Quali sono i dati oggi relativamente alla presenza di minori stranieri non accompagnati in Italia e nella nostra Regione?

Per minore straniero non accompagnato (msna), così come definito dalla Legge 47/2017, anche conosciuta come Legge Zampa, si intende “il minorenne non avente cittadinanza italiana o di altri Stati dell’Unione Europea che, non avendo presentato domanda di asilo politico, si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato privo di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell’ordinamento nazionale”.
Dal 2012 ad oggi, stiamo assistendo ad un costante aumento di minori stranieri non accompagnati nel nostro Paese, fenomeno ovviamente fortemente connesso con l’andamento dei flussi migratori più ampi.
Come si può osservare nella tabella di seguito riportato, dal 2014 al 2017, i minori stranieri soli censiti e presenti nel nostro Paese hanno visto un incremento dell’80% e un importante aumento anche della componente femminile.

2014 2015 2016 2017*
Maschi 9.961 11.371 16.208 17.217
Femmine 575 550 1.165 1.291
Totali 10.536 11.921 17.373 18.508

* dati al 31 novembre 2017
Fonte Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – Direzione generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione

[1].

Può essere utile anche ricordare che nel 2016, il 14,2% delle persone complessive arrivate via mare nel nostro Paese erano minori e di questi, il 91% erano bambini e ragazzi soli, un dato impressionante se paragonato a quello della Grecia in cui bambini e ragazzi soli erano “solo” il 9% dei minori giunti nel Paese.
Nel 2017, i Paesi da cui provengono prevalentemente i minori sono Gambia, Guinea, Egitto Albania, Eritrea, Costa D’avorio, Nigeria, Mali, Senegal, Bangladesh.

Ripartizione dei minori per cittadinanza

tabella 1

Fonte Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – Direzione generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione.

A novembre 2017 inoltre, dei 18.508 minori stranieri non accompagnati presenti e censiti in Italia, 1.155, il 6,2%, sono presenti e censiti in Lombardia, dato per cui la Lombardia si pone al terzo posto tra le Regioni italiane per numero di bambini e minori soli censiti e ospitati e di questi, più della metà sono accolti in comunità educative e progetti di  affido familiare del Comune di Milano (a fine 2017 il Comune di Milano ospitava 762 msna in comunità educative e 30 in affido famigliare[2]).

Ripartizione dei minori per regione di accoglienza

tabella 2

Fonte Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – Direzione generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione.

Quali sono ragioni e cause dell’aumento dei minori stranieri non accompagnati?

Occorre chiederci la ragione dell’aumento dei msna: da un lato l’aumento dei flussi migratori da sud a nord, ma anche l’assenza per alcune nazionalità, de facto, di vie per regolarizzarsi da maggiorenni. Da paesi come Albania, Egitto e Kosovo i giovani sanno che o emigrano in Italia entro i 18 anni, oppure il permesso di soggiorno diventa pressoché irraggiungibile. Bisogna problematizzare il fatto che l’Italia non emette più decreti flussi da anni, né offre vie per la regolarizzazione dei migranti: questa scelta non ha per nulla arrestato le migrazioni, ma ha prodotto un aumento esponenziale – e talvolta strumentale – delle domande di asilo per i maggiorenni e l’abbassamento delle età di partenza (da minorenni appunto) per alcune nazionalità.
È anche vero che nel 2017 si è registrata una riduzione del 39% degli arrivi rispetto al 2016, da inserire nel più ampio calo degli arrivi con gli sbarchi. Questo calo è certamente dovuto agli accordi con la Libia di quest’estate, ma di fatto ha generato qualcosa di ancora più drammatico: la maggior parte dei minori stranieri soli non sono arrivati in Italia, ma sono detenuti, torturati e abusati nei centri di detenzione libici, o, come ha recentemente mostrato un servizio della CNN, venduti alle aste umane dei mercati.

Ad aprile 2017, è stata finalmente approvata la Legge 47 specifica per i minori stranieri non accompagnati. Quali sono, secondo Lei, gli elementi qualificanti questa legge?

La legge 47/2017, anche conosciuta come Legge Zampa, è la prima legge nazionale che definisce un quadro giuridico nazionale specifico per i minori stranieri non accompagnati.
Ci sono alcuni elementi specifici di questa legge che credo sia importante nominare, non potendo qui descrivere la legge nel suo complesso:

  • la legge introduce la necessità di prevedere e allestire un sistema organico, specifico e dedicato di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati, con strutture dedicate alla prima accoglienza in cui i minori devono permanere da un minimo di 30 a un massimo di 60 giorni, e un sistema di seconda accoglienza in centri sempre dedicati che aderiscono allo Sprar. Un cambiamento davvero importante, se pensiamo che prima della Legge i minori stranieri non accompagnati erano ospitati in Cas e Sprar insieme ad adulti, in assenza di qualsivoglia protezione ed esposti a rischi di sfruttamento e abuso;
  • la legge introduce standard omogenei a livello nazionale, per l’accertamento dell’età e l’identificazione, alla presenza di un mediatore culturale durante i colloqui;
  • un elemento importante della legge è la definizione di azioni e provvedimenti a garanzia della protezione dell’interesse del minore: la figura del tutore volontario, l’affido in famiglia, il prevedere procedure specifiche per il ricongiungimento e il rimpatrio assistito sono tutte azioni che vanno in quella direzione;
  • il diritto alla salute e all’istruzione e una attenzione al prosieguo di questi diritti fino al ventunesimo anno di età;
  • il diritto all’ascolto nei procedimenti amministrativi e giudiziari e all’assistenza legale (attraverso gratuito patrocinio).

Quanto alla figura del tutore volontario, novità importante introdotta dalla legge, ciascuna Regione ha emanato un bando per individuare i futuri tutori, affidando il coordinamento al locale Garante dell’Infanzia.
Il tutore volontario è un privato cittadino che si assume la tutela di un minore straniero non accompagnato o di più, nel caso di fratelli e sorelle. Nello specifico, svolge compiti di rappresentanza legale, persegue il riconoscimento dei diritti della persona minore senza alcuna discriminazione, ne promuove il benessere psico-fisico, vigila sui percorsi di integrazione ed educazione tenendo conto delle capacità, inclinazioni, aspirazioni del minore ed amministra l’eventuale patrimonio del ragazzo. Importante anche ricordare che il tutore volontario non sostituisce le figure, professionali, già previste nei processi di presa in carico e assistenza (educatori, assistenti sociali), ma è “una persona su cui contare”, un adulto di fiducia e di riferimento in più.
Possono diventare tutori volontari tutti i cittadini italiani o dell’Unione Europea, residenti in Italia, con età superiore ai 25 anni, che godano dei diritti civili e politici, non abbiano riportato condanne penali e non abbiano in corso procedimenti. La Legge prevede, di fatto, che i minori restino in carico ai servizi sociali e vivano in comunità, ma possano avere un riferimento importante nel loro percorso di vita e di integrazione sociale, scolastica, relazionale, giuridica…
L’attività del tutore è volontaria e gratuita.

A proposito della figura del tutore volontario, Regione Lombardia come si è attrezzata e quali sono le azioni messe in campo dal Garante?

La Lombardia ha pubblicato l’Avviso per la selezione, la formazione e l’iscrizione negli elenchi dei tutori volontari per i minori stranieri non accompagnati il 19 luglio 2017 e in circa due mesi ha raccolto oltre 300 adesioni: 141 dal capoluogo, 25 da Bergamo, 22 Monza, 17 Varese, 16 Brescia, 12 Como, 11 Lecco, 8 Pavia, 6 Lodi, 4 Mantova, 2 Sondrio e 1 Cremona. Ad oggi, sono 265 le candidature ritenute idonee.
L’Avviso di luglio 2017 prevedeva anche, come da indicazioni della Legge, l’avvio di una “formazione mirata e multidisciplinare, finalizzata non a creare un professionista della tutela legale, ma una persona qualificata che abbia le conoscenze per adempiere ai suoi doveri con responsabilità, efficienza ed appropriatezza relazionale”. Non ultimo, una volta conclusasi la formazione, Regione Lombardia, nello stesso bando dichiara l’impegno a garantire un supporto e una supervisione costanti dei tutori volontari, attraverso anche incontri formativi periodici.
Quanto, all’avvio dei corsi di formazione, la nostra Regione ha accumulato un notevole ritardo. A fine ottobre 2017, nessun corso di formazione era ancora stato avviato in Lombardia, a differenza di molte altre Regioni italiane, come si può ben notare dalla tabella di seguito:

tabella 3

Fonte: www.vita.it, Sara de Carli, Corsi partiti: in formazione 2.390 tutori volontari per minori non accompagnati, 26 ottobre 2017

Il 12 gennaio ha preso finalmente il via il primo percorso formativo a Milano e a seguire, partiranno altri due corsi, rispettivamente a Milano e Brescia. La frequenza del corso costituisce il passaggio fondamentale necessario per l’iscrizione al registro dei Tutori volontari presso il Tribunale per i minorenni.

Quali sono ad oggi, le criticità che Lei individua, per una piena attuazione della Legge nella nostra Regione?

In Lombardia, ancora oggi, ci sono minori non accompagnati accolti per mesi in centri inadatti, numerosi e per maggiorenni, o minori non accompagnati che dormono per strada poiché “non c’è posto” nell’accoglienza. La Legge Zampa fissa giustamente degli standard di alto livello da raggiungere. Purtroppo in molti casi sono ancora un miraggio. Occorre che il Governo emani i decreti attuativi nel più breve tempo possibile, ma sarà poi compito e impegno specifico degli enti locali – penso al ruolo del Garante – promuovano una piena attuazione nelle singole Regioni.
In particolare:

  • rispetto alla primissima accoglienza, servono chiare norme di attuazione e indicazioni agli organi di pubblica sicurezza rispetto alle modalità dell’identificazione dell’età del minore, un ambito sinora caratterizzato da prassi operative disomogenee nei diversi territori. Occorrono linee guida sul primo colloquio con il minore svolto dal personale qualificato del centro di prima accoglienza e la definizione dei contenuti della cartella sociale che accompagnerà il minore lungo il suo percorso, insieme alle responsabilità di chi la compila. Servono istruzioni dettagliate per le Questure sulle modalità per consentire ai minori di presentare autonomamente la richiesta di permesso di soggiorno per minore età;
  • riguardo all’accoglienza risulta necessario il rafforzamento del sistema ordinario anche attraverso un investimento crescente di risorse sulla seconda accoglienza in capo allo Sprar. I CAS vanno considerati luoghi di accoglienza residuali da attivare solo in caso di reale emergenza e arrivo imprevisto e sproporzionato;
  • servirebbe una direttiva regionale per attuare ciò che la Legge Zampa sancisce, una tra tutti l’iscrizione obbligatoria dei msna al Servizio Sanitario Nazionale anche prima del rilascio del permesso di soggiorno, con indicazioni che consentano di superare le difficoltà burocratiche derivanti dall’assenza di Codice fiscale o di un indirizzo di residenza. Ancora oggi molti Uffici respingono le richieste e le situazioni si sbloccano solo a fronte delle insistenze degli educatori che accompagnano i minori;
  • già nei centri di prima accoglienza va garantito da subito ai minori l’inserimento scolastico, l’accesso alla formazione professionale e l’accompagnamento all’inserimento lavorativo;
  • occorre pensare delle forme – e valorizzare quelle già esistenti – di accompagnamento all’autonomia dopo il compimento dei 18 anni e/o il termine del proseguo amministrativo (21 anni).

C’è poi il tema del monitoraggio dell’accoglienza e degli standard da rispettare. Credo che i tutori volontari potranno svolgere un ruolo importante di osservazione e monitoraggio, anche a protezione dei diritti del minore e sarò importante, valorizzando anche  il tessuto associativo, che siano introdotti degli strumenti di monitoraggio specifici per gli interventi e i progetti specifici rivolti appunto a minori stranieri non accompagnati.

 


[1] Si rimanda al sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per accedere ai report dei singoli anni.
[2] Fonte Comune di Milano – Stati Generali dell’Immigrazione organizzati dall’Assessorato alle Politiche sociali e Diritti, novembre 2017.