Il vademecum 2017, diviso in due parti, compie un excursus  su due temi che, a diverso titolo, sono rilevanti per l’accudimento e le cure di anziani non autosufficienti e soggetti cronici.
In continuità con il vademecum 2016, il primo riguarda il SAD, il Servizio di Assistenza Domiciliare comunale, e il sistema dei sostegni domiciliari nel suo complesso. Il secondo si riferisce alle politiche regionali dell’ultimo anno in materia di cronicità e cure palliative .
Per concludere  con un sorriso, la raccolta  propone un racconto “semiserio” sulla lunga serie di adempimenti, sopralluoghi e controlli a cui è stato soggetta una RSA milanese nell’arco di una sola estate.
Come sempre, il vademecum raccoglie solo gli articoli più significativi per la comprensione dell’argomento trattato:  l’intera produzione è reperibile su questo sito nelle aree tematiche “anziani” e “disabilità”.

Il panorama dei sostegni alla domiciliarità in Lombardia

Proseguendo nel ciclo iniziato lo scorso anno sui servizi di assistenza domiciliare comunali, Lombardia Sociale ha organizzato un focus group di soggetti erogatori. L’indagine, che ha approfondito tre diversi gruppi di tematiche, mirava non solo a cogliere le modifiche/i cambiamenti del SAD ma anche a intercettarne eventuali esperienze di riprogettazione, allargando poi lo sguardo all’attuale sistema complessivo dei sostegni domiciliari.
Il primo articolo, “Il grande puzzle del SAD lombardo 1^ parte”, evidenzia come l’assistenza domiciliare comunale assomigli a un grande puzzle, composto da tanti pezzetti di colore e forma diversi. In questo multiforme contesto, tuttavia, emergono alcune costanti che raffigurano un servizio prevalentemente  rivolto a persone molto gravi e molto vecchie, focalizzato su uno-due tipi di prestazioni, che si occupa di anziani soli, talora non collaboranti e che sempre più funge da “tampone” e da soluzione di emergenza.
Il secondo pezzo, “Pensare a un SAD diverso è possibile – 2” riporta le esperienze di alcuni territori lombardi che, con modalità molto diverse, stanno cercando di ri-progettare o di connotare diversamente il SAD, allo scopo di aprirlo a nuove tipologie di utenza e di rispondere ai bisogni in modo meno prestazionale.
Il terzo, “La rete dei sostegni alla domiciliarità in Lombardia – 3”, tira le fila del percorso compiuto soffermandosi su alcuni punti cruciali nell’odierno panorama dell’offerta e nel percorso degli utenti (informazione, coordinamento delle risorse, presa in carico, integrazione sociosanitaria, case management). Il SAD ha bisogno di rinnovarsi pena la marginalità; i nuovi interventi recentemente introdotti sembrano aver aumentato la complessità di un quadro già parcellizzato e disomogeneo, senza riuscire a ricomporsi in un sistema organico. La rete complessiva dei sostegni alla domiciliarità pare reclamare a gran voce una regia.

Le politiche in materia di cronicità e cure palliative

Dopo le prime linee guida per la presa in carico delle persone affette da malattie croniche, rese note alla fine del 2015 con la DGR 4662/2015, Regione Lombardia ha emanato varie normative mirate a concretizzare il modello individuato nel Piano regionale.
L’articolo “La presa in carico di pazienti cronici e fragili” propone un primo commento della DGR X/6164 del gennaio 2017, che tratteggia – a tratti in modo “criptico” – il complesso percorso di classificazione e presa in carico dei pazienti cronici o fragili. L’obiettivo è quello di collegare i diversi livelli di complessità individuati a un modello di remunerazione omnicomprensiva delle prestazioni necessarie per la corretta gestione dell’assistito. Questa delibera, analogamente a altri atti recenti, introduce cambiamenti sostanziali nel tradizionale approccio sanitario, spostando l’attenzione del sistema verso il governo del percorso di cura analizzato nella sua globalità.
L’articolo “Partecipare o no al nuovo sistema sulla cronicità?” offre alcune riflessioni  sullo scenario che si prefigura a seguito della DGR X/ 6551 del 4 maggio 2017, che riconduce i due atti sopraccitati al contesto normativo del Piano Nazionale della cronicità (da cui l’Accordo tra Stato, Regioni e Provincie Autonome di Trento e Bolzano del 15 settembre 2016). Con questa delibera Regione Lombardia chiede agli attori del sistema sociosanitario di manifestare l’interesse a diventare gestori, co-gestori o erogatori dei percorsi di presa in carico della cronicità;  molti soggetti stanno pertanto riflettendo  sulla decisione da prendere.
Il terzo pezzo, “La riforma delle cure palliative in Lombardia”, analizza la DGR x/5918 del 28 novembre 2016.  A seguito dell’evoluzione della normativa nazionale sul tema, Regione Lombardia avvia un’importante riforma che tutela il diritto del cittadino di accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore. La loro applicazione, specie se precoce, si è infatti rivelata in grado di influire positivamente sulla qualità di vita e di cura delle persone affette da malattie inguaribili.

Per concludere con un sorriso

Il vademecum termina con un articolo serio….. ma non troppo, “Racconto  semiserio di una calda estate”. Il pezzo narra le “tragicomiche” (ma vere) vicissitudini vissute nell’arco di un’estate dall’Istituto Palazzolo Don Gnocchi di Milano, alle prese con una serie pressoché infinita di “normali” controlli e adempimenti burocratici di varia natura. Ovvero: quando la realtà supera la fantasia.