Quali sono i presupposti del vostro progetto?

L’indice di vecchiaia nel Verbano Cusio Ossola supera grandemente la media nazionale e le trasformazioni economiche, sociali e demografiche degli ultimi anni, hanno portato un indebolimento dei legami sociali. Gli anziani sono stati tra coloro che ne hanno maggiormente risentito con un peggioramento della qualità della vita, che acuisce la percezione di isolamento, soprattutto dei residenti in zone periferiche o montane. Purtroppo le risorse sottodimensionate dei servizi socio-sanitari portano a poter gestire solo parzialmente le problematiche; spesso si riesce a far fronte soltanto alle situazioni emergenziali e con interventi non sempre coordinati. Questi elementi hanno imposto un ripensamento dei servizi tradizionali, mettendo al centro i bisogni della persona anziana ancora autosufficiente, ma con necessità di monitoraggio, relazioni e servizi leggeri di sostegno.
La Cura è di Casa rientra tra i 27 progetti del Bando Welfare in Azione di Fondazione Cariplo ed è stato finanziato nella seconda annualità del programma di Fondazione Cariplo.

Quali obiettivi si propone il progetto ?

La Cura è di Casa, ora giunto a metà del secondo anno di realizzazione,  cerca di ricondurre entro un quadro unitario il problema della fragilità della popolazione anziana per contrastare le situazioni di solitudine e di isolamento e sostenere le famiglie attraverso la realizzazione di attività di monitoraggio, per intercettare precocemente gli eventi acuti e per contrastare il decadimento psico-fisico dei soggetti. Questo obiettivo è da raggiungere mediante la valorizzazione e la messa in rete delle risorse convenzionali e non, secondo una logica di sussidiarietà e integrazione e attraverso lo sviluppo di una cultura di welfare di comunità.
Il progetto vuole aiutare gli anziani ad invecchiare bene a casa propria, migliorando la loro qualità di vita e offrendo un supporto alle famiglie e alla comunità. L’obiettivo è favorire la permanenza dell’anziano vulnerabile nella sua casa, tra i suoi ricordi e le sue abitudini, sostenendo anche le famiglie nella gestione quotidiana della persona.  Il tutto con l’occhio vigile e attento di operatori e volontari, in un’ottica di prevenzione e con il supporto delle tecnologie di comunità.

Quali sono le caratteristiche e i bisogni degli anziani seguiti?

Gli anziani in carico al progetto sono a oggi 234; l’obiettivo è raggiungerne 400 entro aprile 2018, per arrivare a 700 nel 2019.
Si tratta di anziani che vivono sul territorio dell’ASL VCO, che contempla la provincia del Verbano Cusio Ossola e 7 Comuni del Novarese. Nella maggior parte sono donne, hanno un’età media di oltre 81 anni e sono quasi tutti sconosciuti ai servizi tradizionali. Sono persone spesso sole, prive di una rete familiare o sociale capace di rispondere alle loro esigenze: bisogni di monitoraggio e sorveglianza a per l’assunzione di terapie, interventi di fisioterapia/attività fisica adattata per prevenire cadute o per mantenere le capacità motorie residue, aiuto nell’igiene per il bagno settimanale.
I nostri anziani chiedono altresì momenti di socializzazione e compagnia, hanno bisogno di chiacchierare e di relazionarsi per sentirsi ancora parte attiva della comunità. Hanno spesso appuntamenti fissi dal medico, devono ritirare le medicine o fare la spesa ; hanno bisogno di qualcuno che con loro prepari il pranzo perché da soli non hanno più voglia di cucinare. Per tutti questi motivi entrano in gioco i volontari attivi nel progetto, disponibili per supportare queste piccole mansioni quotidiane, come una volta succedeva con le reti di buon vicinato. Per monitorare anche lo sviluppo delle reti territoriali tra l’associazionismo competente è nato il Registro dei volontari LCDC, che oggi conta 74 volontari e punta ad arrivare a 200 volontari a fine progetto. Una delle sfide lanciate da Fondazione Cariplo è proprio questa: riattivare la comunità, ricreare coesione sociale come condizione da cui partire per costruire benessere nel territorio cui si appartiene.

Quali sono gli attori coinvolti? Quale la loro organizzazione?

Il progetto è sostenuto e realizzato da 23 partner, enti pubblici (servizi sociali e azienda sanitaria), residenze per anziani pubbliche e private, tre fondazioni del territorio, associazioni impegnate sul tema dell’anzianità e un centro universitario di ricerca sociale.
Il territorio del Verbano Cusio Ossola è stato suddiviso in 8 aree coordinate ognuna da un Network Manager, figura professionale appartenente a partner pubblici o privati, che gestisce le richieste di assistenza e l’erogazione dei servizi agli anziani, coordinando le risorse umane e di budget messe a disposizione dal progetto nel distretto sociale. Gli interventi ai beneficiari finali sono erogati da operatori professionali (sia dei servizi socio assistenziali territoriali sia dalle residenza per anziani) e dai volontari della rete, a seconda della valutazione effettuata a domicilio dai Care Planner, figura di estrazione socio assistenziale. Il CP rileva i bisogni dell’anziano e, insieme al Network Manager, definisce un piano assistenziale per rispondere alle esigenze emerse e sollevare da alcune incombenze i familiari. Network Manager e Care Planner devono lavorare per creare reti e offrire servizi mirati alle esigenze degli anziani, superando le frammentazioni e le varie appartenenze dei servizi tradizionali per favorire benessere e assistenza all’anziano che rimane a domicilio. Tra pochi mesi questa sperimentazione di welfare comunitario sarà ancora più accessibile grazie alla realizzazione di una piattaforma digitale, rivolta ai beneficiari e ai loro familiari, agli operatori e ai volontari, per gestire la pianificazione coordinata degli interventi ottimizzando le risposte e favorendo un più facile accesso ai servizi e un monitoraggio più puntuale.

Quali i cambiamenti comportati dal progetto?

La rete degli attori è composita: enti pubblici, soggetti privati e terzo settore che insieme collaborano per rispondere alle numerose esigenze e per ricostruire i servizi in senso comunitario.
Anche se i beneficiari diretti sono gli anziani vulnerabili, uno degli obiettivi più importanti è la costruzione di una nuova cultura organizzativa, caratterizzata da un management misto tra pubblico e terzo settore, dove i cittadini vengono ingaggiati per creare partecipazione attiva e costruire comunità. Infatti gli anziani in carico al progetto sono supportati da una rete di monitoraggio composta da:

  • Operatori professionali dei Consorzi comunali dei servizi sociali e delle Residenza per Anziani, che lavorano insieme per offrire assistenza fisioterapica e infermieristica, cura e igiene della persona, attività motorie e supporto psicologico;
  • Volontari formati e cittadini attivi che si occupano della socializzazione, dell’accompagnamento e dell’aiuto nella vita domestica.

Se da una parte si lavora sull’erogazione di interventi e servizi a domicilio, dall’altra si realizzano iniziative dedicate a tutti gli ultra 65enni: ginnastica dolce, corsi di computer, passeggiate nella natura, attività culturali per creare occasioni,  promuovere la salute e rafforzare le relazioni in un’ottica di prevenzione.

Quali sono i principali elementi innovativi?

La richiesta di attivazione e partecipazione della comunità è un elemento di innovatività che Fondazione Cariplo incentiva. Ogni cittadino può sostenere il progetto La Cura è di Casa in diversi modi:

  • Diventando volontario a sostegno degli anziani e donando così idee, tempo e competenze
  • Partecipando agli eventi di progetto
  • Promuovendo le iniziative a favore del progetto
  • Donando un contributo in denaro al Fondo VCO Social. voluto da tutti i Partner e costituito presso la Fondazione Comunitaria del VCO. Questo è un altro elemento fortemente innovativo perché aiuta i partner a sviluppare azioni condivise di raccolta fondi per raccogliere donazioni da utilizzate per integrare l’erogazione dei servizi a favore degli anziani, ridistribuendo le risorse ottenute tra tutti i partner.

Tra le molte iniziative di raccolta fondi segnaliamo Il Biscotto di Emma in memoria di Emma Morano, vissuta nella sua casa di Verbania fino all’età di 117 anni. Il biscotto è prodotto dal laboratorio di pasticceria della Casa Circondariale di Verbania nel progetto ”Banda Biscotti”, che offre ai detenuti una possibilità per ricostruire il proprio futuro attraverso il lavoro qualificato e retribuito. La creazione del gadget Biscotto di Emma è uno di quei processi generattivi in grado di allungare la filiera della solidarietà, che si verificano quando tutta la comunità si attiva per il benessere del proprio territorio.

Quali sono le principali criticità con le quali dovete misurarvi?

  • Le risorse umane, professionali e non. Costruire una rete territoriale diffusa su un territorio molto disperso e capace di rispondere con continuità alle richieste quotidiane delle persone anziane implica poter contare su una forza di risorse umane (professionale e volontaria) numerosa e ben coordinata. Significa progettare continue azioni di ricerca di volontari motivati e formati, capaci e sensibili a entrare in collaborazione con gli operatori dei servizi tradizionali. Questo lavoro richiede molto impegno e non può essere lasciato alla semplice disponibilità delle persone. Allineare questi elementi non è semplice né immediato.
  • Il cambio di mentalità, di governance e cultura organizzativa. Costruire una partnership tra pubblico e privato in una logica collaborativa anziché di rapporti committente/fornitore richiede un cambio di mentalità, lo sviluppo di competenze manageriali da parte del pubblico e di disponibilità alla vera compartecipazione del privato sociale all’interno delle regole dei rapporti tra sistema pubblico e sistema degli Enti del terzo settore. Questa è una sfida che non dipende solo dai sistemi territoriali, ma necessita di un apparato giuridico amministrativo innovativo e semplificato, trasparente ma ancorato alle risorse di quello specifico territorio, di cui si sente fortemente bisogno.
  • Un processo ambizioso. Avviare un processo che ha come ambizione quella di modificare i meccanismi di funzionamento dell’erogazione di servizi in un dato contesto territoriale per rispondere meglio ai cambiamenti del welfare dei prossimi anni significa anche condividere una visione del cambiamento, che non sempre è facile da immaginare e soprattutto da realizzare nelle azioni quotidiane. In questo dev’essere costante l’impegno per coinvolgere il più possibile i partner ad uscire da una logica di servizi tradizionali per abbracciare nuovi approcci, nuove tipologie di utenza e nuove modalità erogative dei servizi

Quali sono, invece, i risultati positivi riscontrati a metà del secondo anno di attività?

  • 234 anziani vulnerabili in carico in tutto il VCO ma vogliamo arrivare a 700;
  • 74 volontari attivi ma ne cerchiamo 200;
  • 39 eventi di promozione per € 101.000 di raccolta fondi per il Fondo VCO Social (ci servono € 300.000);
  • il Biscotto di Emma quale elisir di lunga vita, esempio di economia circolare. E’ un regalo che vale per tre: uno per la persona che lo riceve; due per gli anziani vulnerabili del VCO; tre per le persone che vogliono reinserirsi attraverso il lavoro dopo percorsi di carcerazione.

Perché tutto questo? Per consentire ai nostri anziani di invecchiare bene a casa  loro  grazie all’aiuto di tutta la comunità del Verbano Cusio Ossola. La girandola di Welfare in azione di Fondazione Cariplo si è messa in moto!

 

Info e contatti

www.lacuraedicasa.org (sito in costruzione)
https://www.facebook.com/lacuraedicasa/
https://twitter.com/LaCuraeDiCasa