I dati dell’Osservatorio statistico sul Reddito di Inclusione

L’Osservatorio statistico sul Reddito di inclusione, il cui scopo è quello di fornire elementi statistici sui nuclei familiari percettori del beneficio economico, ha reso noti i dati relativi al periodo gennaio- settembre 2018, dati ricostruiti a partire dalle domande trasmesse all’Istituto dai Comuni di residenza dei nuclei richiedenti e relativi al numero di beneficiari e soggetti interessati per: regione di residenza, numero di componenti il nucleo familiare, presenza di minori nel nucleo, presenza di soggetti con disabilità e cittadinanza del richiedente.
Un primo dato fornito dall’Osservatorio è che dà evidenza della “portata della misura” è il valore assoluto dei beneficiari del Reddito di Inclusione: complessivamente, a livello nazionale, 378.557 nuclei per oltre un milione di persone coinvolte[1].
I dati confermano quanto già emerso nelle precedenti rilevazioni, mettendo, tuttavia, in luce alcuni ulteriori punti di attenzione:

  • La maggior parte dei benefici economici vengono erogati nelle regioni del sud: il 69% dei nuclei beneficiari, ovvero il 72% delle persone coinvolte, risiede nel sud e nelle isole.  Tra le regioni nelle quali si registra una percentuale maggiore di percettori  la Campania e la Sicilia (rispettivamente con 90.525 e 87.568 nuclei), seguite da Puglia e Calabria (con 27.198 e 26.290 nuclei). In queste quattro regioni si concentra, infatti, il 54,9% del totale dei nuclei beneficiari in Italia (vedi Tavola 1);
  • La distribuzione dei nuclei percettori per cittadinanza del dichiarante mostra come a livello nazionale il 10% risulti extracomunitario, percentuale che triplica se osserviamo il dato per area geografica relativo al Nord Italia e dal quale si possono desumere le diversità nelle caratteristiche delle famiglie in condizione di povertà nel nostro paese (vedi Figura 1);
  • Il venire meno dei requisiti familiari nell’accesso alla misura dal 1 luglio 2018 ha fatto registrare un incremento dei “nuovi” nuclei beneficiari del REI rispetto al mese precedente, dato che mette in evidenza una crescita importante delle persone sole (vedi Figura 2), tipologia familiare che “assorbe”, peraltro, il 25% sul totale delle situazioni in cui è presente una condizione di disabilità, a conferma di quanto precedentemente rilevato nella fase di transizione dal SIA al REI;
  • Gli importi medi mensili in relazione al numero di componenti dei nuclei familiari beneficiari confermano una maggiore “generosità” del REI rispetto al SIA: se l’importo medio mensile con il SIA era, infatti, pari a € 245, tale importo sale a € 304,66. Evidenti, anche in questo caso, le differenze per area geografica con valori più alti nelle regioni del Sud (vedi sempre Tavola 1).

Tavola 1. Percettori REI per Regione

ReI gennaio – settembre 2018

Regione e Area geografica Numero nuclei Numero persone coinvolte Importo medio mensile del ReI
Piemonte 18.780 46.727 265,98
Valle d’Aosta 345 838 238,90
Lombardia 26.446 73.867 266,65
Trentino-Alto Adige 781 2.440 295,60
Veneto 8.526 23.305 264,42
Friuli-Venezia Giulia 1.132 2.801 253,71
Liguria 6.429 15.651 258,36
EmiliaRomagna 8.170 22.231 264,36
Toscana 12.140 32.967 268,41
Umbria 3.358 9.360 277,82
Marche 4.504 12.408 266,41
Lazio 26.779 73.452 289,23
Abruzzo 6.697 17.389 272,61
Molise 2.362 6.315 278,86
Campania 90.525 301.530 335,82
Puglia 27.198 76.467 302,27
Basilicata 3.138 7.725 267,98
Calabria 26.290 76.123 296,01
Sicilia 87.568 271.270 324,42
Sardegna 17.389 42.030 268,12
Italia 378.557 1.114.896 304,66
Nord 70.609 187.860 265,24
Centro 46.781 128.187 281,26
Sud e Isole 261.167 798.849 317,83

 

 

Figura 1. Distribuzione dei nuclei percettori di ReI per cittadinanza del dichiarante comunitari ed extracomunitari (gennaio – settembre 2018)

 

Figura 2. Nuclei percettori REI da gennaio a giugno 2018 e da luglio a settembre 2018 per numero di componenti il nucleo familiare

Nel contesto fin qui tratteggiato, in Regione Lombardia l’Osservatorio segnala 26.446 nuclei per un numero complessivo di 73.867 persone coinvolte, pari, rispettivamente al 7% e al 6,6% sul dato nazionale.
La Lombardia, alla luce di questi dati, è la prima Regione del Nord Italia per i valori assoluti registrati relativamente ai percettori della misura, assorbendo il 37,5% della percentuale per area geografica.
Trova conferma anche in Lombardia il dato sul maggior importo medio mensile del REI rispetto al SIA: € 266,65 rispetto a € 228,39, dato in linea con il valore medio per il Nord Italia pari a € 265,24.

Prime riflessioni a partire dai dati

  • Seppur in presenza di un dato parziale e in continua evoluzione, una prima considerazione che è possibile fare è che, dal suo avvio del 1 dicembre 2017, il REI ha raggiunto il 50% dei beneficiari potenziali. Va ricordato, infatti, che la platea degli aventi diritto alla misura è stata stimata in 2,5 milioni di individui, circa la metà dei 5 milioni in povertà assoluta presenti in Italia. È possibile, quindi, riconoscere un “buon attecchimento iniziale del REI nei territori” [2].
  • Questi primi dati evidenziano, tuttavia, una forte eterogeneità nella distribuzione dei percettori della misura a livello nazionale, per cui “il diritto al REI non viene assicurato in tutte le aree geografiche del Paese in maniera corrispondente alla presenza della povertà assoluta”[3].
  • Sembra prendere forma un “identikit” del beneficiario REI: prevalentemente italiano o cittadino comunitario, persona sola e in cui è maggiormente frequente, rispetto alle altre tipologie di nuclei familiari, che si presenti una condizione di disabilità.
  • L’importo medio mensile erogato grazie al REI, seppur in crescita rispetto a quanto precedentemente riscontrato con il SIA, è da ritenersi una somma ancora lontana dal permettere di uscire da una condizione di povertà assoluta[4]. Un rischio evidente nell’esiguità di tali trasferimenti è quello di non consentire ai nuclei beneficiari di soddisfare le proprie necessità essenziali, oltre che di compromettere il loro effettivo “ingaggio”nei progetti personalizzati con i servizi sociali, condizione sine qua non per la ricezione del contributo economico e la permanenza all’interno della misura.

Le risorse a disposizione degli Ambiti territoriali per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà

La riuscita del REI è sicuramente da ritenersi strettamente legata al lavoro dei servizi sociali nell’attivazione degli interventi connessi ai progetti personalizzati con i beneficiari e cruciale è il ruolo delle Regioni nella programmazione dei servizi necessari all’attuazione della misura[5].
Circoscrivendo l’attenzione al contesto lombardo, osserviamo che, a seguito dell’approvazione del Piano regionale di prevenzione e contrasto alla povertà con Dgr. 662 del 16 ottobre 2018, è stato pubblicato il decreto ministeriale di riparto delle risorse per gli interventi e servizi sociali di contrasto alla povertà in favore degli Ambiti territoriali.
È stato autorizzato il trasferimento complessivo di € 31.715.200,00[6], cifra suddivisa per ciascun Ambito a partire dalla combinazione di diversi criteri[7], tra i quali:

  • quota regionale sul totale nazionale dei beneficiari del SIA nell’annualità 2017;
  • quota di nuclei beneficiari del REI residenti nell’Ambito sul totale regionale registrato alla data del 30 aprile 2018;
  • quota di popolazione residente nell’Ambito territoriale sul totale della popolazione regionale, secondo i dati Istat più recenti disponibili.

È compito ora di ciascun territorio, coerentemente con quanto previsto dal Piano nazionale e acquisito all’interno del “Piano regionale”, a definire entro l’arco temporale di 60 giorni il proprio piano di attuazione locale, ovvero l’atto di programmazione con cui definire le modalità di impiego del fondo e le strategie di contrasto alla povertà a livello locale.
Finalità ultima il raggiungimento nel triennio 2018-2020 dei tre macro-obiettivi individuati: prevenzione della povertà, sostegno e rafforzamento agli interventi nazionali per la lotta alla povertà, la presa in carico e progettazione territoriale.

 


[1] Il dato sul numero di persone coinvolte a livello nazionale è pari a 1.114.896.
[2] Vedi Gori C., L’attuazione del REI. A che punto siamo in “Povertà in attesa. Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto in Italia
[3] Ibidem
[4] Vedi anche Berliri C. e Marini A., Il “Cantiere REI” e la collaborazione con i territori in “Povertà in attesa. Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto in Italia”, op. cit.
[5] Ibidem
[6] Vedi il Decreto di trasferimento dei Fondi in Allegato 1
[7] Vedi il Decreto interministeriale in Allegato 2