di età o disabilità dei genitori che non consentono di garantire nel futuro prossimo il sostegno alla persona disabile grave;
  • l’inserimento in strutture residenziali con caratteristiche molto lontane dai gruppi appartamento, co-housing o situazioni simili alla casa familiare.

I sostegni previsti

La dgr prevede i seguenti sostegni, distinti nelle due tipologie di intervento, gestionale e infrastrutturale.

 

  Target Interventi Sostegni*
Accompagnamento all’autonomiaProgrammi di accrescimento consapevolezze e sviluppo autonomie

Percorsi di accompagnamento dall’uscita dal nucleo/deistituzionalizzazione

 

Età 18-55con priorità 26/45 anni

 

Per persone frequentanti servizi (CSE SFA CDD):Alloggi palestraSoggiorni extrafamiliari

Tirocinio in ambiente lavorativo

Per persone in contesto famigliare:

Frequenza nei servizi diurni utili a sviluppare competenze

Voucher annuo sino 4.800 euroaumentabile sino a ulteriori 600 euro per interventi sul contesto famigliare

 

Supporto alla domiciliarità Priorità alle persone già accolte in contesti promossi dalla legge o persone per cui si prevede un nuovo accessoIndipendentemente dall’età se avviato un percorso di messa a disposizione del patrimonio della persona/famiglia, altrimenti cluster di età privilegiato 45-64 anni Gruppi appartamento e soluzioni di co-housing (non superiori 5 p.l) rispondenti a requisiti di civile abitazione.Se gestiti da un Ente gestore, devono essere autorizzati al funzionamento;se Comunità Alloggio o Comunità sociosanitarie, comunque con ricettività entro i 5 p.l.

 

Voucher residenzialità in gruppo appartamento gestito da Ente: fino a 500 euro/mese per chi frequenta servizi diurni; fino a 700 euro/mese per chi non li frequentaContributo residenzialità per almeno 2 persone che si autogestiscono: fino a 600 euro/mese

Buono per persone che vivono in condizioni di co-housing/housing: buono mensile di 900 euro

Interventi di permanenza temporanea in soluzione abitativa extra-familiare Persone in condizioni di emergenza (es. decesso o ricovero ospedaliero del caregiver…) Ricoveri temporanei di pronto intervento/sollievo, presso gruppi appartamento; co-housing o, se non possibile, presso altre unità d’offerta residenziali per persone con disabilità Contributo fino a 100 euro/die per max 60 gg
Interventi di ristrutturazione dell’abitazione Privilegiato il riutilizzo di patrimoni resi disponibili dai famigliari o da reti associative di famigliari, a seguire – in ordine di priorità – patrimoni di proprietà enti pubblici, edilizia popolare, enti privati non profit onlus** Migliorie per:l’accessibilità (barriere architettoniche);la fruibilità (soluzioni domotiche);

la sicurezza (messa a norma degli impianti)

Contributo fino a 20.000 euro per unità immobiliare, non superiore al 70% del costo di intervento
Sostegno al canone di locazione/spese condominiali Analogo al punto precedente Sostegno agli oneri di locazione e alle spese condominiali Contributo annuale fino a 1.500 euro, non superiore all’80% della spesa sostenuta

*Nella dgr sono indicate le condizioni di compatibilità con le altre misure (es. Rda eB1-B2) e il limite massimo di copertura delle spese sostenute ** Le unità abitative devono essere rese disponibili per almeno 20 anni

 

I tempi e il percorso

A seguito dell’approvazione della dgr, spetta agli Ambiti definire le linee operative per l’attuazione locale di tale programma. Non vengono però date indicazioni rispetto ai tempi entro cui realizzare tali linee, né alle modalità con cui definirle, se non la loro condivisione con l’Associazionismo, il Terzo settore e le ATS, attraverso le Cabine di Regia.
In un punto successivo si definisce come “opportuno” che gli Ambiti emettano avvisi pubblici per consentire l’accesso ai sostegni, per cui si indica il termine del 31 ottobre 2017 prevedendo già – se non utilizzate tutte le risorse a disposizione – la possibilità di un secondo avviso entro il 31 marzo 2018.
Si specifica poi che “le istanze sono presentate da persone con disabilità e/o loro famigliari o chi ne ha la protezione giuridica” ma anche dai Comuni, Associazioni di famiglie e di persone con disabilità, nonché enti di Terzo settore, enti pubblici o privati, “preferibilmente in co-progettazione”.
Quanto al percorso, nel piano attuativo si richiama:

  • la valutazione del caso mediante l’attivazione delle équipe multiprofessionali, date come istituite presso le Asst per la valutazione di bisogni complessi ai fini dell’accesso all’ADI e alle misure dell’FNA (B1 e B2), e composte da medico, infermiere e assistente sociale nonchè integrate da operatori degli ambiti/comuni;
  • l’ultilizzo delle scale ADL e IADL, di cui si indicano anche i punteggi soglia, integrate con la valutazione sociale sul contesto relazionale e di vita. Non si esclude la possibilità di utilizzare sistemi di valutazione dei domini relativi alla qualità della vita, indicati come presenti sperimentalmente nel territorio regionale;
  • la predisposizione di un progetto individuale in cui siano definiti obiettivi, gli interventi necessari, i tempi di realizzazione, le risorse necessarie e la loro origine, condiviso con la persona/famiglia, sottoscritto dalla persona/famiglia. In diverse parti si specifica che il progetto deve essere inteso come un continuum teso a raggiungere, in tempi definiti –entro i 2 anni –, l’autonomia abitativa nelle soluzioni indicata dal decreto ministeriale (gruppi appartamento, co-housing/housing);
  • l’identificazione della figura di case manager che affianca la persona nel progetto, monitorandolo e valutandone l’andamento.