Con DPCM del 12 dicembre 2018 sono state ripartite alle Regioni le risorse finanziarie del Fondo nazionale per le Non Autosufficienze (FNA) anno 2018, che complessivamente ammontano a 447.200.000 euro e di cui sono assegnate alla Regione Lombardia risorse per 70.970.640 euro. Con la DGR 1253 del 12.02.2019, è stato quindi approvato l’atteso programma operativo lombardo del FNA 2018, a valere sul 2019, che riconferma le misure B1 a favore del sostegno al domicilio delle persone con gravissima disabilità e B2 a favore delle persone in condizione di grave disabilità e di non autosufficienza, introducendo alcuni cambiamenti rispetto a quanto definito lo scorso anno.

Le risorse

Le risorse dedicate all’implementazione delle misure sul 2019 sono pari a un ammontare complessivo di 83.570.640  euro , dati dai 70.970,640 euro derivanti dal Fondo, a cui si sommano 6.600.000 euro a carico del Fondo Regionale, come concordato in sede di Conferenza Stato Regioni, e 6.000.000 euro del Fondo Sanitario Regionale.
Per quanto riguarda la ripartizione delle risorse tra le due misure, il Programma definisce, in linea con quanto stabilito negli ultimi anni, di dedicare il 65% delle risorse nazionali (46,1 milioni) alla gravissima disabilità (Misura B1), incrementate dalle risorse proprie regionali per l’erogazione del Buono previsto dalla Misura, e di quelle a valere sul FSR dedicati invece all’erogazione dei voucher, sempre per la Misura B1.
Il restante 35% (24,8 milioni), invece, è dedicato alla misura B2 sulla grave disabilità.  Tali risorse sono dunque assegnate agli Ambiti Territoriali, per il 60% in relazione alla popolazione residente nell’Ambito con età pari o superiore a 75 anni, e per il 40% in relazione ai criteri usati per il riparto del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (FNPS).

Tabella 1 – Risorse complessive per la non autosufficienza – Misure B1 e B2 – 2019

Risorse FNA 2018 Risorse regionali Totale risorse dedicate
Misura B1 – Gravissima disabilità 46.130.916 6.600.000 (per il Buono)

6.000.000 (per i voucher)

58.730.916
Misura B2 – Grave disabilità 24.839.724 24.839.724

 

Guardando a questa dotazione in comparazione con l’anno passato (fondo 2017, a valere sul 2018), si evince che le risorse dedicate alla Misura B1, grazie ai vincoli di compartecipazione posti dal livello nazionale, sono complessivamente incrementate di circa 3 milioni di euro, mentre quelle dedicate alla B2 restano pressoché invariate, con un minimo calo di 260.000 euro.

Tabella 2 – Risorse per la non autosufficienza a confronto – misure B1 e B2 anni 2018 e 2019

2018 2019
Gravissima disabilità B1 € 45.229.560 (FNA 2017) + € 9.145.000 (risorse proprie regione*) +
€ 1.365.075 (misura integrativa regionale)
€46.130.916 (FNA 2018)+

€ 6.600.000 (risorse proprie regione) +

€ 6.000.000

Tot: € 55.739.635 58.730.916
Grave disabilità e non autosufficienza
B2
€ 24.354.380 (FNA 2017) +
€ 749.075 (misura integrativa regionale: risorse ex L.R. 15/2015 + FNPS 2015)
€ 24.839.724
Tot: € 25.103.455 24.839.724

*Anticipo FNA 2017 per dare continuità alla misura B1 per i mesi di novembre e dicembre 2017 alle persone in carico al 31.10.2017

I destinatari e le misure

La definizione delle due misure conferma i beneficiari così come già erano stati individuati lo scorso anno, mentre introduce alcune novità nell’articolazione degli interventi previsti, in particolare sulla misura B1.
La Misura B1 è infatti dedicata a garantire la permanenza a domicilio di persone di qualsiasi età, in condizione di disabilità gravissima, beneficiarie dell’indennità di accompagnamento oppure in possesso della certificazione della condizione di non autosufficienza[1], per le quali sia verificata almeno una delle nove condizioni di definizione della gravissima disabilità, e residenti in Lombardia da almeno 2 anni.
L’accesso alla Misura B2, invece, è previsto per persone a domicilio, di qualsiasi età e in possesso della certificazione della condizione di handicap grave definita ai sensi dell’art. 3, comma 3 della legge n. 104/1992 oppure beneficiarie dell’indennità di accompagnamento. Resta confermata la selettività della misura in base all’ISEE come definito dai regolamenti degli Ambiti/Comuni, con la richiamata necessità di trovare un’intesa tra gli Ambiti almeno a livello distrettuale per un’applicazione uniforme delle soglie ISEE, al fine di garantire una maggior equità nell’accesso ai diversi interventi della misura.

La misura B1

Per quanto riguarda gli interventi previsti dalla Misura B1 sono state definite alcune novità, che riguardano due delle tre tipologie di intervento di cui si compone la Misura: Buono mensile, Voucher e la sperimentazione di una misura specifica per persone in condizioni di dipendenza vitale.
La principale novità introdotta riguarda il Buono mensile che – a differenza degli anni passati in cui prevedeva un contributo unico pari a 1.000 euro – è articolato in due modalità differenziate sulla base della permanenza a domicilio della persona disabile gravissima. Prevede, inoltre, solo per alcuni destinatari, una quota specifica assegnata solo in presenza di personale di assistenza regolarmente assunto.
Nello specifico, la modularità del Buono prevede che:

  • se la persona disabile gravissima è a casa e non frequenta né servizi prima infanzia, né la scuola, né è in carico in maniera strutturata e continuativa a Unità d’offerta semiresidenziali sanitarie, sociosanitarie o sociali[2] , ha a disposizione un Buono del valore massimo mensile di 1.100 euro, di cui € 900 sono dedicate al caregiver familiare, e € 200 per personale assistenza regolarmente assunto.
  • Se la persona disabile gravissima frequenta servizi prima infanzia, la scuola oppure è inserita presso un servizio diurno (CSE, CDD, CDI) per massimo 14 ore settimanali certificate dall’erogatore del servizio, ha a disposizione un Buono del valore mensile di € 600 per il caregiver familiare.

Restano validi i voucher già esistenti dedicati a minori ed adulti finalizzati a sostenere particolari contesti familiari[3], che possono essere erogati in base alla valutazione multidimensionale, e che prevedono

  • € 360 per gli adulti, per il miglioramento del benessere, ad esempio tramite l’integrazione di servizi come ADI/SAD o per il supporto alla famiglia tramite interventi di sollievo
  • €500 per i minori per percorsi di promozione dell’inclusione sociale, interventi di sollievo per la famiglia e per sostenere interventi di supporto socioeducativo.

Si introduce, in forma sperimentale un nuovo intervento dedicato alle persone che presentano bisogni di particolare intensità in quanto dipendenti da tecnologia assistiva, come ventilazione meccanica assistita o non invasiva continuativa (minimo 16 ore giornaliere) e/o alimentazione solo parenterale attraverso catetere venoso centrale, che prevede,  su adesione della famiglia, la possibilità di accedere ad un Buono mensile di € 500 per il caregiver familiare e un voucher mensile fino a € 1.400 per il riconoscimento fino a 20 ore/settimanali di assistenza a complemento di quanto già eventualmente assicurato dai servizi assistenza domiciliare, assicurate da enti erogatori di ADI accreditati e disponibili alla sperimentazione.  La presa in carico con questa modalità sperimentale esclude quella con le altre 2 modalità sopra declinate.
Novità che dunque, da una parte introducono una modularità nell’assegnazione delle risorse che prevede una maggiore quantità di risorse per quanti non frequentano alcun servizio e sono dunque stabilmente a domicilio e, viceversa, riduce la quota destinata invece a quanti frequentano altri servizi educativi sociali o socio sanitari, in una logica di sistematizzazione e razionalizzazione delle risorse disponibili. Dall’altra spingono in modo evidente le famiglie, in particolare quelle che non usufruiscono di altri servizi e quelle di persone con bisogni di particolare intensità, a rivolgersi a personale di assistenza che sia regolarmente contrattualizzato, vincolando parte delle risorse disponibili a questa condizione.
Non viene, invece, riproposto quest’anno il Buono da 500 euro che era dedicato alle persone con gravissima disabilità, con figli minori e con ISEE inferiore ai 50.000 euro, per l’assunzione di personale di assistenza per alleggerire il carico di cura del caregiver familiare.
Per garantire il passaggio dalla vecchia alla nuova modalità di erogazione dei Buoni è prevista per le persone prese in carico con FNA 2017 l’erogazione del Buono di € 1.000 per mese di gennaio.

La misura B2

Per quanto riguarda, invece, la Misura B2, viene riconfermato il target dei destinatari, non è prevista la priorità per le persone già in carico ma viene invece definita priorità di accesso per le persone che non sono in carico alla Misura RSA aperta ex DGR n. 7769/2018 e non beneficiano di interventi o di sostegni integrativi di carattere assistenziale erogati da Enti pubblici o privati o da Enti previdenziali (es. INPS/Home Care Premium).
Restano sostanzialmente invariate le possibilità di intervento economico:  Buono sociale mensile, anche a diversa intensità, finalizzato a compensare le prestazioni di assistenza assicurate dal caregiver familiare fino ad un importo massimo di € 800; Buono sociale mensile per un importo compreso tra € 400 e € 800 in caso di personale d’assistenza impiegato con regolare contratto;   Buono sociale mensile fino ad un massimo di € 800 per sostenere progetti di vita indipendente di persone con disabilità fisico-motoria grave o gravissima, con capacità di esprimere la propria volontà, di età compresa tra i 18 e i 64 anni, che intendono realizzare il proprio progetto senza il supporto del caregiver familiare, ma con l’ausilio di un assistente personale, autonomamente scelto e regolarmente assunto;  Voucher sociali per sostenere la vita di relazione di minori con disabilità con appositi progetti di natura educativa/socializzante.
Per una visione di insieme di tutte le misure previste si rimanda al box di sintesi riportato a chiusura dell’articolo

L’accesso e il processo di presa in carico

Rispetto all’accesso e al percorso di presa in carico definiti nel Programma operativo regionale, sono da sottolineare in particolare due elementi, che riguardano l’utilizzo dell’ISEE in riferimento alla B1 e quanto riportato in merito alla Valutazione Multidimensionale e alla definizione del Progetto Individualizzato.

Per quanto riguarda l’ISEE,  nella Delibera dello scorso anno (DGR X/7856 relativa al Piano operativo FNA 2017 a valere sul 2018) l’ISEE ordinario era stato inserito come criterio per determinare la graduatoria di accesso alla misura, scelta da cui era scaturito un dibattito che anche LombardiaSociale.it aveva seguito con attenzione, in merito alla legittimità di tale criterio e all’adeguatezza dell’ISEE ordinario quale indicatore per le specifiche situazioni che beneficiano della B1.
Nel nuovo Programma operativo regionale, l’utilizzo dell’ISEE ordinario è definito in modo differente e, da quanto si evince dal testo, parrebbe essere certamente richiesto quale documento necessario da allegare alla domanda (pena l’inammissibilità) ma il suo utilizzo viene definito quale criterio ordinatorio per la definizione degli elenchi per area  (Minori – Adulti – Anziani) da parte delle ATS.  Di fatto, nel Piano non si parla mai di graduatorie per l’accesso, bensì di elenchi e si definisce che “Le ATS definiscono tre elenchi articolati nelle Aree Minori, Adulti e Anziani per tutte le persone con disabilità gravissima. A ciascun elenco di Area è attribuito uno specifico budget che tiene conto della stima dei beneficiari per la nuova annualità 2018, a partire dal dato delle persone rilevate al 31 dicembre 2018, e del valore medio delle risorse da attribuire a ciascuna Area in base ai criteri di seguito definiti per l’erogazione della Misura stessa. Le persone disabili gravissime, sia quelle prese in carico con FNA 2017 e rivalutate alla luce dei nuovi criteri di erogazione della Misura B1, sia quelle di nuovo accesso, sono inserite nei rispettivi elenchi ordinati in base al valore ISEE. Tali elenchi sono aggiornati trimestralmente, con la precisazione che sono inserite in elenco le persone la cui valutazione si è conclusa nel trimestre di riferimento, tenendo conto dell’andamento e dello sviluppo della Misura”.
Di fatto dunque, il Piano definisce che l’ISEE ordinario è uno dei documenti necessari per la domanda e che sarà utilizzato per ordinare gli elenchi relativi all’accesso, senza però fare esplicito riferimento ad un suo possibile utilizzo per l’effettiva selezione delle domande. Aspetto che peraltro non si è poi realmente verificato nemmeno lo scorso anno, poiché le risorse disponibili sono riuscite a coprire tutte le domande, condizione che presumibilmente la Regione auspica di poter garantire nuovamente anche quest’anno.

Per quanto riguarda, invece, il processo e gli strumenti della presa in carico, nel Programma sono richiamati la Valutazione Multidimensionale realizzata da operatori delle ASST e dei Comuni e la predisposizione del Progetto individuale quali elementi cardine, anche inserendo qualche riferimento al Case manager e al Budget di Progetto, senza però che questi ultimi strumenti siano effettivamente dettagliati in una chiave operativa. Nel precisare la misura B1, in particolare, si definisce una specifica connessione tra la Valutazione Multidimensionale e la definizione del progetto Individuale, anche specificando le componenti che quest’ultimo deve contenere: esito della valutazione, interventi e servizi già in atto, obiettivi, interventi da sostenere con il Buono e con il Voucher. Non sono richiamati però nel documento dati e riferimenti relativi a quali siano stati gli esiti e i processi di integrazione socio-sanitaria e di presa in carico effettivamente realizzati nell’esperienza degli scorsi anni, e dunque a come effettivamente agli elementi di dichiarato contenuti nei documenti programmatici si sia riusciti a far seguire una pratica operativa significativa.

In sintesi: i punti di attenzione

In conclusione richiamiamo qui i principali elementi che appaiono come significativi e sui quali sarà importante raccogliere nuovi contributi:

Il primo è relativo alla regolazione dell’accesso alle misure. Con questo Programma, in particolare in riferimento alla Misura B1, l’erogazione di parte delle risorse (nello specifico quelle dedicate al Buono mensile) è modulata in riferimento alla frequenza, da parte del beneficiario, di servizi di tipo socio-sanitario, sociale o educativo.  Nella stessa logica di razionalizzazione delle risorse sono previste e dettagliate le diverse forme di compatibilità e incompatibilità delle Misure.  Nel complesso si evince quindi la volontà regionale di regolare più che in passato l’accesso alle Misure, attraverso la considerazione complessiva delle opportunità e possibilità di cui usufruiscono le persone.

Il secondo riguarda la spinta verso la professionalizzazione dell’assistenza con il vincolo di parte delle risorse dedicate all’erogazione dei Buoni B1 alla presenza di personale di assistenza regolarmente assunto e l’incentivo stesso dato alle persone /famiglie che scelgono questa prospettiva  (1.100 euro contro i 900 previsti per il solo caregiver) nonché la nuova sperimentazione che spinge verso una maggiore professionalizzazione dell’assistenza, in particolare per quei casi che necessitano assistenza h24. Rispetto a questo tema sarà interessante monitorare l’andamento delle domande per capire se si sta andando nella direzione giusta, poiché già altre sperimentazioni che spingevano in questa direzione (v. il buono B1 da 500 euro dedicati alle persone con figli minori) di fatto ha visto uno scarso interesse da parte delle famiglie e dunque un sottoutilizzo delle risorse disponibili.

Infine, il terzo, il richiamo all’ISEE ordinario come criterio ordinatorio degli elenchi sebbene non sia chiaro per ora quale sia il reale intento regionale in questo senso. Se è vero che l’ISEE non viene nominato come strumento per attuare una selezione dei potenziali beneficiari, dall’altra parte ci si chiede cosa succederebbe se le risorse stanziate non dovessero bastare a rispondere a tutte le domande. In questo caso, il criterio di ordine degli elenchi avrebbe validità anche per definire l’accesso alla misura oppure no? In alternativa, qual è la ragione per cui ordinare gli elenchi su base ISEE? Il tema scottante dell’utilizzo dell’ISEE, nonostante le modifiche introdotte rispetto allo scorso anno, anche a seguito delle interlocuzioni con le parti sociali, resta ancora una questione non del tutto chiara all’interno del Programma.

Tabella 3 – Box di sintesi delle misure previste dal Programma operativo FNA 2018

Destinatari Interventi
Misura B1
Persone di qualsiasi età al domicilio in condizioni di gravissima disabilità:

  • Beneficiarie di indennità di accompagnamento oppure definite non autosufficienti ai sensi del Dpcm n. 159/2013
  • Per le quali è verificata una delle 9 condizioni di non autosufficienza riportate nel piano regionale

 

Buono mensile:

  • Se la persona è a casa e non frequenta servizi sociali, socio-sanitari ed educativi: € 900 per caregiver + €200 per personale di assistenza assunto;
  • Se la persona frequenta servizi sociali, socio-sanitari ed educativi per max 14 ore settimanale: € 600 per il caregiver familiare
  • Voucher mensili per interventi sociosanitari fino a € 360 per gli adulti e € 500 per i minori
  • Sperimentazione per persone dipendenti da tecnologia assistiva (su adesione volontaria):
  • € 500 per il caregiver familiare
  • voucher mensile fino a € 1.400 per il riconoscimento fino a 20 ore/settimanali di assistenza
Misura B2 
Persone di qualsiasi età al domicilio:

  • Con gravi limitazioni della capacità funzionale, compromissioni significative dell’autonomia nella vita quotidiana, sociale e relazionale
  • In condizioni di gravità ex art. 3, c. 3 L. 104/1992 oppure beneficiarie di indennità di accompagnamento
  • Con ISEE definito dai regolamenti degli ambiti territoriali/comuni

 

Buono sociale mensile,  fino a € 800 per caregiver familiare;

Buono sociale mensile per un importo compreso tra € 400 e € 800 in caso di personale d’assistenza impiegato con regolare contratto;

Buono sociale mensile fino ad un massimo di € 800 per sostenere progetti di vita indipendente;

Voucher sociali per sostenere la vita di relazione di minori con disabilità con appositi progetti di natura educativa/socializzante.

 


[1] ai sensi del DPCM n. 159/2013, Allegato 3
[2] es. regime semiresidenziale di Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza, riabilitazione in diurno continuo, CDD, CDI, Progetto sperimentale riabilitazione minori disabili)
[3] persone disabili caratterizzate da impegno assistenziale elevato; presenza del solo caregiver familiare; nell’area degli adulti: presenza di minori nel nucleo familiare della persona disabile; nell’area dei minori: alle famiglie monogenitoriali e alle famiglie numerose (con un numero di figli superiore a 2).