Con la D.g.r. X/6716 “Approvazione della Misura Nidi Gratis 2017-2018” del 14 giugno 2017, Regione Lombardia ha confermato anche per l’anno scolastico 2017/2018 la Misura “Nidi Gratis”, misura che nel precedente anno scolastico, ha raggiunto 13.000 bambini e di cui, in un precedente articolo, abbiamo evidenziato potenzialità e limiti.
Di seguito, sintetizziamo alcune dimensioni caratterizzanti la Misura così come dichiarato nella DGR X/6716 ed evidenziamo alcuni punti di attenzione che sarà necessario monitorare nei prossimi mesi di attuazione della misura.

Finalità della misura

La Misura Nidi Gratis si colloca nel più ampio disegno tracciato dal Reddito di Autonomia e ne riprende, in parte, le finalità:

  • riduzione della vulnerabilità economica e sociale della persona e della famiglia a rischio di scivolamento nella povertà;
  • aumento, consolidamento e qualificazione dei servizi di cura socio-educativi rivolti ai bambini;
  • rafforzamento degli interventi e dei servizi per l’infanzia e la riduzione dei rischi di emarginazione ed esclusione sociale, con attenzione alle situazioni di povertà, fragilità e di particolare vulnerabilità, anche attraverso il soste­gno e lo sviluppo delle reti territoriali e il riconoscimento degli interventi di solidarietà organizzata;
  • aumento dell’accesso dei nuclei familiari alla rete dei servizi socioeducativi e a ciclo diurno;
  • incremento di qualità dei servizi sia in termini di prestazioni erogate e di estensione delle fasce orarie e di integrazione della filiera;
  • azzeramento della retta di frequenza sostenuta dalla famiglia, dei nidi e micronidi pubblici o dei posti in nidi e micronidi privati convenzionati con il pubblico nel rispetto della regolamentazione comunale con valorizzazione delle fasce ISEE.

Criteri di ammissione delle famiglie

  • indicatore della situazione economica equivalente – ISEE inferiore o uguale a 20.000 euro;
  • genitori entrambi occupati o se disoccupati avere sotto­scritto un Patto di Servizio Personalizzato;
  • essere entrambi residenti in Regione Lombardia.

Criteri di ammissione dei Comuni

  • compartecipare alla spesa per i servizi per la prima infanzia (asili nido/micronidi);
  • adottare agevolazioni tariffarie a favore delle famiglie, differenziate in base all’ISEE per la frequenza dei bambini ai servizi per la prima infanzia (asili nido/micronidi);
  • essere titolare in forma singola o associata di asili nido e/o micronidi pubblici, e/o
  • avere acquisito nel 2016-2017 posti in convenzione con asili nido e/o micronidi privati e di avere riconfermato per il 2017-2018 i medesimi posti acquisiti in convenzione per il 2016-2017;
  • non aver applicato per l’annualità 2017-2018 aumenti di tariffe rispetto all’annualità 2016-2017 (ad eccezione di adeguamenti con aumenti entro 1,7%, in coerenza con il Tasso di Inflazione Programmata, arrotondamenti dell’importo della retta all’euro per ecces­so o per difetto, aumenti delle rette per le fasce ISEE superiori a € 20.000,00);
  • E’ prevista la possibilità, per i Comuni con asili nido/micronidi comunali che non si siano dotati di regolamento con tariffe differenziate in base all’ISEE, prima di aderire alla Misura e comunque non oltre il 30 settembre 2017, di adottare il regolamento con tariffe per i servizi per la prima infanzia differenziate su base ISEE in coerenza con le tariffe applicate nell’ambito territoriale del Piano di zona.

Risorse destinate

Complessivamente, Regione Lombardia destina per la misura nidi gratis 32.000.000 euro, di cui 25.600.000 sull’annualità 2018 e 6.400.000 sull’annualità 2019 Programma: POR FSE 2014 2020. Nello scorso anno, per la Misura erano stati destinati 26.737.000 e si registra quindi, un incremento significativo che sarà interessante capire se riuscirà ad “arrivare” a famiglie non ancora raggiunte nella scorsa edizione, o se verrà ri-utilizzato da famiglie che hanno giù usufruito della misura.

Caratteristiche della Misura

La Misura prevede sostegno agli individui attraverso “buoni servizio”, con modalità indiretta di erogazione (all’operatore in nome e per conto del destinatario): il buono servizio integra le agevolazioni tariffarie già previste dai Comuni, fino all’azzeramento della quota della retta pagata dalle famiglie, che abbiano i requisiti previsti, per la frequenza dei nidi e micronidi pubblici o per i posti acquistati in convenzione dall’ente locale (Comune in forma singola o associata) in nidi e micronidi privati sulla base di apposita regolamentazione comunale valorizzando le fasce ISEE.
La Misura esclude espressamente uscite di cassa da parte delle famiglie. L’importo transita direttamente dalla Regione ai Comuni.

Tempi e modi di adesione

Ad oggi, è stato emanato l’Avviso/Bando per la manifestazione di interesse da parte dei Comuni, con relative tempistiche e processo di attuazione, ma non è ancora disponibile l’Avviso per la partecipazione da parte delle famiglie alla misura «Nidi Gratis» annualità 2017 – 2018.
Sono previste due finestre, per i Comuni, per presentare domanda di adesione:
– 7 luglio 2017/13 settembre 2017
– 9 ottobre 2017/31 ottobre 2017
La verifica dei requisiti di ammissibilità delle domande sarà effettuata entro 30 giorni di calendario decorrenti dalla data di chiusura della finestra di presentazione on line della domanda.

Le novità

Ampliamento del target
Nel precedente bando, almeno uno dei due genitori doveva essere residente in Regione Lombardia da almeno 5 anni, clausola che non compare nel nuovo Avviso e che allarga decisamente il target dei destinatari anche verso famiglie residenti in Regione da meno di 5 anni.

Ma…in quanti Comuni, per quanti bambini, per quali famiglie?
Nel precedente articolo sulla misura avevamo già segnalato come di fatto, la Misura Nidi Gratis nell’anno scolastico 2016/2017 ha coinvolto un terzo del totale dei Comuni lombardi, il 77% dei Comuni aventi i prerequisiti per accedere alla stessa Misura e il 5,7% della popolazione totale dei potenziali fruitori di servizi 0/3[1].
Sarà necessario capire se le nuove due “finestre” per la presentazione della domanda di ammissione per i Comuni permetteranno un ampliamento dei Comuni e, di conseguenza, un ampliamento del target dei beneficiari: qualora l’ampliamento dei Comuni ammessi alla misura non dovesse verificarsi, la “nuova” Misura andrà a vantaggio di chi ne ha già usufruito, generando una discriminazione ulteriore verso le famiglie che pur possedendo i requisiti di accesso alla Misura, non potranno, per il secondo anno, usufruirne perché residenti in un Comune che non ha i requisiti per accedere alla Misura.
Oltre a questo dato, sarebbe certamente interessante poter valutare, a conclusione della Misura, quante famiglie italiane e quante famiglie di origine straniera avranno usufruito della Misura e se le famiglie fruitrici della Misura si saranno distribuite in modo prevalente in alcune fasce Isee: dati che potrebbero certamente restituire una fotografia delle caratteristiche prevalenti delle famiglie sulle quali la Misura ha avuto impatto.
Non ultimo, sarebbe certamente importante poter valutare, tra un anno, se la Misura avrà avuto un qualche impatto, seppur non previsto, sul sistema d’offerta, facendo registrare un incremento delle domande di ammissione ai nidi o un incremento delle liste d’attesa.

Ancora più lavoro per i Comuni?
Nell’Avviso per i Comuni, si richiama anche il compito, per i Comuni, di “dare supporto, qualora richiesto, nelle modalità decise dal Comune, alle famiglie negli adempimenti amministrativi e formali della Misura Nidi Gratis 2017- nella registrazione al sistema informativo” e di “pubblicizzare la Misura al fine di identificare i soggetti che potrebbero aver diritto al beneficio e che non sono quindi tenuti al pagamento della retta”.
Un ulteriore richiamo ai compiti dei Comuni che rischia di aggravare ulteriormente il lavoro dei Comuni, senza prevedere nessuna forma di compensazione?

Piccoli sforzi per monitorare e valutare…?
Nella delibera di conferma della misura, attenzione specifica è dedicata alla necessità di “misurare l’effettivo livello di raggiungimento degli obiettivi e dei risultati collegati a questa misura”. In particolare, sono specificati due indicatori di esito:

  • il numero de nuclei familiari con figli che la Misura raggiungerà;
  • il tasso dei nuclei familiari partecipanti che al termine dell’intervento dichiareranno una migliorata gestione dei tempi di vita e di lavoro.

Sarà inoltre possibile compilare, da parte delle famiglie, un questionario di customer satisfaction: “Tutte le informazioni saranno raccolte ed elaborate in forma anonima dal soggetto responsabile del bando (Regione Lombardia), che le utilizzerà in un’ottica di miglioramento costante delle performance al fine di garantire un servizio sempre più efficace, chiaro ed apprezzato da parte dei potenziali destinatari della Misura”.
Seppur il disegno di valutazione abbozzato risulti ancora in forma molto grezza e un po’ ingenua (gli indicatori sono espressi in forma generica e non indicizzata in relazione agli outcome auspicati), è decisamente apprezzabile lo sforzo di Regione Lombardia di voler pianificare una azione di valutazione attraverso cui valutare gli esiti della Misura. In questo senso, sarà certamente interessante analizzare il questionario di customer satisfaction che, nella sua declinazione e formulazione, potrà dare dettagli maggiori circa parametri e indicatori intorno ai quali Regione sta pensando la valutazione della misura.

Tante, troppe finalità in una Misura: effetto paradosso?
In più passaggi, nei documenti regionali, viene richiamata, tra le diverse finalità della Misura Nidi Gratis, anche quella di “consolidare e qualificare i servizi di cura socio-educativi rivolti ai bambini”. Nell’analisi delle ricadute della misura, si era già evidenziato come questa misura poco o nulla impatta sulla qualità dell’offerta, perché non sostiene in nessun modo i Comuni nella spesa per i servizi 0/3 anni ed anzi, qualora la misura Nidi Gratis generasse un aumento delle domande di iscrizione ai servizi 0/3, si potrebbe generare l’effetto paradossale di mettere in difficoltà i Comuni nel dover provvedere a un maggior investimento per l’ampliamento del sistema d’offerta a fronte di nessun sostegno finanziario.

 


[1] Va precisato che la misura però non si riferisce a tutte le famiglie con figli piccoli, ma solo a quelle con Isee famigliare fino a 20.000 euro. Tale dato, che rappresenterebbe la reale popolazione potenziale della misura, non è tuttavia disponibile, pertanto l’unica proxy possibile di copertura del target è quella riportata, che dunque è certamente sottodimensionata.
Si stima che circa 500 Comuni lombardi abbiano sul proprio territorio servizi di asilo nido comunali o convenzionati.