Dopo un silenzio durato oltre due anni[1], che induceva a pensare che dare un reale seguito attuativo alla legge 15/2015 sul lavoro di cura non fosse una priorità  dei decisori.
Regione Lombardia è tornata a interessarsi alla questione.  Agli inizi di dicembre 2018, infatti, è stata emanata la Dgr 914/2018, “Sostegno agli sportelli per l’assistenza familiare e istituzione del «Bonus assistenti familiari» in attuazione della l.r 15/2015 «Interventi a favore del lavoro di assistenza e cura svolto dagli assistenti familiari».
La delibera è stata seguita a breve dal D.d.s. 24 dicembre 2018  n. 19628, con il quale la Dirigente della struttura Innovazione sociale stabilisce la ripartizione delle risorse agli ambiti dei comuni nonché l’ impegno e la liquidazione alle ATS in attuazione della suddetta Dgr 914.

 

La DGR 914/2018 in sintesi

Finalità
Gli interventi previsti vogliono contribuire all’introduzione di una modalità che favorisca un incontro regolato tra domanda e offerta su tutto il territorio regionale, per garantire servizi qualificati, informazione e consulenza, valorizzando e sostenendo il lavoro di assistenza e di cura svolto dagli assistenti familiari attraverso specifici contributi.

Beneficiari e requisiti di ammissione

  1. Ambiti territoriali dei Comuni: avvio/potenziamento sportelli informativi e presenza del registro territoriale
  2. Il datore di lavoro dell’assistente familiare, componente di famiglie vulnerabili con presenza di persone fragili, non obbligatoriamente convivente, con:
  • ISEE uguale o inferiore a € 25.000
  • Contratto di assunzione di Assistente familiare come da art.7 della l.r. 15/2015
  • Residenza in Lombardia da almeno 5 anni

Soggetto gestore: Agenzie di Tutela della Salute, con compiti di ripartizione delle risorse, di verifica dei requisiti degli sportelli e di liquidazione dei contributi agli Ambiti nei limiti del budget assegnato.

Tipologia ed entità dell’agevolazione
Contributo a fondo perso per le spese sostenute per:

A) attività relative all’implementazione degli sportelli informativi, pari al 30% dello stanziamento complessivo, per :

  • ascolto e valutazione del bisogno reale, orientamento e informazione in tema di assistenza familiare e della rete dei servizi assistenziali, anche rispetto alle esigenze formative dei familiari;
  • tenuta e gestione dei registri territoriali degli assistenti familiari;
  • assistenza nella ricerca e nella selezione di un assistente familiare tra quelli iscritti al registro con competenze ed esperienze adeguate ai bisogni di assistenza;
  • informazione sui soggetti competenti ad assistere la famiglia nelle procedure di assunzione dell’assistente familiare e in ogni obbligo correlato;
  • informazione sull’accesso agli interventi di sostegno economico;
  • informazione alle assistenti familiari per ottenere la certificazione di lingua italiana di livello A2.

B) “Bonus Assistenti familiari”: contributo sul costo relativo alle spese previdenziali della retribuzione (massimo 50% delle citate spese) definito sull’effettivo ammontare di tali oneri in base al contratto stipulato. La persona fragile destinataria delle misure B1 e B2 del FNA non può beneficiare del “Bonus Assistenti Familiari”.

Interventi ammissibili
Contributo a fondo perso per le spese sostenute per:

  1. implementazione degli sportelli e dei relativi registri territoriali (costi per personale aggiuntivo, spese di pubblicizzazione, ecc.);
  2. contributo sul costo relativo alle spese previdenziali della retribuzione dell’Assistente Familiare (massimo 50% delle citate spese),calcolato sull’effettivo ammontare in base al contratto stipulato. L’Assistente Familiare dev’essere iscritto nel registro territoriale e possedere un contratto di lavoro formalizzato: il datore di lavoro componente della famiglia beneficiaria deva avere un’ ISEE uguale o inferiore a € 25.000,00.

Spese ammissibili 

  • Interventi relativi al costo del personale aggiuntivo, alle spese di pubblicizzazione, convenzioni, ecc. degli sportelli, per un ammontare massimo del 30% del budget a disposizione degli Ambiti territoriali;
  • contributi alle famiglie calcolati sulle spese previdenziali dell’Assistente Familiare nella misura del 50% della spesa ammissibile.

Procedura
A sportello tramite il sistema regionale bandi on line (ex SiAge) per il “Bonus Assistenti Familiari”. Agli Ambiti in due soluzioni (anticipazione e saldo) sia per il potenziamento degli sportelli sia per  il contributo alle famiglie quale quota parte per le spese previdenziali degli Assistenti Familiari. Tali contributi vengono riconosciuti fino ad esaurimento delle risorse.

Istruttoria e valutazione da parte degli Ambiti Territoriali
Le domande dei richiedenti il “Bonus Assistenti Familiari” dovranno essere caricate su specifica piattaforma informatica online, complete della documentazione prevista dal successivo provvedimento emanato dalla Direzione Politiche per la Famiglia, Genitorialità e Pari opportunità.

Modalità di erogazione dell’agevolazione
Definizione da parte della Direzione generale competente dei budget di risorse per l’applicazione della presente misura agli Ambiti territoriali in base ai dati ISTAT della popolazione di età uguale o superiore a 65 anni. Agli Ambiti territoriali le risorse sono erogate in due soluzioni (anticipazione e saldo) per il tramite delle ATS, secondo modalità che verranno definite con successivo atto della DG Politiche per la Famiglia, Genitorialità e Pari Opportunità[2].
Il contributo è erogato da parte degli Ambiti territoriali all’avente titolo in un’unica soluzione in esito alla positiva valutazione dei requisiti previsti, compresa la presentazione della documentazione attestante l’effettivo sostenimento del costo, secondo le indicazioni che verranno definite con successivo atto della DG Politiche per la Famiglia, Genitorialità e Pari Opportunità.

Presentazione delle domande
La presentazione della domanda da parte delle famiglie richiedenti il “Bonus Assistenti Familiari” è effettuata dal  richiedente su specifica piattaforma online.
Decorrenza: dalla data di pubblicazione dell’avviso sul BURL.

 

Osservazioni

L’elemento di maggior rilievo della Dgr 914/2018 riguarda il budget messo a disposizione.  Mentre in precedenza l’ammontare era di 700.000 Euro annui, considerati largamente insufficienti e destinati unicamente alle famiglie con questa delibera la somma viene più che raddoppiata, rappresentando l’unica eccezione in un panorama di stanziamenti regionali riconfermato ai livelli del 2017.
Per gli anni 2018 e 2019, infatti, vengono stanziati Euro 1.500,00 annui provenienti da risorse regionali. Non è escluso che i fondi 2018 siano per metà residui dell’anno prima; sarà importante capire se anche in seguito sarà possibile mantenere lo stesso impegno, aspetto al momento non ancora valutabile.
Va inoltre sottolineato come la decisione di destinare il 30% della somma al potenziamento degli sportelli vada a sanare una delle lacune più evidenti della LR 15/2015, cioè il non aver previsto risorse per l’infrastrutturazione dei servizi (per l’appunto sportelli per l’incontro tra domanda e offerta, albi delle assistenti familiari, corsi di formazione, ecc.).

In merito alla tempistica adottata, invece, alcuni segnali sembrerebbero indicare che i Comuni e gli AT siano stati colti un po’alla sprovvista dai due provvedimenti, il secondo dei quali emanato proprio a ridosso delle festività di fine anno, e messi in difficoltà dall’immediata esecutività della normativa.
Pur essendo al corrente della pubblicazione della DGR 914, infatti, a metà gennaio  vari Ambiti non hanno ancora ricevuto dalle relative ATS comunicazioni e dettagli più operativi in merito alla misura: nel contempo, i CAF hanno già iniziato a pubblicizzarla e ad inviare loro possibili beneficiari.
A detta dei rappresentanti di alcuni territori, questa è una conseguenza dei problemi che si verificano nell’interfacciarsi con i nuovi referenti istituzionali individuati dalla legge di riforma sanitaria, che – come già evidenziato – ha causato la perdita degli abituali e consolidati punti di riferimento e di interlocuzione.

 

 


[1] Prima degli atti di dicembre 2018,  l’ultima norma emanata in materia è la Dgr 5648/2016 con il piano delle azioni regionali e le linee guida per l’applicazione della legge 15/2015, rimaste sostanzialmente inapplicate. Per approfondimenti
[2] Vedi D.d.s. 24 dicembre 2018 – n. 19628