Voucher per l’autonomia: decollano o no?

Analisi della dgr di assegnazione della seconda edizione della misura prevista dal Reddito di Autonomia

di e

14 giugno 2017

La seconda edizione del voucher di autonomia entra nel vivo con le approvazioni delle graduatorie degli ambiti territoriali. Come è andata questa volta? Aumentano gli ambiti aderenti, aumentano i beneficiari ma la misura, complessivamente, fatica a decollare. Vediamo perché.

obiettivo non raggiuntoCon la dgr 5672 Regione Lombardia ha lanciato la seconda fase del Reddito di Autonomia, dando continuità all’avvio sperimentale di una serie di misure orientate a sostenere le persone in condizioni di vulnerabilità. Hanno trovato così prosecuzione i voucher per l’autonomia, concessi ad anziani e disabili per l’attivazione di percorsi in sostegno all’autonomia, vedendovi assegnati complessivamente 10,2 milioni di euro, ovvero il doppio delle risorse della fase sperimentale (si veda un precedente articolo)

Si è appena conclusa l’istruttoria per la selezione dei beneficiari. Il percorso è stato analogo alla precedente edizione: gli ambiti territoriali e i loro comuni sono stati impegnati nella promozione della misura sui territori, nell’accoglienza e valutazione dell’idoneità delle domande e poi nella definizione delle graduatorie. Con il d.d.s 5837 la Regione ha approvato definitivamente l’elenco dei voucher assegnati a ciascun ambito.

Sui risultati che hanno connotato la prima sperimentazione, abbiamo già scritto. Riprendiamo qui solo alcuni elementi di sintesi:

-          basso “tasso di utilizzo” ovvero un numero di beneficiari raggiunti inferiori allo stimato;

-          parzialità nella penetrazione territoriale della misura: 26 ambiti non avevano aderito;

-          rigidità della misura: diversi elementi di vincolo giudicati eccessivamente limitanti.

Ora interessa capire se si registrano elementi di evoluzione, e quali.

 

 

L’adesione territoriale cresce

 

Complessivamente, il numero di Ambiti che hanno aderito formalmente alla misura cresce da 72 a 85 (+13,2%). È un dato, tuttavia ancora da tenere sotto osservazione nei prossimi mesi. Ricordiamo, infatti, che la precedente edizione ha registrato, a seguito dell’approvazione delle graduatorie, un’ulteriore riduzione nel corso dell’attuazione delle progettazioni sui casi, a causa di sopravvenute rinunce da parte dei beneficiari, cambi di percorso o anche decessi (si è passati da 72 a 62).

 

Tab. 1. – Confronto tra ambiti aderenti con voucher definitivi 2016 e ambiti con voucher ammessi 2017

Anno 2016 2017
Provincia Ambiti aderenti Ambiti con voucher definitivi assegnati – v.a. Ambiti con voucher definitivi assegnati – % sul totale Ambiti con voucher ammessi – v.a. Ambiti con voucher ammessi – % sul totale
Bergamo 14 12 85,7 13 92,9
Brescia 7 7 53,8 10 76,9
Como 6 5 55,6 7 77,8
Cremona 2 2 66,7 3 100,0
Lecco 3 3 100 3 100,0
Lodi 1 1 50 2 100,0
Mantova 6 4 66,7 6 100,0
Milano 11 10 58,8 17 94,1
Monza – Brianza 4 4 80,0 5 100,0
Pavia 4 3 33,3 6 66,7
Sondrio 5 4 66,7 6 50,0
Varese 9 7 58,3 7 58,3
Totale Regione Lombardia 72 62 63,3 85 86,7

 

Complessivamente pero, il quadro relativo al 2017 mostra un progressivo miglioramento in termini di copertura nella distribuzione dei voucher sul territorio lombardo: gli Ambiti esclusi dalla sperimentazione diminuiscono da 57 a 25 per quanto riguarda il voucher anziani e da 37 a 21 per quello rivolto ai disabili.

 

Tab. 2 – Dettaglio ambiti senza voucher 2017

2017
Provincia Ambiti senza alcun voucher effettivo ANZIANI  – V.A. Ambiti senza alcun voucher effettivo ANZIANI  – Dettaglio Ambiti senza alcun voucher effettivo DISABILI  – V.A. Ambiti senza alcun voucher effettivo DISABILI  – Dettaglio
Bergamo 1 Monte Bronzone – Basso Sebino 1
Villa Imagna e Villa d’Almè
Brescia 8 Bassa Bresciana Occidentale; Bassa Bresciana Orientale; Brescia Ovest; Oglio Ovest; Valle Sabbia; Bassa Bresciana Centrale; Sebino; Monte Orfano 3 Bassa Bresciana Occidentale;
Brescia Ovest; Valle Sabbia
Como 5 Como; Mariano Comense; Olgiate Comasco; Dongo; Campione d’Italia 2 Como; Campione d’Italia
Cremona - - 1 Cremona
Lecco Dato disponibile a livello provinciale Dato disponibile a livello provinciale
Lodi Dato disponibile a livello provinciale Dato disponibile a livello provinciale
Mantova - - - -
Milano 1 Paullo 3 Corsico; Paullo; Pioltello
Monza – Brianza - - - -
Pavia 3 Mortara; Voghera; Casteggio 4 Mortara; Voghera; Vigevano;
Garlasco
Sondrio 2 Bormio; Sondrio 2 Bormio; Sondrio
Varese 5 Castellanza; Saronno; Varese; Luino
Somma Lombardo
 5 Azzate; Saronno; Varese; Luino
Somma Lombardo
Totale Regione Lombardia 25   21  

 

Da un confronto nel biennio quindi, a livello aggregato, si registra una prevalenza di province che hanno visto un nuovo coinvolgimento di Ambiti non aderenti all’edizione precedente (vedi Brescia, Como, Cremona, Lodi, Milano, Monza, Pavia, Varese). Permangono tuttavia ancora casi di territori (14 ambiti) rimasti fuori dalla sperimentazione, sia per anziani che disabili, alcuni dei quali protraggono l’esclusione della prima edizione (6 ambiti[1]). I motivi non li conosciamo: potrebbe trattarsi della mancata ricezione di domande, di debole promozione territoriale o di una scelta specifica di non aderire. Sappiamo, infatti, che la misura ha richiamato non poche critiche da parte dei tecnici deputati alla sua applicazione, soprattutto per la rigidità dei vincoli posti e delle tempistiche strette della prima edizione, che ha fatto percepire gli ambiti quali meri esecutori senza grandi convinzioni sulla bontà della misura.

 

 

Crescono i beneficiari

 

 

Specularmente alla diffusione territoriale, il dato è in crescita anche sul fronte dei destinatari. Il numero dei beneficiari dei voucher di questa seconda edizione è infatti quasi triplicato, da 352 beneficiari a 899, pur con le cautele già espresse in relazione alla possibile variazione di questo dato in corso di definizione, e poi attuazione, delle progettualità.

In questa seconda edizione si conferma un fenomeno già registrato in precedenza: in alcuni contesti il numero di domande ricevute dai cittadini è stato superiore al previsto e in qualche caso anche il numero di domande poi ritenute idonee sono state superiori al n. dei voucher assegnati. Quei territori hanno visto così un’assegnazione maggiore. Se in passato ciò si è verificato esclusivamente per i voucher sulla disabilità[2], ora possiamo notare come si sia registrato anche, seppur in misura minore, per i voucher anziani[3].

Qualcosa sta accadendo quindi? La misura sta progressivamente entrando nell’operato dei servizi? In questi contesti potrebbe essere migliorata l’informazione sul territorio, non trattandosi più di una misura completamente nuova ed avendo tempistiche meno stringenti. O ancora, potrebbe esserci stata una migliore comprensione dello spazio di utilizzo della misura e ad una miglior capacità di orientamento del bisogno, da parte del servizio sociale. Oppure ancora potrebbe essere l’esito dell’allentamento dei vincoli di accesso, rispetto alla prima edizione (si veda il prossimo punto). Sarà interessante approfondire questo aspetto nel corso dell’implementazione della misura, anche in relazione alla tenuta delle progettualità.

 

 

Una misura però che (ancora) stenta a decollare?

 

Tutte buone notizie dunque? Solo in parte, poiché un evidente incremento la Regione lo aspettava a fronte delle variazioni introdotte: abbassamento dell’età per il voucher anziani, innalzamento della soglia Isee da 10 a 20 mila euro, inclusione della destinazione dei voucher anche al caregiver e superamento del vincolo che fossero persone sconosciute ai servizi, solo per citare le principali. Tanto che, come detto, sono state duplicate le risorse appostate sulla misura e indicati quali destinatari potenziali oltre 2.000 persone a fronte dei 995 della prima edizione (2.139 i voucher potenzialmente assegnabili dagli ambiti).

Bene, dei 10,2 milioni destinati alla partita, ne sono risultati assegnabili effettivamente 8,6 milioni (4,3 per ciascuna tipologia di voucher), corrispondenti alle quote degli ambiti aderenti. Di questi, alla luce delle graduatorie approvate, ne risultano effettivamente destinabili – perché corrispondenti a domande presentate e giudicate idonee – solo 4,7 milioni (1,9 c.a sui voucher anziani e 2,8 su quello disabili), ovvero meno della metà del previsto (46%).

Dunque complessivamente non sembrano esserci grandi evoluzioni sul tema del raggiungimento dei beneficiari: oggi i voucher potranno essere concretamente in mano a un totale di 988 persone (595 persone con disabilità e 393 anziani), al netto delle eventuali variazioni in corso di erogazione che, come detto, sappiamo per l’esperienza precedente possono avere una certa incidenza. Sebbene il dato migliori rispetto alla prima sperimentazione (la % di anziani raggiungibili era solo il 24% di quanto stimato e oggi sale al 37%; quella destinata alle persone disabili da 46% passa a oltre il 55%), il take up rate della misura rimane un nodo critico.

L’esito complessivo, a quanto sembra osservando questi primi dati, è quindi ancora una certa fatica di affermazione della proposta regionale, quale opportunità concreta di sostegno all’autonomia. Non è facile identificarne i motivi. Una sovra-stima della domanda? Difficile crederlo. Una misura progettata male? Cioè una proposta che non incontra la reale esigenza delle persone a cui vorrebbe rivolgersi? Rispetto a questo, il fenomeno delle tante rinunce dovrebbe far riflettere. O ancora, una misura che non è compresa e dunque osteggiata da chi dovrebbe promuoverla? Sempre meno da parte degli ambiti sembrerebbe, che però come abbiamo detto si sono sentiti molto vincolati nella gestione della misura e limitati dallo scarso spazio progettuale assegnato loro, ma anche i gestori stessi dei servizi (sfa, cse, cdi…) che si vedono interpellati nell’inserimento di persone nuove dovendo accettare un elevato rischio di impresa (pagati solo al raggiungimento di un certo n. di accessi). Forse tutti questi motivi insieme, e anche altri, hanno responsabilità di questo faticoso decollo.

Ad onor del vero anche in passato ci siamo scontrati con grandi fatiche nel dare avvio ad altre misure (vedi Rsa aperta), che poi però nel medio periodo hanno cominciato a marciare, anche per effetti compensativi – non sempre voluti – con altre misure (es. RSA aperta e SAD, aumenta l’accesso alla prima e diminuisce il secondo). Questo ci dice certamente che c’è un tempo di stabilizzazione che dobbiamo continuare ad osservare.



[1] Monte Bronzone – Basso Sebino (Bergamo), Campione d’Italia (Como); Paullo (Milano), Voghera (Pavia), Saronno e Varese.

[2] Undici gli Ambiti in cui si è verificato questo fenomeno: Albino (Valle Seriana), Alto Sebino, Seriate e Valle Brembana (Provincia di Bergamo), Rho (Milano), Dongo (Como), Arcisate e Tradate (Varese), Certosa (Pavia), Ostiglia e Viadana (Mantova).

[3] Venti gli Ambiti per quanto riguarda questa nuova edizione, di cui 5 Ambiti hanno registrato questo dato sui voucher anziani e in due casi, Lomazzo-Fino Mornasco (Como) e Suzzara (Mantova), il numero maggiore di voucher ammessi ha riguardato sia anziani che disabili.


Scarica in PDF