In Lombardia, come noto, si è costituita a febbraio scorso l’Alleanza regionale contro la povertà. Una rete promossa da una ventina di realtà della nostra regione fra associazioni, rappresentanze dei Comuni e delle organizzazioni sindacali e datoriali[1] che, in comunione di intenti con l’Alleanza Nazionale, sostengono la costruzione di risposte efficaci per contrastare il disagio di migliaia di famiglie che si trovano in condizioni povertà, promuovendone l’inclusione sociale.

Il 31 maggio scorso, presso la Fondazione Culturale San Fedele a Milano, l’Alleanza ha realizzato un primo momento pubblico in occasione del Festival dello sviluppo sostenibile 2018, in cui è stata presentata ufficialmente la rete regionale, il suo lavoro, e indicati alcuni punti di attenzione sull’attuazione del Reddito di inclusione – REI (si veda il comunicato allegato).

L’appuntamento, molto partecipato, è stato soprattutto una delle prime occasioni pubbliche in cui i principali soggetti che si occupano di contrasto alla povertà nella nostra regione hanno potuto confrontarsi con Stefano Bolognini, neo-assessore regionale alle politiche sociali, abitative e disabilità, e porre alla sua attenzione le attese e gli auspici per il prossimo futuro.

Sappiamo infatti che il REI dall’estate diventerà una misura strutturale universale, il cui unico requisito di accesso sarà la situazione economica delle persone. In questi primi sei mesi in Lombardia sono già state accolte più di 10 mila domande, per oltre 6,5 milioni di euro, a cui si aggiungono le domande, presentate, e oggi ancora in lavorazione dall’INPS (si veda articolo precedente). Il Governo ha da poco approvato il riparto delle risorse del Fondo Povertà, che assegna alla Lombardia oltre 32 milioni di euro per il rafforzamento dei servizi e, proprio in questa fase di passaggio, la Regione si appresta a definire il Piano regionale per il contrasto alla povertà.

E’ proprio sull’aspetto della costruzione della governance e della relazione tra i soggetti chiamati a concorrere all’attuazione del Rei e alla definizione dei progetti personalizzati, che si sono concentrate le attenzioni dell’Alleanza. Gli spunti per l’assessore Bolognini sono venuti da più parti, in particolare dalla portavoce dell’Alleanza Paola Gilardoni, dal Presidente Anci Virginio Brivio e dall’intervento di Valeria Negrini, presidente di Federsolidarietà Lombardia.

Coinvolgimento strutturale

Nel corso della mattinata si è richiamato più volte il principio di sussidiarietà e la grande ricchezza delle realtà e dell’esperienza lombarda sui temi dell’inclusione sociale. Si è chiesto che la sussidiarietà sia “perseguita con intenzionalità” e non rimanga “una parola magica” dichiarata. Per questo si auspica che il terzo settore non venga coinvolto con una generica rappresentanza, ma che sia identificata proprio l’Alleanza regionale quale interlocutore stabile. Si è fatto esplicito richiamo ad esperienze recenti in cui la programmazione regionale è stata vissuta come autoreferenziale, mentre l’attesa è che l’occasione del REI apra una nuova stagione di confronto autentico e fattivo. Si propone a tal fine la costituzione di una Cabina di regia per il confronto strutturale con la Regione e i soggetti attuatori del REI. Tema prioritario del confronto è proprio il Piano regionale di prossima declinazione, ma vengono nominati anche altri aspetti tra cui il monitoraggio della misura e le linee guida sulla valutazione multidimensionale. Per l’Alleanza contro la Povertà regionale, l’attuazione del  ReI può rappresentare anche l’occasione per disegnare un nuovo paradigma di costruzione e di realizzazione delle politiche sociali di un territorio.

Ridurre la frammentazione

Si richiama l’importanza che la Regione concorra da una parte a valorizzare e migliorare il dialogo e la connessione tra ciò che sul territorio già esiste e funziona, e dall’altra che aiuti a ridurre l’eccessiva frammentazione, che disorienta il cittadino ed affatica gli operatori e il sistema dei servizi.  Il riferimento è alle tante e diverse misure che compongono l’intervento sociale nella nostra regione e alla necessità di ritrovare la strada della tanto citata “ricomposizione”. Ma c’è di più, l’auspicio dell’assunzione di un ruolo esplicito regionale, mancato in passato, di coordinamento dei territori, orientato a costruire una maggiore armonizzazione del sistema di welfare lombardo. In connessione a questo è in particolare Anci a sottolineare la necessità di una nuova stagione che veda Regione e Governo impegnati in “meno sperimentazioni e più consolidamenti”.

Integrare le risorse

L’ultimo richiamo è alla facoltà delle Regioni di integrare il REI con risorse proprie. E’ noto infatti che la misura, nonostante l’ampliamento dall’estate, consentirà di raggiungere la metà delle persone che oggi si trovano in povertà assoluta, mettendo quindi in evidenza l’insufficienza delle risorse. Il dibattito pubblico ha più volte fatto emergere poi altri due nodi critici: l’esiguità del contributo, che oggi in media si attesta in Lombardia intorno ai 250 euro mensili, e il tema dell’interruzione di sei mesi nell’erogazione del beneficio, dopo i primi 18 mesi di erogazione. L’alleanza chiede alla Regione di aprire un ragionamento, in concomitanza con la stesura del piano, sulla possibilità di intervenire ad integrazione del REI in riferimento all’ammontare del beneficio (incrementare le risorse per nucleo) e alla sua durata (sopperire all’interruzione), quantomeno per le situazioni maggiormente fragili e compromesse per le quali l’interruzione dopo 18 mesi del beneficio economico e del supporto dei servizi potrebbero vanificare il faticoso e complesso percorso intrapreso di autonomia e di uscita dal disagio..

Con l’avvio del mese di giugno l’assetto organizzativo del nuovo assessorato si è compiuto, si è insediato il nuovo direttore generale Dott. Daverio e sono state definite le figure regionali di riferimento sul tema. Nella prima settimana comincerà ufficialmente il percorso di definizione del Piano regionale, sono calendarizzati infatti primi incontri con gli Uffici di piano, il Tavolo del terzo settore e l’Alleanza regionale e le ATS.
Da adesso in poi comincia dunque il cammino e, con lui, la possibilità che le attese e gli auspici posti dall’Alleanza si concretizzino in realtà.

 


[1] Sono parte dell’Alleanza regionale Acli Lombardia, Actionaid, Aggiornamenti Sociali, Anci Lombardia, AC. Azione Cattolica Italiana – Delegazione Lombardia, Banco Farmaceutico, Delegazione Caritas Regione Lombardia, Cgil Cisl e Uil Lombardia, Cnca Lombardia, Confcooperative – Federsolidarietà Lombardia, Federazione Regionale Lombarda della Società di San Vincenzo De Paoli, fio.PSD – Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora, Felceaf, Associazione Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” Onlus, Forum del Terzo Settore Lombardia, Lega Autonomie Lombardia, Save the Children, Umanità Nuova-Movimento dei Focolari. L’Inps Lombardia è invitato permanente al tavolo dell’Alleanza regionale.[/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]