Durante questo ultimo anno, gli interventi regionali dedicati al contrasto della violenza sulle donne si sono articolati attorno ad alcune principali linee di azione, in parte nuove, in parte nella direzione del consolidamento di quanto già realizzato, ma tutte inquadrate nella cornice del Piano quadriennale antiviolenza definito nel 2015. In particolare:

  • Rilancio e consolidamento delle azioni realizzate dalle reti territoriali per il contrasto alla violenza attraverso la sottoscrizione di accordi con i Comuni capofila per il biennio 2017-2019 (DGR X/6714 del 14 giugno 2017 v. allegati);
  • Attivazione di nuove reti e di nuovi centri antiviolenza in attuazione della DGR 5878 del 28 novembre 2016;
  • Apertura di un albo regionale dei centri antiviolenza, delle case rifugio e delle case di accoglienza (DGR 6712 del 14 giugno 2017 v. allegati)
  • Realizzazione di un protocollo di intesa tra la Regione e le prefetture per la prevenzione e il contrasto alla violenza;
  • Pubblicazione di un albo di avvocati e avvocate adeguatamente formati con il fine di garantire adeguata assistenza legale gratuita alle donne vittime di violenza.

Rilancio e consolidamento delle azioni delle reti territoriali antiviolenza

Con DGR X/6714 del 14 giugno 2017 la Regione stanzia nuovi fondi a favore delle reti territoriali antiviolenza, con due obiettivi prioritari:

  • Sostenere per un ulteriore biennio le attività delle 18 Reti territoriali attive sul territorio regionale, il cui termine era previsto a giugno 2017.
  • Incrementare i Servizi decentrati dei Centri Antiviolenza e potenziare l’ospitalità per le donne vittime di violenza.

I fondi complessivamente stanziati dalla Regione sono pari a 3,7 milioni di euro, di cui 2.847.327 euro sono dedicati al Sostegno delle Reti Territoriali e 846.461 euro al secondo obiettivo.
Le risorse sono destinate alle 18 Reti territoriali già esistenti, attraverso i Comuni capofila, e nello specifico (così come definito nel decreto n°8601 del 13 luglio) possono finanziare:

  • Per quel che riguarda le Reti Territoriali le attività relative alla gestione della governance della rete e del Comune capofila e le attività e i servizi dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio aderenti alle reti.
  • Per quel che riguarda il secondo obiettivo, le risorse possono finanziare l’incremento dei Servizi decentrati (intesi come sportelli, che possono anche essere attivati presso altri enti della rete o dislocati sul territorio, dedicati a facilitare l’accesso delle donne vittime di violenza al Centro antiviolenza e ai servizi specialistici della rete territoriale) e l’incremento della disponibilità di ospitalità presso le case rifugio e i centri di accoglienza.

Il termine per la presentazione dei progetti da parte dei Comuni capofila è stato il 2 ottobre 2017, e la tempistica indicata prevede che entro il 30 novembre, previo un incontro con i Comuni, la Regione provvederà a approvare l’elenco dei beneficiari e entro il 31 dicembre 2017 a sottoscrivere gli accordi di collaborazione.
Per LombardiaSociale sarà dunque oggetto dei prossimi mesi un approfondimento in merito ai progetti approvati e alle modalità di prosecuzione e rilancio delle attività da parte delle Reti lombarde.

Attivazione di nuove reti e di nuovi centri antiviolenza

Oltre a proseguire l’attività delle Reti territoriali già attive, coerentemente con quanto definito nel Piano quadriennale, la Regione, sempre nel mese di luglio, con decreto 2167/2017 ha definito le modalità attuative per l’attivazione di nuove reti territoriali e di nuovi centri antiviolenza all’interno delle reti già attive.
Per quel che riguarda le Reti territoriali, l’avviso è stato destinato a Comuni candidati a diventare capofila di reti territoriali operanti alternativamente o su un territorio con una popolazione complessiva di almeno 100.000 abitanti o relativo ad almeno due ambiti distrettuali. Le caratteristiche delle reti territoriali rimangono invariate rispetto alle precedenti 18 già attive quanto a composizione e finalità, e il contributo regionale dedicato è definito nella somma massima di 100.000 euro per ogni nuova rete.
Per quel che riguarda, invece, la creazione di nuovi Centri antiviolenza hanno potuto presentare domanda i Comuni già capofila di Reti territoriali attive per un contributo economico previsto pari a 60.000 euro per ogni nuovo centro.
Vista la tempistica prevista dal bando, la regione dovrebbe già aver sottoscritto gli accordi di collaborazione con i Comuni beneficiari e dunque anche l’esplorazione di come e in che termini si modifica il panorama delle reti territoriali lombarde sarà oggetto di un nostro approfondimento nei prossimi mesi.

Apertura di un albo regionale dei centri antiviolenza, delle case rifugio e delle case di accoglienza

L’azione che, tra quelle promosse i questi mesi, ha creato maggiore dibattito tra quanti in Lombardia si occupano di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne è relativa all’apertura di un albo regionale dei centri antiviolenza, delle case rifugio e delle case di accoglienza, definita con DGR X/6712 a giugno 2017. I termini del dibattito, che saranno esplorati in altri approfondimenti, hanno riguardato, in particolare, i criteri di ammissibilità all’albo per le diverse tipologia di struttura e la tipologia di dati richiesti ai centri una volta inseriti nell’albo.
I termini per la presentazione delle domande si sono chiusi alla fine del mese di settembre e anche questo procedimento, come gli altri qui illustrati, si trova al momento in via di conclusione e sarà quindi possibile capire quanti centri hanno aderito all’iniziativa e con quale distribuzione sul territorio regionale.

Protocollo di intesa tra Regione e Prefetture

Il Piano quadriennale regionale ha tra i suoi diversi obiettivi quello di attivare specifici protocolli regionali con le Forze dell’Ordine per regolare attività di interesse comune nel contrastare e prevenire la violenza sulle donne. Con DGR X/6473 La Regione approva un protocollo di Intesa con le Prefetture – UTG lombarde nella quale si definisce, come azione prioritaria, l’attivazione di percorsi di formazione e specializzazione rivolti al personale delle Forze dell’Ordine.
La definizione e l’articolazione dei percorsi formativi, nonché il loro monitoraggio nel tempo, è posta in capo ad un gruppo tecnico composto da rappresentanti regionali, rappresentanti delle Forze dell’Ordine (Polizia di Stato e Carabinieri), un rappresentante del sistema giudiziario, un rappresentante del sistema sanitario e un docente universitario.
Oltre alla promozione di percorsi formativi il Protocollo richiama e promuove la collaborazione tra le stesse Forze dell’Ordine e le Reti territoriali antiviolenza attive sul territorio regionale, delle quali le Forze dell’Ordine – secondo quanto espresso nel Piano Regionale – dovrebbero essere parte attiva e sostanziale.

Pubblicazione di un albo di avvocati formati sul tema per fornire assistenza legale alle donne vittime di violenza

Sempre nella logica di promuovere e diffondere competenze e sensibilizzazione sul tema del contrasto alla violenza sulle donne, in ottemperanza della L.R. 11 del 3 luglio 2012 e coerentemente con il Protocollo siglato con l’Ordine degli Avvocati di Milano nel 2016, la Regione ha realizzato nello scorso anno alcuni percorsi formativi rivolti ad avvocati lombardi, finalizzati a formare e sensibilizzare sul tema e a garantire una preparazione adeguata a relazionarsi con le donne vittime di violenza e offrire informazioni e assistenza. A seguito di tali percorsi formativi, viene dunque reso pubblico l’elenco degli avvocati che hanno portato a termine la formazione e che possono fornire assistenza legale in forma gratuita alle donne vittima di violenza.