Pur nella logica di continuità delle principali misure, ecco i principali cambiamenti introdotti in questi mesi.

Nidi gratis

Con la D.g.r. X/6716 “Approvazione della Misura Nidi Gratis 2017-2018” del 14 giugno 2017, Regione Lombardia ha confermato anche per l’anno scolastico 2017/2018 la Misura “Nidi Gratis” con uno stanziamento di 32.000.000 euro di cui 25.600.000 sull’annualità 2018 e 6.400.000 sull’annualità 2019 Programma POR FSE 2014 2020.
La Misura, come già descritto in articoli precedenti, prevede l’azzeramento della retta di frequenza sostenuta dalla famiglia, per la frequenza di nidi e micronidi pubblici o privati convenzionati nel rispetto della regolamentazione comunale con valorizzazione delle fasce ISEE.

I dati di attuazione
Nel precedente anno scolastico, Regione Lombardia aveva destinato alla Misura 26.737.000 euro, I Comuni dichiarati idonei erano stati 385 e 13.000 i bambini che avevano usufruito della Misura.

Il nuovo stanziamento
Ad oggi, relativamente al presente anno scolastico e a un incremento di 5.000.000 di euro sulla seconda annualità, le domande di adesione pervenute dai Comuni sono state 394 e al 12 ottobre 2017, sono 361 i Comuni dichiarati idonei e 27 i Comuni ancora in attesa di istruttoria, numeri che confermerebbero una scarsa copertura complessiva della Misura tanto dei Comuni lombardi, quanto del target complessivo delle famiglie con bambini in età 0/3.

Le questioni aperte
Nell’analisi della Misura, lo scorso anno avevamo evidenziato come molti Enti locali, negli anni, avevano previsto forme di compartecipazione diversificate non sempre congruenti con i requisiti richiesti ai Comuni per essere dichiarati idonei. Sarà interessante verificare se i Comuni che hanno aderito alla Misura nella seconda annualità, sono prevalentemente gli stessi della prima annualità o se alla Misura hanno avuto accesso nuovi e altri Comuni che hanno messo in atto una revisione delle proprie modalità di tariffazione e convenzionamento, utile a possedere i requisiti di accesso alla Misura. Un aumento dei Comuni idonei significherebbe certamente un incremento della copertura della Misura anche su territori “esclusi” nel precedente anno scolastico.
In questa stessa direzione, segnaliamo altre dimensioni che sarà utile valutare in questo anno in corso:

  • l’aumento dei bambini e delle famiglie che beneficeranno della Misura (esito auspicato visto anche l’incremento di risorse previsto da Regione);
  • la maggior copertura della Misura: chi usufruirà della misura saranno gli stessi bambini e famiglie dello scorso anno? Quanti “nuovi” bambini e famiglie la Misura raggiungerà?;
  • la ricaduta della Misura sul sistema dell’offerta: lo scorso anno la Misura era, di fatto, arrivata a iscrizioni già avvenute e questa tempistica aveva fatto sì che non si verificasse una crescita delle domande di iscrizione. Nel corso dell’anno invece, l’informazione sulla Misura è circolata tra le famiglie e questa maggior accessibilità della Misura potrebbe certamente generare un aumento delle iscrizioni ai servizi 0/3 e un relativo aumento delle liste d’attesa, fenomeno che sarà importante da monitorare e valutare, tanto in termini di dati quantitativi e di numero dei bambini e delle famiglie raggiunte, quanto in termini di ricaduta e impatto sui servizi.

 

Bonus famiglia

Il Bonus famiglia è una delle misure previste dal reddito di Autonomia, ed è stata approvata e avviata con DGR X/5095 del 29 aprile 2016 in forma sperimentale con decorrenza dal 1 maggio  al 31 dicembre  2016, con uno stanziamento di 15 milioni di euro.
A dicembre 2016, in relazione ai primi dati di utilizzo della misura, con DGR X/5968 la Regione ne dispone il proseguimento fino al 30 aprile 2017, ridefinendo la ripartizione delle risorse rimanenti, mantenendo invariati i criteri di accesso e le modalità di attuazione.
A giugno 2017, la DGR X/6711 riconferma il Bonus famiglia fino al 31 ottobre 2017, presenta qualche primo dato relativo ai primi 10 mesi di attuazione, stanzia ulteriori risorse e ridefinisce alcuni criteri di accesso e modalità di gestione della misura stessa. A questa DGR si affianca la DGR X/6715 che, in risposta ad alcune criticità rilevate attraverso la valutazione della misura, stanzia risorse specifiche dedicate a rafforzare la collaborazione tra i diversi enti coinvolti (Comuni e Ambiti, Ats e Asst).

I dati di attuazione
Tra giugno 2016 e aprile 2017 la misura Bonus famiglia è stata erogata a favore di 9.800 famiglie, con una spesa complessiva di 12.680.000 euro.
A fronte quindi dei 15.000.000 stanziati, sono rimasti 2.300.000 euro di economie, già ripartiti per l’attuazione della medesima misura nel dicembre 2016.

Il nuovo stanziamento
Alle risorse rimanenti dal 2016, pari a 2.300.000 euro, vengono aggiunti 8.500.000 euro a valere sul bilancio 2017, per un totale di risorse disponibile pari a 10.800.000 euro.
Il totale delle risorse fino ad oggi dedicate al Bonus Famiglia è dunque pari a 23.500.000 euro.
A queste risorse la Regione ha aggiunto, con DGR.X/6715, 1.219.500 euro ripartite tra i 98 Ambiti per supportare le famiglie che intendono presentare domanda per ottenere il Bonus famiglia, anche avvalendosi delle associazioni familiari; raccordarsi con la rete dei consultori per la stesura di progetti personalizzati relativi al Bonus famiglia e realizzare spazi informativi dedicati ai bisogni delle famiglie e dei propri componenti, con attenzione particolare alla natalità.

Che cosa è cambiato
Le principali novità introdotte dalla delibera di giugno sono le seguenti:

  • Il requisito di residenza in Lombardia, prima richiesto per un solo genitore del nascituro, è ora richiesto per entrambi i genitori, presumiamo con la volontà di ridurre l’accesso alla misura da parte di donne – soprattutto straniere – di recente arrivo in Lombardia.
  • Il contributo per le famiglie adottive, prima pari a 900 euro, viene equiparato a quello destinato alle gestanti, quindi pari a 1.800 euro.
  • È stata introdotta la possibilità di richiedere anche ai consultori il certificato di vulnerabilità da allegare alla domanda, che prima poteva essere redatto soltanto dai Comuni o dai Centri di Aiuto alla Vita. Questo presumibilmente risponde da una parte alla volontà di favorire una continuità tra la redazione della dichiarazione di vulnerabilità e la definizione del progetto personalizzato, dall’altro è esito della valutazione realizzata, che ha evidenziato una certa difficoltà nella collaborazione tra i diversi enti.
  • Sono state stanziate risorse ad hoc, come sopra riportato, dedicate a favorire l’accesso delle famiglie alla misura ma anche a facilitare il raccordo tra i consultori e i Comuni per la stesura dei progetti personalizzati e il coinvolgimento delle associazioni familiari nell’attuazione della misura.

Le questioni aperte
A fronte delle novità introdotte, sottolineiamo qui alcune questioni che riteniamo fondamentali per la valutazione, anche in relazione all’apprezzabile sforzo valutativo fatto da Regione Lombardia in merito all’andamento della misura:

  • Se, a quali condizioni e sulla base di quali criticità rilevate la misura sarà rinnovata dopo il 31 di ottobre;
  • Quante sono state le domande accolte e a quale tipologia di destinatari sono state destinate le misure: nazionalità; età; fascia ISEE)
  • Quali sono le condizioni di vulnerabilità maggiormente ricorrenti.

Poiché si tratta di dati raccolti automaticamente tramite il sistema SIAGE, un’analisi dettagliata a partire da questi dati potrebbe essere facilmente realizzabile e molto fruttuosa per una valutazione attenta della misura e la sua eventuale proroga o ridefinizione.

 

Sostegno ai genitori separati

Le misure di sostegno ai genitori separati, connessi all’attuazione della Legge Regionale 18 del 2014, che fino all’anno passato si erano concretizzate nella costituzione del Fondo Sostengo e nell’erogazione di contributi economici ai genitori separati in presenza di figli minori, a partire da quest’anno sono state modificate in misure specificamente finalizzate al sostegno abitativo.
L’articolo 5 della L.R 18, infatti, prevede interventi di sostegno abitativo a favore dei coniugi separati o divorziati in condizioni di disagio economico che a seguito di provvedimento dell’Autorità Giudiziaria sono obbligati al versamento dell’assegno di mantenimento dei figli e non hanno la disponibilità della casa familiare.
Con DGR X/5938 del 5 dicembre 2016, Regione Lombardia approva interventi di sostegno con l’obiettivo generale di mettere a disposizione di genitori separati o divorziati, alloggi sociali a prezzi contenuti, per favorire la prossimità rispetto alla dimora dei figli.  Con D.d.s. n° 13448 di attuazione della delibera si definiscono quindi gli impegni e le ripartizioni tra le Ats per la realizzazione di due misure specifiche:

  • l’erogazione di contributi in conto capitale per il ripristino dell’abitabilità di alloggi di proprietà di enti pubblici, privati non profit e di enti riconosciuti dalle confessioni religiose operanti in Lombardia;
  • l’erogazione di contributi di parte corrente a fondo perduto per l’abbattimento del canone sostenuto dagli stessi per la locazione di alloggi a prezzi di mercato e per quelli a canone agevolato/concordato, ai sensi dell’articolo 5 della l.r n. 18/2014;

L’impegno di spesa complessivamente dedicato è di 3.007.500 euro, di cui 1.000.000 di euro dedicato all’erogazione di contributi per il ripristino dell’abitabilità degli alloggi (max 8.000 euro ad alloggio) e 2.007.500 all’erogazione di contributi per l’abbattimento del canone sostenuto per la locazione: 30% del canone di locazione se calmierato o concordato, per un massimo di 2.000 euro all’anno; 20% del canone di mercato, per un totale di massimo 3.000 euro all’anno.
I destinatari delle misure, che in modo evidente sono destinate in particolare ai padri separati, devono avere il requisito di residenza da almeno 5 anni in Lombardia, un ISEE inferiore a 20.000 euro, avere l’obbligo di versamento dell’assegno di mantenimento per i figli, non essere assegnatari della casa coniugale, non essere assegnatari di case ERP e non essere proprietari di immobili.