Il report del Centro nazionale presenta i dati relativi ai minori che – a livello nazionale – si trovano temporaneamente fuori famiglia, accolti in strutture residenziali o in affidamento familiare, aggiornati al 31.12.2014.

Bambini e ragazzi fuori famiglia in Italia

Secondo il rapporto, i bambini e i ragazzi che si trovano, per diverse ragioni, al di fuori della propria famiglia di origine sono complessivamente, a livello nazionale, 26.420. Di questi, il 53% si trova in affido famigliare, mentre il 47% è collocato in comunità residenziale . Per quanto riguarda l’affidamento familiare, a singoli, famiglie e parenti, sono complessivamente 14.020 i minori coinvolti , pari a 1,4 per mille della popolazione minorile residente in Italia. Si tratta di un dato che si è assestato in maniera stabile negli ultimi anni (dal 2008 ad oggi), con una variazione di poche unità nelle annualità dal 2008 al 2014.
Anche l’accoglienza nei servizi residenziali per minorenni si è relativamente stabilizzata negli ultimi anni, se non considera il dato altamente variabile dei minori stranieri non accompagnati, attestandosi per il 2014 sulle 12.400 unità, pari al 1,2 per mille dei minori 0-17 anni residenti in Italia.

Immagine7

Per quanto riguarda il posizionamento della Lombardia rispetto a questi dati, si può notare che essa si colloca in linea con la media nazionale di incidenza dei minori in affido familiare pari all’1,4 per mille, con un numero di minori in affido che si può stimare intorno ai 2.200 circa, in linea con i dati lombardi relativi al 2013 già presentati in un precedente articolo, ma in diminuzione (erano 2.400).
I minori accolti in comunità, invece, esclusi i MSNA, risultano essere circa 2.000 , e anche con questo dato la Lombardia rientra pienamente nella media nazionale, pur vedendo una riduzione anche su questo fronte rispetto ai dati relativi al 2013 (erano 2.300).

Figura 1. Bambini e adolescenti in affidamento familiare (al netto dei MSNA) per 1.000 residenti di 0-17 anni

Immagine1

 

Figura 2. Bambini e adolescenti in comunità residenziale (al netto dei MSNA) per 1.000 residenti di 0-17 anni

Immagine3

 

I minori fuori famiglia in Lombardia, tra affido familiare e comunità residenziali

Guardando ai bambini e ai ragazzi che si trovano fuori famiglia nella nostra regione, complessivamente stimabili in circa 4200 persone, il primo elemento significativo riguarda la distribuzione per classi di età che, in linea con il dato nazionale, vede la sostanziale prevalenza di preadolescenti e adolescenti in entrambe le forme di accoglienza. All’interno di questa ampia fascia, si evidenziano in ogni caso significativi scostamenti tra le fasce di età prevalentemente accolte in comunità (15-17 anni e 11-14 anni) e quelle accolte in affido familiare (6-10 e 11-14).
Inoltre, se per quanto riguarda il dato relativo all’affido, la situazione lombarda è assolutamente comparabile a quella nazionale, sul fronte delle comunità residenziali colpisce lo scostamento relativo alle fasce di età più basse (0-2, 3-5), che sono sostanzialmente più numerose in Lombardia che a livello nazionale (21,7% rispetto a 11,7%), dato dovuto presumibilmente alle caratteristiche del sistema di offerta lombardo (presenza di comunità adeguate all’accoglienza dei bambini piccoli e piccolissimi), ma che richiama la necessità di ulteriori approfondimenti in merito alle caratteristiche di questo tipo di accoglienza.

Immagine9

 

Per quanto riguarda la distribuzione tra maschi e femmine, mentre per quanto riguarda l’affido bambini e bambine sostanzialmente si equivalgono, nelle comunità residenziali la prevalenza resta maschile, dato confermato anche a livello nazionale.

Immagine5

 

Altro dato di scostamento significativo è quello relativo alla presenza di bambini e ragazzi stranieri, che nelle forme di affido familiare sono il 19, 3% (17,6% in Italia), mentre in comunità rappresentano oltre il 40% del totale (41,8% in Lombardia e 36% Italia).
Infine, ultimo dato significativo evidenziare nel comprare queste due forme di accoglienza e riportato dal Report è relativo alla durata dell’accoglienza. I dati relativi all’affido vedono un’evidente maggioranza di bambini e ragazzi accolti attraverso affidi di lungo periodo (oltre i 2 anni), sia in Italia che in Lombardia, confermando che la realtà dell’affido “a lungo termine” costituisce un elemento ricorrente nei percorsi di accoglienza.
Sul fronte delle comunità residenziali, invece, è schiacciante la permanenza di breve o brevissimo periodo (meno di 1 anno), dato che si acuisce ulteriormente in Lombardia e che è per lo più correlato alla tipologia di utenza accolta nelle comunità residenziali, cioè ragazzi in fascia adolescenziale, spesso poco meno che maggiorenni, che quindi concludono rapidamente la propria permanenza nella struttura e, presumibilmente, alle tipologie di percorsi realizzati dai ragazzi, che spesso sono accolti in diverse strutture durante il loro percorso di accoglienza.

 

Immagine6

 

Qualche considerazione.. che ritorna

Provando a trarre qualche considerazione conclusiva dai dati sopra riportati, sembra di poter affermare, in continuità con quanto già evidenziato in relazione ai dati lombardi del 2013, alcune questioni che vale la pena richiamare per approfondire o interrogarsi nuovamente in futuro:
– I dati riportati, che pur costituiscono la più preziosa fonte informativa sul tema, sono – come già evidenziato – relativi al 2014, quindi si tratta di dati “vecchi”, in relazione a un fenomeno che meriterebbe un monitoraggio maggiormente aggiornato per cogliere in tempo i cambiamenti in atto.
– Il numero di minori accolti in affido familiare e in comunità residenziali in Lombardia sembra essere in lieve diminuzione. Sarà importante monitorare questo dato nei prossimi anni, anche per evidenziare se si tratta di una riduzione del bisogno oppure di una ridotta capacità di intervento da parte del sistema di accoglienza.
– Rispetto al totale dei bambini e ragazzi collocati al di fuori della famiglia di origine sono più numerosi quelli accolti attraverso forme di affido rispetto a quelli presenti in comunità residenziale (sempre senza considerare i MSNA) e dunque l’affido familiare continua a costituire una forma di accoglienza fondamentale per i bambini e i ragazzi, in Lombardia come in tutta Italia.
– Le comunità si stanno sempre più caratterizzando per un’utenza molto specifica, data da ragazzi maschi, preadolescenti o adolescenti, con un’altissima percentuale di ragazzi di origine straniera. Questo richiama alla necessità di interrogarsi sulle forme e sui modi dell’accoglienza e su come questi vadano adattati al target che accolgono prevalentemente.
– La presenza di un ampio numero di bambini 0-2 anni e 3-5 anni in comunità residenziali, soprattutto in Lombardia (oltre 400 bambini), è un altro dato che fa interrogare e sui cui discuteremo in prossimi approfondimenti rispetto alle caratteristiche dei collocamenti e al funzionamento del sistema di accoglienza.