Premesse

In un precedente articolo abbiamo illustrato il quadro della spesa sociale regionale aggiornato al 2014-2015: in generale, dopo anni di crisi per gli interventi del welfare locale, sembra emergere una ripartenza degli investimenti in questo settore. Diversamente da questo orientamento di massima, però, i servizi socioeducativi non sperimentano segnali ripresa: il ridimensionamento dei livelli di servizio nel caso dei nidi prosegue anche nel 2014.
Purtroppo, non sono ancora disponibili dati di dettaglio per l’anno 2015 per i servizi socio-educativi: si osserverà pertanto l’evoluzione intertemporale del servizio fino al 2014 , un’epoca in cui non erano ancora stati attivati interventi regionali quali “nidi gratis” (non è dunque possibile verificare attraverso questa fonte  l’impatto di queste politiche). Dopo avere illustrato l’andamento complessivo della regione, si presenteranno alcuni confronti interregionali e, a seguire, alcuni dati sul posizionamento dei singoli ambiti.

 

Le tendenze di medio periodo per la Regione

Le tendenze di medio periodo per la Lombardia per il servizio “asilo nido”

[1] (Tab. 1) sono quelle di una progressiva riduzione della spesa a carico dei comuni (-4,7% nel 2013 e -11,1% nel 2014) e di un’analoga discesa delle quote a carico degli utenti (-4,3% nel 2013 e -11,2% nel 2014); ne consegue una lieve diminuzione della quota del totale della spesa sopportata dagli utenti. In generale l’investimento complessivo sul singolo caso (spesa media per utente) si sta ridimensionando, presumibilmente per effetto della diffusione di tipologie di intervento pubblico quali i contributi diretti alle famiglie che, rispetto ad altre forme tradizionali, comportano un impegno economico inferiore sul singolo caso.

Il segnale più evidente della sofferenza dei nidi è la diminuzione del numero di utenti assistiti, sceso di circa 5300 unità tra il 2012 e il 2014. Ciò non è semplicemente una conseguenza del calo della natività, dal momento che peggiora anche il rapporto tra utenti effettivi e popolazione target: tra il 2012 e il 2013 l’indicatore di presa in carico degli utenti negli asili nido rispetto alla popolazione 0-2 anni era passato dal 14,7 al 15%[2]. Nel 2014 l’indicatore di presa in carico dei nidi è sceso al 13,4%, a testimonianza di una sempre maggiore difficoltà di accesso al servizio in questione.
Sembra invece migliorare l’attrattività dei servizi integrativi (spazio gioco, servizi in contesto domiciliare, centro bambino-genitori): dall’1,9% del 2013 si arriva ad una presa in carico del 2,1% nel 2014.

Tab. 1 – Spesa e finanziamento del servizio asili nido, Lombardia, 2012-2014

 

 

Spesa dei comuni singoli o associati ∆ vs n-1 Compartecipazione degli utenti ∆ vs n-1 Totale spesa impegnata (Spesa pubblica e degli utenti) ∆ vs n-1 Percentuale di spesa pagata dagli utenti Spesa media per utente
Quota pagata dai comuni Quota pagata dagli utenti TOT
2012 205.113.195 70.316.088 275.429.283 26,0 4.947 1.696 6.643
2013 195.461.847 -4,7% 68.071.333 -3,2% 263.533.180 -4,3% 25,8 4.694 1.635 6.329
2014 173.798.067 -11,1% 60.184.007 -11,6% 233.982.074 -11,2% 25,7 4.807 1.664 6.471

 

 

Qualche confronto con le altre Regioni

A titolo di confronto si illustra il posizionamento della Lombardia rispetto ai principali referenti (le regioni a statuto ordinario del Centro Nord, ovvero RSO-CN, Graf. A).  Mediamente in questo campione di regioni nel 2014 sono stati presi in carico dal servizio asilo nido  il 15,2% dei bambini, un dato superiore a quello lombardo (13,4%); in particolare presentano elevati livelli di presa in carico l’Emilia-Romagna (23,7%), la Toscana (19,8%) e il Lazio (17,1%).
Anche nelle altre regioni nel 2014 si è registrato un calo nell’accesso ai nidi (in media il livello di presa in carico sulla popolazione target era il 15,8% nel 2013, ridotto al 15,2% nel 2014). Tuttavia la contrazione osservata in Lombardia sembra essere più pronunciata (dal 15 al 13,4%).

 grafico A

Rispetto agli altri referenti la Lombardia si distingue per il maggiore livello di presa in carico tramite servizi diversi dal tradizionale servizio asilo nido (2,1% per i servizi integrativi).
Questa particolarità emerge anche quando si confrontano i dati sulla spesa (nel complesso delle regioni considerate i servizi innovativi assorbono il 2,4% della spesa totale, indicatore che in Lombardia arriva al 4,8%).
L’altra specificità della Lombardia è l’importanza delle compartecipazioni degli utenti: in media nelle  altre regioni gli utenti contribuiscono al 21,3% della spesa (inclusi i servizi innovativi) mentre in Lombardia la quota a loro carico è il 24,9%.
Infine, è utile sottolineare che la Lombardia sostiene costi per assistito modesti rispetto alle altre regioni (ad esempio per gli asili nido i comuni lombardi sostengono 4.806€ per utente, a fronte di un dato medio delle RSO-cn di 6.348€). Potrebbe essere un segnale di maggiore efficienza, ma occorre prudenza nell’interpretare questo dato (potrebbe anche dipendere da un maggior ricorso a forme di assistenza indiretta, come i contributi alle famiglie, che richiedono uno sforzo economico mediamente più limitato).

 

La situazione ambito per ambito  

L’offerta al 2014

La disponibilità di dati per ambito consente alcune comparazioni di dettaglio tra i territori (la novità, rispetto alla precedente edizione dell’indagine è la disponibilità di dati per distretto, la dimensione che si ritiene più significativa, rispetto alla quale si presenteranno i risultati, si veda Tab. 1.A allegata).
Il principale indicatore esplicativo del livello di copertura del servizio è il numero di iscritti ai nidi ogni 100 bambini della fascia 0-2 anni. Rispetto ad un dato medio degli ambiti pari a 13,2 iscritti ogni 100 utenti target[3], risulta un campo di variazione tra zero e 29,6: nello specifico Campione d’Italia e Casteggio non risultano avere bambini in carico e, per tale motivo, non vengono presentati nelle relative tabelle allegate (nel caso di Casteggio, c’è una situazione anomala di distretto che sostiene costi pur in assenza di utenti); il massimo assoluto è riferito al distretto di Casalmaggiore che presenta un dato quasi da “obiettivo di Lisbona”. Altre realtà che si distinguono per valori particolarmente elevati (oltre il 24%) sono Como, Corsico e Pavia.
In generale la situazione infraregionale è molto diversificata, con circa un quarto dei distretti che non raggiunge nemmeno il 7%. Da un punto di vista geografico (Fig. 1 e, per i dati di dettaglio tab 1.A) i due poli di maggiore diffusione del servizio sono Milano e il suo Hinterland e l’appendice Sud Est della regione (il Mantovano fino alla Bassa Bresciana  e la parte est del Cremonese). All’opposto le aree di maggior debolezza del servizio sono quelle montane, il Bresciano e l’area Sud ovest della regione.

figura 1

Bisogna precisare che non tutti i distretti erogano il servizio nella stessa modalità organizzativa: ci sono servizi direttamente gestiti dai comuni, forme di affidamento a terzi nell’ambito di strutture a titolarità pubblica, forme di riserva di posti in strutture private e interventi tramite contributi diretti alle famiglie; spesso nell’ambito dello stesso distretto coesistono più forme organizzative. Nella tabella 1.A è stata evidenziata per ogni distretto la modalità organizzativa prevalente (quella che assorbe più risorse): nella maggior parte dei casi il ricorso alla gestione diretta è la modalità predominante (72 distretti), anche se non mancano casi in cui l’intervento comunale si esplica principalmente attraverso contributi alle famiglie (ad esempio nel Basso Sebino, nell’Isola Bergamasca e in Valle Cavallina).
Si ricorda che mediamente, la gestione diretta sembra essere quella economicamente più impegnativa per i comuni (una spesa media a loro carico pari a circa 6600€ per iscritto), seguita dall’affidamento a terzi in strutture titolarità pubblica (4.317€ in media); nel caso di posti per i quali l’intervento pubblico si limita ad un contributo alle famiglie, gli oneri per i comuni sono molto più limitati (123 €).

Nella tabella 1.A è possibile vedere, distretto per distretto, il dato sul livello di copertura del servizio nidi (utenza servita su popolazione target) e i corrispondenti costi che sostengono i comuni per ogni bambino effettivamente assistito (“spesa del comune per utente assistito”). Quest’ultimo valore può essere indicativo del livello di intensità dell’intervento comunale (a parità di utenti assistiti il comune potrebbe intervenire maggiormente facendosi carico di una quota più elevata di oneri; ad esempio, di solito quando l’intervento si esplica tramite contributi/rimborsi alle famiglie di una quota dei costi da loro anticipati, l’intensità dell’intervento pubblico è inferiore rispetto ai casi di produzione diretta da parte dei comuni): rispetto ad una media degli ambiti di 4.806€ la spesa oscilla tra i 414€ della Alta Val Seriana/Sclave ai circa 8.500€ di Monza e Varese . Comunque, va sottolineato che esistono  diversi livelli di costi di produzione del servizio (totale spesa del comune e degli utenti/utenti assistiti), indicati nella colonna “spesa per utente”: in questo  caso, a fronte di una media regionale di 9.060€, il massimo di costi di produzione per caso assistito si raggiunge a Monza e nell’Alto Sebino (circa 11.000€), mentre all’opposto si rilevano costi per caso molto contenuti nei Distretti della Val Cavallina, di Albuzzano, di Tirano, oltre alla già citata Alta Val Seriana/Sclave, realtà dove l’intervento pubblico si esplica prevalentemente con contributi o riserva di posti in nidi privati.
Tendenzialmente comunque sembra esistere una lieve relazione positiva tra livello di presa in carico e investimento di risorse sul caso (i distretti che assistono pochi casi tendono ad investire di meno sul caso), Graf. B; non mancano comunque le eccezioni (dalla tabella 1.A è possibile verificare il posizionamento relativo di ogni distretto su ciascun indicatore).

Infine, un altro importante fattore esplicativo dell’offerta è il livello di occupazione dei posti, in particolare di quelli del settore pubblico (Tab. 1.A). In un momento di crisi per il settore, mediamente a livello regionale viene utilizzato solo l’89% dei posti disponibili[4], con casi di occupazione minima (intorno al 30%) nell’Alto Sebino e nell’Oglio Ovest; non mancano comunque picchi di piena occupazione (Isola Bergamasca, Parco Alto Garda, Val Trompia, Monte Orfano, Guidizzolo, Rho, Sesto San Giovanni, Pavia, Morbegno, Luino e Sesto Calende).

Il riparto degli oneri tra comuni e utenti

Gli utenti sostengono mediamente il 25% degli oneri dell’erogazione del servizio, con una spesa media di 1.468€ (ci si riferisce al totale dei servizi socioeducativi, in ogni caso la tabella 2.A riporta anche la distinzione tra servizio asili nido e servizi integrativi).
A parte le situazioni anomale di distretti che non hanno dichiarato compartecipazione degli utenti (Basso Sebino, Seriate, Sebino 05, Bellano, Albuzzano e Tirano), si osservano casi in cui il contributo percentuale delle famiglie ha un peso decisamente irrisorio, inferiore al 10% (Valle Cavallina, Valle Imagna e Villa d’Almè, San Donato Milanese e Bormio); all’opposto ci sono diverse  realtà dove la compartecipazione supera il 50% (Monte Orfano, Erba, Menaggio, Olgiate Cremasco, Chiavenna). Gli ambiti con livelli massimi di contributo delle famiglie per bambino iscritto sono Erba, Arcisate, Melzo, Chiavenna e Sesto Calende, tutte oltre i 3.000 €.

Le principali variazioni osservate nell’ultimo anno

A fronte di una generale tendenza alla riduzione delle iscrizioni, in alcuni contesti il ridimensionamento del servizio asilo nido ha raggiunto livelli considerevoli (cali degli utenti superiori al 50% tra il 2013 e il 2014 nei distretti di Romano di Lombardia, Brescia Est, Sebino, Bassa Bresciana Occidentale, Bellano, Legnano, Seregno e Vimercate-Trezzo d’Adda). Queste diminuzioni tendenzialmente si accompagnano da parallele contrazioni della spesa dei comuni e degli utenti; singolare il caso di Brescia Est, distretto con un aumento delle compartecipazioni del 17% in concomitanza al crollo  delle iscrizioni.
Nel panorama regionale non mancano casi di deciso aumento dell’utenza (incremento superiore al 50% tra il 2013 e il 2014): dall’Alta Val Seriana/Val di Sclave all’Isola Bergamasca, alla Valle Brembana e alla Valle Camonica, alla Bassa Bresciana Centrale, a Casalmaggiore, a Lecco, Albuzzano e Luino. Non sempre l’aumento degli utenti ha significato anche aumenti della spesa a carico dei comuni (ad esempio la spesa diminuisce nell’Alta Valle Seriana/Val di Sclave, in Val Camonica, nella Bassa Bresciana Centrale e a Lecco).
La tabella riporta anche le variazioni del rapporto tra gli oneri sostenuti dagli utenti e il totale della spesa nell’ultimo esercizio (colonna “variazione % spesa sostenuta dagli utenti”); le situazioni in cui il riparto degli oneri sembra spostarsi maggiormente sugli utenti sono quelle di Grumello del Monte, Monte Orfano, la Bassa Bresciana Occidentale, Menaggio e Morbegno.

 


[1] Sono considerati tali i nidi, i micronidi, i nidi aziendali e le sezioni primavera
[2] Aumento dei livelli di servizio dovuto probabilmente proprio alla diffusione di forme di sostegno indiretto e più leggere, come appunto i contributi alle famiglie.
[3] L’Istat ha calcolato gli indicatori di presa in carico sulla popolazione 0-2. Non è precisato se di inizio o fine anno. Ai fini dei confronti tra le regioni è stata utilizzata la popolazione di riferimento dedotta dagli indicatori pubblicati da Istat sulla popolazione di riferimento. Ai fini dei confronti infraregionali è stato necessario ricostruire la popolazione per ambito  e si è presa a riferimento quella al 1/1/2014. Gli scostamenti tra gli indicatori di presa in carico regionali e quelli relativi al complesso degli ambiti potrebbero dipendere da questi passaggi metodologici.
[4] E’ stato confrontato il numero di bambini iscritti nei nidi a titolarità pubblica (direttamente gestiti o affidati a terzi) con il numero di posti autorizzati gestiti da operatori pubblici. In alcuni casi, il superamento del 100% può dipendere dall’avvicendarsi sullo stesso posto di diversi bambini nello stesso anno.[/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]